domenica 13 giugno 2010

IMPERIALISMO: LA PROSSIMA GUERRA IRANIANA


DI MJ ROSEMBERG
The Huffington Post

Sta succedendo di nuovo.

Le stesse forze - con alcune nuove aggiunte e meno alcuni disertori intelligenti - che hanno spinto gli Stati Uniti in una guerra inutile e mortale con l'Iraq, ora si stanno organizzando per la prossima guerra.

Questa volta l'obiettivo è l'Iran, che, proprio come l'Iraq, si dice sia in procinto di creare armi di distruzione di massa.

Inoltre, proprio come l'Iraq, il suo presidente è un probabile pazzo determinato a distruggere Israele.

Nel caso dell'Iraq, il presidente, Saddam Hussein, non solo minacciò di bruciare "la metà di Israele", ma effettivamente lanciò 39 missili SCUD contro Israele durante la guerra del Golfo del 1991.

Quella guerra determinò la fine del potere di Saddam.

Ma questo non fu buono abbastanza per il vice presidente Dick Cheney e i suoi compagni di sciacallaggio bellico. Dieci anni dopo, con Cheney alla vicepresidenza e l'11 Settembre come pretesto, la banda Cheney portò l'America ad una guerra per deporre Saddam. L'obiettivo: trasformare l'Iraq in un protettorato americano, al fine di realizzare decine di miliardi di dollari per sé e per i loro alleati. Finora, 4.400 americani, 318 delle forze alleate, e centinaia di migliaia di iracheni sono morti per portarla avanti.

Ma Cheney arruolò anche un gruppo di ragazzi pon-pon di guerra che non avevano alcun interesse a trarre soldi dal conflitto. Quelli erano i neocon che spingevano per la guerra con la scusa che l'eliminazione di Saddam Hussein sarebbe stata un bene per Israele.

La banda Cheney era formata da gente come Doug Feith, Joe Lieberman, John Bolton, Frank Gaffney, Richard Perle, Charles Krauthammer, Scooter Libby, Bill Kristol, Elliot Abrams e loro alleati nel Governo e in vari mezzi di comunicazione. Anche la lobby israeliana è un membro della banda - sebbene operi con niente altro che il vigore che ora dedica allo sforzo anti-Iran. (La pressione esercitata dalla lobby e’ per buona parte la ragione per cui molti democratici hanno sostenuto una guerra che sapevano sbagliata.)

Naturalmente, l'Iraq non aveva ADM [armi di distruzione di massa-ndt] e l'amministrazione Bush quasi certamente lo sapeva. (Se l'Iraq le avesse avute, non lo avremmo attaccato più di quanto ora attacchiamo la Corea del Nord. In effetti, la prova che un paese non dispone di ADM provoca la nostra disponibilità a prendere in considerazione di bombardarlo).

Ma, in ogni caso la banda degli sciacalli di guerra e ideologi neocon era caparbiamente a favore della guerra. Le probabili ADM erano solo un pretesto.

Questo sarebbe tutto per i libri di storia (e le vedove in lutto, i genitori, i nonni, i figli, i compagni, le sorelle e i fratelli degli americani caduti) se lo stesso scenario non si ripresentasse oggi. All'inizio di maggio, Turchia e Brasile - dopo mesi di intensi negoziati – hanno persuaso il regime iraniano ad accettare un accordo che avrebbe notevolmente ridotto la sua capacità di produrre un' arma nucleare. L'accordo turco-brasiliano è stato quasi identico a quello che il presidente Obama e i nostri alleati spingevano gli iraniani ad accettare in ottobre.

Solo che questa volta, esso non era abbastanza efficace. L'amministrazione Obama ha ignorato la conquista turco-brasiliana, dicendo che il suo obiettivo paralizzava le sanzioni che erano vicini a ottenere. Certo, pochi credono che le sanzioni avranno un qualche effetto significativo se non quello di punire iraniani comuni, persone che soffrono già abbastanza sotto un regime mostruoso.

Ma all'amministrazione sembra sia stato venduto un disegno di legge che lascia gli Stati Uniti con due sole scelte: sanzioni o guerra. L'opzione diplomatica sembra essere fuori dal tavolo, tolta dai piedi dalla pressione dei vari falchi di guerra, neocon, dal primo ministro israeliano Netanyahu e i suoi alleati in Congresso. (Obama inizialmente aveva favorito una diplomazia aperta, senza scadenza; Netanyahu in qualche modo lo convinse che un termine sulla diplomazia aveva senso. Così non è.)

Anche alcune delle voci più progressiste sono in calo per questa falsa scelta, in gran parte perché la lobby – sebbene avanzando a fatica, poiché l’ideologia del J Street [gruppo non profit americano impegnato a promuovere la fine del conflitto israeliano-palestinese- ndt] si muove in chiara ascesa tra i giovani ebrei e quelli di mezza età - riesce ancora ad intimidire.

L'altro giorno, è apparso sul giornale ebraico Forward un Op Ed che sembrava risalire al 2002 circa [opposite to the editorial page – articolo di uno scrittore esterno alla redazione di un giornale e non necessariamente in linea con esso- ndt], del rabbino Eric Yoffie, capo del movimento di riforma ebraica in America e un progressista.

Il pezzo di Yoffie è una cris de couer, che invita tutti gli ebrei a sostegno di una linea dura contro l' Iran. "Ora è tempo", egli scrive, "di fare pressione sul nostro governo affinché si muova in modo più marcato per contrastare la minaccia iraniana”.

Il pezzo di Yoffie è significativo per due ragioni. La prima è che egli non sostiene la ridicola tesi che un Iran nucleare sarebbe disposto ad accettare il suicidio al fine di distruggere Israele. Il rabbino conosce con sufficiente chiarezza le relazioni internazionali e il comportamento umano per comprendere che esistono limiti a ciò che le nazioni possono fare per creare un punto politico e che il suicidio nazionale non è uno di questi.

No, la sua descrizione della minaccia a Israele è tanto più sottile quanto più onesta.

Egli scrive: "Anche se l'Iran sviluppasse armi nucleari e non le usasse, il pericolo per Israele sarebbe ancora intollerabile. Israele non può vivere all'ombra di un Iran nucleare. Nella mente dei suoi cittadini e della comunità mondiale, Israele cesserebbe di essere un luogo sicuro in cui vivere".

C'è del vero in questo. Il pensiero di un Iran nucleare così vicina a Israele è sconvolgente. Ma allora fu così anche per la Guerra Fredda. Ed è un fatto che la Corea del Nord, Pakistan, India e Russia hanno tutte armi nucleari - per non parlare di tutte quelle armi nucleari mancanti che potrebbero finire, Dio non voglia, nelle mani dei terroristi. E tale è la vita in questi giorni a New York, Washington, Londra e - soprattutto - Seul, dove, appena sotto la superficie, vi è la paura che una catastrofe potrebbe accadere in qualsiasi momento.

Va notato, inoltre, che per la maggior parte del mondo, l'idea che Israele ha più di 200 armi nucleari e, a differenza dell'Iran, non ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, è di per sé profondamente preoccupante. In realtà, gran parte del mondo ritiene che Israele è così veemente sulle armi nucleari iraniane perché vuole rimanere l'unica potenza nucleare in Medio Oriente, volendo sentirsi libera di fare ciò che vuole, quando vuole. Le piace la sua egemonia. Questo è ciò che viene prospettato da Yoffie.

Tuttavia, sono d'accordo con lui che il mondo, e non solo Israele, vivrebbe meglio se l'Iran non sviluppasse armi nucleari.

Ma la mia idea di come impedire un Iran nucleare è piuttosto diversa da quella del rabbino.

Ecco Yoffie: "Non c'è una soluzione ipotizzabile per la minaccia di un Iran nucleare che non richieda una leadership americana. Tutte le opzioni – sia sanzioni economiche che azioni militari - sono impossibili senza il sostegno americano".

Divertente, Yoffie si riferisce a "tutte" le opzioni, quando ne nomina solo due - sanzioni o guerra. È come se avesse avuto intenzione di includere l'unica opzione che ha senso, la diplomazia, e avesse cambiato idea all'ultimo momento. Il "tutto" è il residuo di un pensiero che non permette a se stesso, sia perché si oppone onestamente alla diplomazia o perché non vuole incrociare l’ AIPAC [American Israel Public Affair Commette –ndt].

Le alternative di Yoffie non sono affatto alternative. Le sanzioni non funzioneranno (tranne che per punire iraniani comuni e arricchire quelli che sfidano le sanzioni) e l’ "azione militare" non produrrà nulla se non più morti - tra cui americani - e, molto probabilmente, una guerra regionale. Una guerra eliminerebbe qualsiasi possibilità che Israele possa mai avere la pace con il mondo musulmano e distruggerebbe la reputazione dell'America in una regione fondamentale.

Qual è il pensiero di Yoffie quando esclude la diplomazia, ma include una terza guerra in Medio Oriente? La preventiva strage di innocenti è davvero un’opzione legittima per persone civili del 2010? Beh, non per me o per gli ebrei della Riforma che guardano a Yoffie per la leadership. (Gli ebrei sono per lo più colombe e gli ebrei della Riforma, a loro vanto, sono più «colombe» di tutti.)

E’ la guerra, non la diplomazia, che dovrebbe rimanere fuori dal tavolo. Sono sicuro che il rabbino Yoffie lo sa. Questo è ciò che avrebbe dovuto scrivere.

Titolo originale: "The Coming Iran War "

Fonte: http://www.huffingtonpost.com
Link
28.05.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONCETTA DI LORENZO

venerdì 11 giugno 2010

Il costo della guerra degli Stati Uniti nell'Afghanistan, Irak supera $1 trilione

Il costo delle guerre in Afghanistan gli Stati Uniti 'e Iraq sono i contribuenti costano più di un trilione di dollari dal 1 ° giugno, secondo un rapporto pubblicato da un'organizzazione non-profit "National Priorities Project".

http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=20100610&articleId=19662

La BP, google, il disastro ambientale e il piano fintoecologista



Da http://aliceoltrelospecchio.blogspot.com/

La BP, google, il disastro ambientale e il piano fintoecologista

La British Petroleum, proprietaria della piattaforma franata nel Golfo del Messico (secondo alcuni dati a seguito di un atto voluto o di un sabotaggio, per le versioni ufficiali a seguito di un incidente dovuto alla troppa smania petrolifera), che da tempo riversa in mare tonnellate di petrolio con conseguenze ecologiche disastrose (e non solo per le coste USA) ha "comprato" alcune parole chiave (ad es. "petrolio", "marea nera" ecc) dal motore di ricerca Google (che è il più usato al mondo) e da Yahoo al fine di dirottare sul proprio sito ufficiale gli internauti che cercano informazioni sul disastro...
La BP si difende dicendo di averlo fatto al fine di garantire migliori informazioni agli internauti, ma in realtà potrebbe averlo fatto principalmente per due motivi:
- [versione ufficiale che gira in rete] per minimizzare la percezione del disastro e/o delle proprie responsabilità;
- per aiutare ad insabbiare il sabotaggio che avrebbe fatto collassare la piattaforma (facendo in modo che i siti che ne parlano scendano nelle classifiche di Google/Yahoo diventando meno visibili);
ciò è almeno in parte suffragato dal fatto che gli articoli che parlano delle implicazioni ad es. della Halliburton o della partecipazione economica dei Rotschild alla BP risultino assai poco visibili in rete.

Ma perchè i Burattinai (aiutati dal governo USA e forse pure dalla BP stessa) dovrebbero aver voluto provocare un tale disastro ecologico?

Semplice: per rimarcare che la dipendenza energetica dal petrolio è dannosa e non solo per via delle emissioni di CO2 ma pure per il rischio di catastrofici disastri marini.
Ciò farebbe parte del piano fintoecologista di cui Obama è l'attore principale (l'ATTORE, non colui che ha deciso di attuarlo! difatti egli è uno dei Burattini più che un Burattinaio).
Tale piano usa la truffa del Riscaldamento Globale Antropico e della sovrappopolazione al fine di portarci passo passo verso il Nuovo Ordine Mondiale, e nell'mmediato questa tragedia viene usata appunto dall' amministrazione Obama per spingere la Carbon Tax , la nazionalizzazione del petrolio in USA.

E' certamente vero che portare migliaia di tonnellate di petrolio in giro per il mare su enormi e poco manovrabili petroliere comporti serissimi rischi ambientali: difatti gli incidenti con petroliere sono relativamente frequenti.
E' anche vero che le trivellazioni, soprattutto quelle fatte a grandi profondità oceaniche o in luoghi difficili e delicati come l'Alaska comportino seri rischi ambientali (anche se l'incidente successo alla piattaforma della BP appare perlomeno sospetto, se non una vera e propria "operazione sotto Falsa Bandiera", visti i sistemi di sicurezza che aveva). Come è vero che il petrolio inquina, sia quando viene disperso nell'ambiente, sia quando viene raffinato, che quando viene bruciato come combustibile (ma la CO2 è il problema minore: sono le altre sostanze derivate dalla combustione a essere ben più tossiche).
Riguardo al "picco del petrolio" invece ho trovato posizioni assai contrastanti, ciononostante le ultime guerre degli USA sono state motivate anche dal bisogno di appropriarsi di petrolio (però questa è solo una delle cause, o meglio è la causa più facilmente visibile: non si fa mai una guerra per un solo motivo)..

Ciononostante il petrolio ci sarà indispensabile finchè non verranno rilasciate al pubblico ed utilizzate tecnologie veramente alternative (le cosiddette energie alternative di cui tanto si parla non sono abbastanza efficenti per essere una reale alternativa, potrebbero al massimo aiutare se ben utilizzate..) e finchè non si faranno ampi interventi strutturali per far diminuire gli sprechi (intendo lavori estensivi alle reti elettriche, non la diffusione di pubblicità in cui si invita la gente a staccare il caricabatterie quando il cellulare non è in carica..) e non si implementerà radicalmente il sistema dei trasporti pubblici.

Putroppo però il vero problema è che i Pazzi Malthusiani Globalisti che ci governano usano la CO2, il petrolio, la fame provocata nei paesi poveri ecc al solo fine di condurci al NWO, e dove non c'è un problema, si affrettano a crearlo, oltra a sfruttare dirigere e ingigantire i problemi esistenti...

Per questo è probabile che abbiano deciso di causare l'esplosione alla piattaforma petrolifera, e hanno pure proposto di usare un atomica per chiudere la falla (della serie: quando la soluzione è peggio del male, anche se per ora pare che questa folle idea sia stata abbandonata). Un disastro di tale portata, avvenuto proprio all'inizio delle stagioni di pesca del gambero e di raccolta dei molluschi, e pompato dai media con foto strappalacrime di pellicani agonizzanti ricoperti di petrolio (che ricordano fin troppo il caso della foto del cormorano morente per via del cattivone Saddam che durante la Prima Guerra del Golfo aveva incendiato alcuni suoi pozzi per non farli cadere in mani americane: peccato che tale foto fosse un falso, poichè in quella stagione non c'erano cormorani in Iraq), le scenate iraconde di Obama, le spiagge e le paludi annerite, le immense macchie rossicche dovute all'uso di un disperdente tossico pompato in mare per disperdere il petrolio (sapevano che era tossico, ma lo hanno fatto comunque e con il benestare dell' EPA), la disperazione dei pescatori locali e la frustrazione dei bagnanti ecc...tutte queste cose sono un ottimo modo per manipolare l'opinione pubblica, e condurla verso la causa pseudoecologista facendole accettare il dazio che ci faranno pagare.
Esattamente come è servito l'11settembre per far approvare le guerre in Iraq e Afghanistan e il Patriot Act, servono disastri ecologici per far rinunciare al SUV l'americano medio, e servono più disastri per far accettare tasse globali sul carbonio e roba simile..sino ad arrivare al NWO..


Altra chicca sono le coincidenze cinematografiche: difatti nel film "Knowing" (che parla di premonizioni di disastri e del 2012 come della Fine del Mondo e l'inizio di un Nuovo Eden per gli Eletti: bambini dotati di Coniglio Bianco in braccio e salvati da spaventosi Men in Black rivelatesi poi come Angeli di Luce cari alla New Age e all' Ufologia), appare proprio il disastro di una piattaforma petrolifera del Golfo del Messico che affonda fra le fiamme...casualità? certo, come casuali sono le Illuminati Game Card che riproducono gli eventi dell' 11settembre più di cinque anni prima...o almeno questo è ciò che penseranno gli "pseudoscettici a oltranza" (scettici sempre e solo sulle versioni non ufficiali, mai su quelle ufficiali per quanto strampalate e antiscientifiche possano essere...)...

Quindi, SE veramente il disastro della piattaforma della BP è stato un evento casuale, è stata proprio una gran fortuna per la cricca pseudoecologista..e pure il tempismo (con interruzione della stagione di pesca, vitale per quelle zone e l'impossibilità di balneazione estiva) è stato eccezionale!

L'assassinio di Osho. Perché si uccide un leader spirituale.




Da Paolo Franceshetti blogspot
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/06/lassassionio-di-osho-perche-si-uccide.html


Paolo Franceschetti


Osho fu assassinato dalla CIA mediante avvelenamento da tallio e morì il 19 gennaio 1990, all’età di 60 anni. Che fu assassinato non lo dice un complottista come me; lo dice lui stesso, lo dicono i suoi allievi, e la storia del suo assassinio è narrata nel libro “Operazione Socrate”, che spiegano anche le ragioni per cui venne avvelenato.
Ritengo però che le cose non siano andate esattamente come le raccontano i suoi allievi, e qui spiegherò il perché.


Negli anni della mia adolescenza e successivamente, fino alla laurea, non avevo molta simpatia per Osho. I media infatti lo presentavano come un guru spirituale che viaggiava in Rolls Royce, e i cui seguaci facevano orge e fumavano haschisch.
Mi infastidiva poi la quantità di libri in circolazione che portavano il suo nome. Sono usciti infatti circa 400 titoli a suo nome, che trattano tutti i temi della vita; la religione, la vita, la morte, l’amore, il denaro, la depressione, la felicità, la politica, l’etica.

I suoi seguaci poi mi parevano un po’ sciroccati. Qualche anno fa ne conobbi uno ad un corso di meditazione; gli chiesi come mai, se era stato assassinato, i suoi seguaci non organizzavano manifestazioni, non scrivevano libri, aprivano siti e denunciavano il problema.
Mi rispose: “E perché mai dovremmo denunciare la sua morte? Osho non è mica morto. Se ne è andato il suo corpo ma lui è più vivo che mai”.
Un’altra volta mi imbattei in un Sannyasin seguace di Osho ad un corso di Shiatsu. Mi disse: “Osho non è stato assassinato. Chi crede di averlo ucciso si sbaglia e non ha capito niente della vita. Osho se ne è andato quando la sua anima ha deciso. Ha solo scelto di andarsene in quel modo”.
Dopo aver ascoltato queste risposte rimanevo con la sensazione che i seguaci delle idee di Osho fossero un po' sciroccati e dicevo tra me “ecco perché nessuno si occupa della sua morte; questi qui dicono addirittura che non è morto, o che ha scelto lui di morire”.
Anzi, dopo aver parlato con loro mi convincevo che la storia del suo assassinio doveva essere una balla, prima di tutto perché nessuno dovrebbe aver interesse a uccidere il leader di un branco di sciroccati; e in secondo luogo perché questa storia della CIA mi pareva una stupidaggine; “quando non si sa a chi dare la colpa, si tira sempre fuori la CIA o gli extraterrestri”, pensavo.

Qualche anno fa presi in mano un libro di Osho, “La via delle nuvole bianche”, e rimasi colpito dalla bellezza e della profondità del libro. Poi ne lessi altri e via via mi convincevo che il suo pensiero era di una profondità fuori dal comune, che mal si attagliava all’immagine di orge e Rolls Royce che i media ne avevano tramandato.

D’altronde la data della sua morte era quanto meno sospetta, perché è difficile, ai nostri giorni, morire a sessanta anni per cause naturali, specie se stiamo parlando di un uomo che viveva seguendo una dieta sana e principi anche spirituali sani.
Decisi quindi di approfondire.


La morte di Osho.
Osho aveva lavorato, e poi fondato una comunità spirituale, in India. Nel 1981 si trasferisce in America e fonda una comunità nell’Oregon, ad Antelope. Raineeshpuram.
Venne arrestato il 28 ottobre del 1985 a Charlotte nella Carolina del nord e fu tenuto in stato di arresto per dodici giorni.
Motivo dell’arresto: immigrazione clandestina. In poche parole, per quello che, in Oregon, è un semplice illecito amministrativo, Osho fu tenuto, illegalmente, dodici giorni in prigione e gli fu comminata una pena di dieci anni di galera (con la sospensione condizionale) in aggiunta all’espulsione dagli USA.
Più nel dettaglio, venne accusato perché alcuni cittadini americani che frequentavano la comunità di Osho aveva contratto matrimoni di convenienza con degli stranieri, per far acquisire loro la cittadinanza americana.
L’accusa poi era sicuramente falsa, perché Osho era il leader di una comunità che contava oltre 7000 persone; difficile immaginare che fosse direttamente colpevole di questi reati.
Ma, quand’anche fosse stato responsabile, Osho viene sottoposto ad una serie di procedimenti illegali, e tenuto in stato di arresto per molti giorni in più rispetto a quella che sarebbe stata la normale procedura.
I suoi avvocati non vennero avvisati dell’arresto.
Venne trasferito in dodici giorni in prigioni diverse, senza motivo e senza una regolare procedura.
Fu registrato in una prigione con il falso nome (per quale motivo?) di David Washington.
Fu tradotto in un carcere di Contea e non nel carcere federale, dove per giunta rimase 4 notti anziché una, come previsto in genere per i prigionieri in transito.
Leggendo la sua biografia, e il libro che alcuni suoi discepoli hanno scritto sulla sua morte, saltano agli occhi poi alcune cose.
Anzitutto la testimonianza di un detenuto in carcere per omicidio, Jonh Wayne Hearu, che al processo dichiarò di essere stato avvicinato per gettare una bomba sulla comunità di Osho.
L’insabbiamento di alcune testimonianze di agenti federali che dichiararono che stavano indagando sugli autori di una minacciata bomba nel carcere in cui era stato tradotto Osho; pare che le telefonate partirono da centri istituzionali, ma l’inchiesta su questa vicenda venne insabbiata e il funzionario che stava indagando venne trasferito.
Il giorno dell’arresto erano pronti centinaia di militari che avevano circondato la comunità di Osho in assetto da guerra e con elicotteri da combattimento; ma Osho fu avvertito della cosa e quel giorno si fece trovare a casa di una sua seguace, dove si consegnò pacificamente.
Per giunta da giorni gli avvocati di Osho chiedevano notizie circa l’eventuale possibile arresto di Osho il quale, nell’eventualità, voleva consegnarsi spontanemente; le autorità americane rassicuravano i legali dicendo che non dovevano temere nulla, ma l’arresto fu effettuato a sorpresa e con la preparazione di un vero esercito. Questo perchè, a mio parere, avevano preparato una strage che fu sventata dall'allontanamento di Osho dalla comunità.

Un altro fatto inspiegabile di quei giorni è che Osho disse di essere stato in carcere per undici giorni, quando invece i giorni erano dodici. In altre parole, per un giorno Osho perse la memoria. Non fu mai chiarito il perché e come.
La cosa più incredibile, comunque, è che a seguito di queste vicende ad Osho fu riscontrato un avvelenamento da tallio che lo portò alla morte in pochi anni.

A questo punto, se un seguace di Osho, non essendo un complottista, si limita a riferire i fatti domandandosi il perché, per me è abbastanza chiaro il susseguirsi degli avvenimenti.
Lo spiegamento di forze militari in assetto da combattimento si spiega perché probabilmente, per il governo la cosa migliore sarebbe stato provocare un incidente per poter uccidere Osho direttamente il giorno dell’arresto. I giornali e le TV, che già negli anni precedenti avevano creato problemi alla comunità dipingendoli come satanisti, orgiastici, ecc., avrebbero fatto il resto e la vicenda sarebbe stata liquidata come un atto di ribellione da parte di fanatici fondamentalisti, repressa con le armi dall’eroico esercito americano.
Nei giorni successivi all'arresto Osho fu trattenuto in carcere più del dovuto perché doveva prepararsi l’avvelenamento da tallio; l'avvelenamento avvenne probabilmente spargendo la sostanza nel letto dove Osho dormì; lui infatti era solito dormire su un fianco, e la parte del corpo che risultà agli esami maggiormente contaminata fu proprio quella dove Osho aveva dormito.

In merito all’assassinio di Osho fu preparata anche una dichiarazione a firma di vari senatori, giornalisti e personaggi pubblici, tra cui Strik Lievers, Luigi Manconi, Marco Taradash, Michele Serra, Giorgio Gaber, Lidia Ravera, Giovanna Melandri, Gabriele La Porta, e altri, in cui dichiarano:


“Il quadro dei fatti descritto nel libro è impressionante e gravissimi sono gli interrogativi che ne escono, formulati esplicitamente dagli autori.

Va detto con chiarezza: se coloro cui spetta non vorranno o non sapranno dare risposte persuasive, saranno essi a legittimare come fondata la denuncia dei discepoli di Osho.

Da parte nostra riteniamo ci siano elementi più che sufficienti per richiedere l’apertura di un’inchiesta sul piano internazionale.

Ed è nostra intenzione non lasciare nulla di intentato perché si faccia luce su questa pagina oscura, per sapere se, ancora una volta nella storia, il diverso sia stato prima demonizzato e poi eliminato nell’indifferenza generale.

Questo comitato di sostegno nasce perché il caso Osho Rajneesh non sia dimenticato e diventi invece coscienza internazionale”.


Perché fu ucciso.
La spiegazione data dai suoi allievi, che Osho fu ucciso dai fondamentalisti Cristiani, che vedono Satana in tutto ciò che non è cristiano, non mi convince per varie ragioni.
C’è infatti un particolare, non piccolo, ma anzi di assoluta importanza, che sfugge ai seguaci di Osho.
Bush padre, come il figlio, e come Reagan (presidente al tempo dell’arresto di Osho) NON sono cristiani nel senso “cristiano” del termine. Il cristiano vero, in teoria, dovrebbe essere tollerante e amorevole verso tutti, e non dovrebbe per nessun motivo uccidere. Loro sono cristiani nel senso “rosacrociano”; fanno parte cioè di quel ramo dei Rosacroce deviato, l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro, che parlano di Dio e di Cristo intendendo questi termini in senso esattamente opposto al senso cristiano. Non a caso in nome di Dio scatenano guerre uccidendo milioni di persone, e Bush spesso ha ripetuto infatti che “Dio è con lui”. Perché il Dio in nome del quale scatenano la guerra è il loro Dio, Horus, non il Dio dei Cristiani.
Bush quindi non è un cristiano, e, anzi, da un certo punto di vista Osho è più cristiano di molti “cattolici”, in quanto seguiva alla lettera i principi di amore e tolleranza che sono scritti nei 4 vangeli.
Anzi, dal punto di vista dei Rosacroce, il movimento di Osho contribuisce col suo sincretismo ad abbattere la forza dell’ideologia cattolica, e quindi in questo senso è funzionale agli interessi della religione di Bush.

Il problema quindi non può essere religioso.

Leggendo gli scritti di Osho mi sono convinto che la ragione dell’omicidio è di tipo spirituale. Infatti, la comprensione e l’interiorizzazione dei principi su cui si basa la filosofia di Osho è idonea a scardinare proprio quei capisaldi su cui la massoneria rosacrociana basa la sua forza: ovvero il concetto della morte, e il concetto del denaro.
Osho con i suoi scritti incita a non temere la morte ed a viverla come uno stato di passaggio, in cui addirittura si vivrà meglio che nel corpo fisico.
E, nonostante girasse in Rolls Royce, non era attaccato al denaro.
Da giovane insegnava all’università ma rifiutò una promozione perché, lui disse, non voleva regalare ancora più soldi allo stato con le tasse.

Dopo qualche tempo lasciò il lavoro perché non si ritrovava in quel mondo lavorativo.
E non si preoccupò mai del denaro, perché sosteneva che nell’universo arriva sempre esattamente ciò di cui hai bisogno, nel momento giusto.
Le Rolls Royce arrivarono perché la sua comunità attirava anche gente ricca, e ciascuno metteva in comune ciò che aveva; a Rajneeshpuram ciascuno metteva in comune ciò che aveva e che poteva. Gli avvocati gestivano gratis i problemi della comunità; i muratori costruivano, i medici curavano, i docenti di varie displine insegnavano e, ovviamente, chi aveva soldi, donava soldi.
Osho spiegava che la civiltà occidentale viveva una strana schizofrenia nel rapporto con il denaro; da una parte alcuni lo eleggono ad oggetto di culto; dall’altra, quando si incita a vivere una vita spirituale, si tende a disprezzarlo o farne senza. In realtà il denaro e il lusso sono un mezzo come un altro, che possono esserci o meno, ma che non devono intaccare la serenità interiore che invece si acquista con altri mezzi.

Apparentemente contraddittorio poi anche il suo rapporto con la vita; se da un lato insegnava ad amarla e a viverla in pieno, dall’altro non ne era attaccato.
Esemplare, in questo il racconto della sua morte effettuato dai suoi seguaci: nella notte lui si sentì male per l’ennesima volta, sfinito dagli anni del dopo carcere e dai dolori.
– Chiamiamo Amrito? – chiesero i suoi seguaci. Amrito era il medico personale di Osho.
– No, rispose lui. E’ il momento che me ne vada. Inutile forzare ancora le cose. Oramai soffro troppo in questo corpo.

Insomma, Osho faceva paura perché il sistema massonico in cui viviamo si basa su due fondamenti:
la paura della morte.
la paura della perdita economica.

Senza queste paure il sistema massonico, che vive di minacce dirette o indirette (se ti opponi perderai il lavoro; perderai la vita; perderai l’onore perché ti infagheremo) non potrebbe resistere.

Senza la paura della morte (tua e dei tuoi cari) svanisce anche il ricatto familiare che si riassume nella frase: non ti opporre al sistema se tieni alla tua famiglia.

Aggiungiamo anche che la comunità di Osho, vivendo secondo un sistema di valori e abitudini differente da quello su cui basano le comunità occidentali (ciascuno metteva in comune ciò che aveva) sarebbe perfetta per contrastare gli effetti della crisi economica in cui stiamo per piombare a capofitto.
La crisi economica infatti si basa essenzialmente sulla perdita della disponibilità del denaro, inteso come posta contabile.
Ma se imparassimo a vivere incentivando forme di scambio tipiche dell’antico baratto (io ti do ciò che ho, abilità manuali, conoscenze intellettuali, il mio lavoro di falegname, avvocato, medico, elettricista, esperto di Pc, ecc., in cambio tu mi dai ciò che hai, prodotti dell’orto, materie prime, il tuo terreno, la tua casa, ecc...) gli effetti della crisi economica potrebbero in parte essere attenuate se non addirittura azzerate (si pensi a piccoli paesi di montagna o di campagna, in cui il mettere in comune fin da subito le proprie capacità e i propri beni potrebbe essere una soluzione immediatamente praticabile).

Anche dal punto di vista religioso, Osho poteva far paura, ma per un altro motivo. Egli non ha fondato una sua religione, né si ispirava ad una religione particolare. Nei suoi libri e nei suoi discorsi utilizzava il Vangelo quando parlava a persone cattoliche, i Sutra buddisti quando parlava a buddisti, i Veda indiani quando parlava a induisti, e attingeva da fonti ebraiche, sufi, e chassidiche. Scrisse anche “Le lacrime della Rosa mistica”, tra i tanti libri.
Si possono leggere i suoi scritti, quindi, pur restando buddisti, cristiani, o ebrei.
Ma dava una lettura dei testi sacri più moderna e al passo coi tempi, il che poteva far paura a coloro che ancora ragionano con schemi che risalgono a migliaia di anni fa, e che usano la religione come uno strumento per tenere sotto controllo le menti degli adepti.

Osho, in altre parole, fu ucciso per lo stesso motivo per cui furono uccisi altri leader spirituali famosi, come Ghandi e Martin Luther King. Più in generale, fu ucciso per la stessa ragione per cui vengono uccisi tutti quelli che si ribellano al sistema denunciandolo fin nelle fondamenta, dai cantanti, agli scrittori, ai registi, ai magistrati, ai giornalisti.
La diffusione delle idee di Osho poteva contribuire a scardinare il sistema.

Ma su un punto aveva ragione Osho. Il suo pensiero, per quanto abbia potuto fare il sistema in cui viviamo, non è andato perduto. Lo testimoniano la continua ristampa e le nuove edizioni dei suoi libri, che si diffondono costantemente sempre di più.
Per certi versi Osho è più vivo che mai.

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“Si dovrebbe accogliere la morte con gioia... è uno dei più grandi eventi della vita. Nella vita, esistono solo tre grandi eventi: la nascita, l’amore e la morte. La nascita, per tutti voi, è già accaduta: non potete farci più nulla. L’amore è una cosa del tutto eccezionale... accade solo a pochissime persone, e non lo si può prevedere affatto.
Ma la morte, accade a tutti quanti: non la si può evitare. È la sola certezza che abbiamo; quindi, accettala, gioiscine, celebrala, godila nella sua pienezza.
La morte è semplice svanire nella fonte. La morte è andare nel regno di ciò che non è manifesto: è addormentarsi in Dio.
Di nuovo tornerai a fiorire. Di nuovo rivedrai il sole e la luna, e di nuovo e ancora... fino a quando non diventi un Buddha, fino a quando non riuscirai a morire in piena coscienza; fino a quando non sarai in grado di rilassarti in Dio consciamente, con consapevolezza.
Solo allora, non esiste ritorno: quella è una morte assoluta, è la morte suprema.”

“Se mi hai amato, per te, io vivrò per sempre. Vivrò nel tuo amore. Se mi hai amato, il mio corpo scomparirà, ma per te, io non potrò mai morire. Anche quando me ne sarò andato, so che tu mi verrai a cercare. Certo, ho fiducia che tu verrai a cercarmi in ogni pietra e in ogni fiore e in ogni sguardo e in tutte le stelle. Posso prometterti una cosa: se mi verrai a cercare, mi troverai... in ogni stella e in ogni sguardo... perché se hai veramente amato un Maestro, con lui sei entrato nel Regno dell’Eterno. Non è una relazione nel tempo, dimora nell’assoluta atemporalità.
Non ci sarà morte alcuna. Ιl mio corpo scomparirà, il tuo corpo scomparirà, ma questo non farà una gran differenza. Se la scomparsa del corpo creasse una pur minima differenza, dimostrerebbe soltanto che tra noi non è accaduto l’amore.”


OSHO
MAI NATO
MAI MORTO
HA SOLO VISITATO
QUESTO PIANETA TERRA
11.12.1931
19.01.1990

sabato 5 giugno 2010

Bilderberg 2010: Il blocco di sicurezza inizia


Bilderberg 2010: Il blocco di sicurezza inizia

È mezzogiorno presso l'hotel Bilderberg conferenza - e ciò significa che gli elicotteri, la polizia antisommossa e arrabbiato personale


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Charlie Skelton relax in Hotel Dolce Sitges, prima della conferenza Bilderberg ha cominciato. Fotografia: Charlie Skelton


Questo è il secondo invio da Charlie Skelton Bilderblog. Leggi una parte qui .


"Congratulazioni!" sogghignò il responsabile dell'edizione di quest'anno della conferenza Bilderberg , chiama a raccolta come sarcasmo tanto quanto un olandese capace.

"Voi siete gli ultimi ospiti qui! Si dovrebbe avere una bandiera!" lui urlava, punzonatura l'aria, ci vogliono più. E 'vero - ci era stato trascinando i nostri tacchi che abbiamo lasciato l' Hotel Dolce Sitges . I tavoli pieghevoli sono stati già in allestimento nel cortile di cordini partecipante e confezioni di orientamento. Si è ben oltre il mezzogiorno "blocco" della struttura.

"Chiusura" al Bilderberg significa che la sicurezza è scattato saldamente chiuse - si intende un insuperabile, come il cordone di sicurezza del Pentagono, è stretto intorno a questo hotel sul mare.

Ciò significa che centinaia (e voglio dire centinaia) di polizia, a vari livelli di prontezza antisommossa, si posiziona ad ogni bivio, ogni rotonda, lungo ogni strada, e piazzuola sterrata entro un miglio dell'edificio. E ogni 15 minuti o giù di lì, rovinando sonnellini a bordo piscina di tutti, elicotteri della polizia cerchio nel cielo perfetto sopra.

Gli elicotteri iniziato ieri. Il giorno prima, come eravamo check-in, una coppia di turisti in entrata ultraleggeri ronzio negli hotel prima ronzio via verso la spiaggia. Per circa due secondi, ho pensato: "Brilliant! È così che stiamo andando a ottenere le foto! Dal aria!" Poi ho pensato: "cecchini CIA non! Così brillante!".

Abbiamo fatto fare con alcuni colpi subdolo circonda l'hotel e alcune chiacchierate con il barstaff tacere. Abbiamo fatto un po 'di lavoro sotto copertura. E, di conseguenza, possiamo confermare le seguenti persone sarà sicuramente parteciperà conferenza Bilderberg di quest'anno a Sitges.

Non posso dirvi quanto so questo. Diciamo solo che noi 'ottenuti' queste informazioni. Passo in avanti se si sente il tuo nome.

1. Marcus Agius: Il presidente di Barclays e di un non-executive director senior executive board sulle nuove BBC l'. Sposato con Caterina, figlia di Leopoldo Edmund de Rothschild (non so perché ho detto che. Solo un po 'di curiosità famiglia - il genere di cose alcune persone trovano interessanti).

2. Josef Ackermann: il CEO di Deutsche Bank e di un direttore non-esecutivo della Shell.

3. General Jack Keane, l'ex vice capo di Stato Maggiore dell'Esercito degli Stati Uniti e nel consiglio della difesa degli Stati Uniti conglomerato General Dynamics.

4. Juan Luis Cebrián Echarri: il CEO e co-fondatore di El Pais, l'amministratore delegato del Grupo Prisa ( Spagna s 'più grande editore), nel consiglio di amministrazione di Le Monde.

5. Richard Holbrooke: inviato speciale di Barack Obama per Afghanistan e Pakistan e membro del consiglio di amministrazione del Council on Foreign Relations.

6. Gustavo Cisneros Rendiles A: Un magnate dei media venezuelani - uno degli uomini più ricchi del mondo.

7. Victor Halberstadt: Professore di economia pubblica all'Università di Leiden e consulente internazionale di Goldman Sachs. Presidente dell'Istituto Internazionale di finanza pubblica.

8. Roger Altman: Il fondatore e presidente di Evercore Partners ", il più attivo di investment banking boutique nel mondo" (dice il loro sito web).

9. Joaquín Almunia: Senior membro spagnolo della Commissione europea.

10. W. Edmund Clark: Presidente e Amministratore Delegato della Banca TD Group Financial.

11. Jan Hommen HM: presidente del gruppo ING.

12. Jyrki KATAINEN: Ministro delle Finanze della Finlandia, presidente del Partito della Coalizione Nazionale finlandese.

E sono solo la punta del Bilderberg. Più nomi emergerà come il weekend, e il lungo-lente scatta hanno iniziato a venire a. La polizia ha cominciato a spingere noi più lontano dalla rotatorie. Abbiamo avuto le detenzioni prima e la cancellazione prima arrabbiata di fotografie da parte della polizia.

Anche se abbastanza perché frequentano Bilderberg deve rimanere un mistero rimane un mistero. Le finestre annerite delle limousine, il disperato camera-schivare dei delegati.

Tony Blair ha partecipato nel 1993, ma ha mentito su di esso in parlamento. Perché mentire? Perché nascondere? Se si tratta di un lungo fine settimana di ping-pong, perché il segreto? Se si tratta di un lungo fine settimana di strategising globale, perché non solo si comportano come gli adulti e parlare con la stampa in proposito?

La paranoia è stato sulla cresta dell'onda, tra gli organizzatori della conferenza. Un paio di loro ha parlato alla conferenza Bilderberg 2006 a Ottawa, dove il conduttore radiofonico Alex Jones ha portato alle proteste con il suo megafono.

"Erano molto vicini all 'hotel", ha detto uno. Un altro sguardo scioccato e ha chiesto: "Ti hanno mai cercato di attaccare?" A scuotere la testa e la risposta: "No, ma è stato molto spaventoso." Un terzo si sporse: "Questo è il lato negativo del welfare state. Le persone hanno un reddito sufficiente, in modo che possano fare questo - è come una minaccia permanente."

Quale minaccia? Che la gente preoccupata per l'ingiustizia del mondo dovrebbe drappo un banner su un cordone di polizia? Che dovrebbe gridare la loro rabbia contro la follia delle imprese transnazionali asset-grabbing, i cui presidenti sono sorseggiando birre con i nostri eletti? "E 'come una minaccia permanente." Non farmi sputare.

Mia moglie, Anna, sentii il bordo duro della paranoia come abbiamo lasciato l'hotel al blocco. Ha deciso che aveva bisogno di fare un po 'la stampa dell'ultimo minuto (ha improvvisamente sentito il bisogno di stampare una storia di Sitges da internet).

Il portiere sua introdotto nel centro commerciale, dove si trovò nel mezzo del cuore pulsante di Bilderberg. Si sedette per la stampa. Lei era macchiato. Una signora olandese poppa gridò con freddezza: "Faccia lei alla sicurezza!" e abbaiò: "Qual è il tuo nome?"

Sorpreso, Hannah ha commentato: "Questo non è un albergo molto amichevole". La donna rispose: "No, non è un hotel molto accogliente". Non questa settimana non lo è.

Come abbiamo lasciato definitivamente lasciato il Dolce Sitges ostile, come la polizia in borghese raccolti, un pallet di angurie veniva gettato in ingresso di servizio accanto ad un impianto di illuminazione. Le luci erano state patio coperto con cellophane arancione.

Sta andando essere un bel spettacolo più tardi, la serata di apertura del Bilderberg - angurie ovunque, gli occhi avidi incandescente arancione sulla pista da ballo.

"Angurie di più!" grida l'amministratore delegato di Deutsche Bank. Venti sono rotolate verso di lui in un istante. Ha timbri sul primo e urla la sua gioia in aria arancione, come il DJ si appoggia al microfono: "E noi abbiamo una richiesta da Kenneth Clarke, è un altro morde la polvere!"

Un felice Ken getta il sigaro in spalla e porta alla pista da ballo. Non che Ken è stato ancora confermato. Probabilmente relax nel suo collegio elettorale. Forse qualcuno dovrebbe capire.

Martedì notte, quando eravamo al bar il nostro modo di lavoro attraverso la loro selezione di birre catalano, abbiamo chiesto quanto è grande il barista si calcola il bill hotel Bilderberg 'sarebbe.

Alzò gli occhi e disse: "Tu non vuoi sapere quanto stanno pagando per questo!" Ha frainteso. Mi ha fatto davvero.

Se il costo della cena al Dolce è qualcosa su cui, sarà una scheda whacking grande. Il mio consiglio a David Rockefeller - di evitare la 'premiata' filetti di trota. Se avete fame, provate gli spaghetti neri con polpette di salmone per iniziare.

Che altro ...?

I miei consigli per Bilderberg 2010 partecipanti:

Il gazpacho è buono ma sottile.

La destra dei due tavoli da ping-pong (se stai in piedi con le spalle al sdraio) ha una bombatura difficile. Meglio andare per la curva a sinistra.

Se siete su un bilancio, andare a fare colazione alle 7, poi andare di nuovo a metà 10, in modo da poter avere la prima colazione e il pranzo fuori del buffet stesso.

Non bere l'acqua corrente nelle camere da letto. Ci sono le più cloro in essa che la piscina.

La pasticceria colazione kiwi sono a morire per.

La zuppa di carciofi esigenze pepe nero.

Andare alle terme, un massaggio ayurvedico, e durante lo ripetere il mantra: "Va bene se faccio tutto, non proprio, va bene se faccio tutto non proprio." Poi si ubriacano e gettare panini alla spogliarellista.

Il personale è catalano, non spagnolo. A parte il fattorino argentino. Lui è argentino.

Annulla tre quarti della tua protezione della polizia. Non hai bisogno di loro, e sono altri soldi che costano persone.
http://www.guardian.co.uk/world/
http://www.americanfreepress.net/

giovedì 3 giugno 2010

Criminali di guerra e di pace


di Marco Cedolin

L’altra notte l’esercito israeliano ha assalito le navi della Freedom Flotilla, a bordo delle quali si trovavano circa 700 persone di 40 nazionalità diverse, intenzionate a portare a Gaza 10mila tonnellate di aiuti umanitari, tra cui cemento, medicine, generi alimentari, e altri beni fondamentali per la popolazione, costretta a vivere all’interno di quello che Israele ha reso un vero e proprio lager per la segregazione di massa.

Il convoglio pacifista è stato attaccato dalle truppe speciali israeliane che a bordo di elicotteri e gommoni hanno abbordato le navi aprendo il fuoco e provocando una vera e propria carneficina, il cui bilancio provvisorio è di 19 morti e una trentina di feriti. I passeggeri sopravvissuti sono stati tratti in arresto e con tutta probabilità deportati in un campo di concentramento appositamente allestito in terra israeliana.

Anche di fronte a queste prime notizie confuse e frammentarie non può sicuramente sfuggire l’enormità di quanto accaduto ...

... e la gravità dell’ennesimo atto criminale, compiuto dall’esercito di uno stato ormai completamente al di fuori di ogni controllo, di ogni legalità e rispetto del diritto internazionale.

Il massacro dell’altra notte, portato nei confronti di pacifisti inermi è infatti solo l’ultimo atto di un corollario di genocidi, violenze, soprusi e assassini lungo decine di anni. Un corollario nel quale la vigliacca pratica degli omicidi mirati ha fatto il paio con una lunga serie di guerre preventive, fra le quali l’invasione del Libano nel 2006 e il genocidio dell’operazione Piombo Fuso nel 2009 sono le ultime in ordine di tempo.

Massacri di civili compiuti con l’ausilio di armi di distruzione di massa vietate dai trattati internazionali, sempre portati avanti con l’arroganza di chi è cosciente di poter vivere al di sopra delle leggi e senza alcun rispetto per la vita umana. Massacri e genocidi compiuti sempre rimanendo impuniti, grazie alla compiacenza degli organismi internazionali e alla complicità dei governi occidentali pronti a volgere altrove il proprio sguardo, ogni qualvolta come a Sabra e Chatila ce ne fosse la necessità. Massacri e genocidi perpetrati nascondendosi vigliaccamente dietro al fantomatico alibi di una “risposta al terrorismo” compiuta in maniera terrorista e criminale.

Non si sono ancora spente le eco dell’ultima carneficina di civili inermi, compiuta dall’esercito israeliano nella striscia di Gaza durante l’operazione Piombo Fuso poco più di un anno fa e stigmatizzata perfino dagli “amici” dell’ONU all’interno del rapporto Goldstone e già una nuova tragedia prende corpo ed anima, entrando come acido all’interno delle coscienze.

Ammazzare a sangue freddo decine di attivisti umanitari intenzionati a portare aiuto ad una popolazione martoriata può avere un senso ed una giustificazione?

Assassini, vigliacchi, criminali di guerra e di pace, che continueranno ad agire impuniti di fronte al mondo voltato sempre dalla parte sbagliata. Forse dopo l’ultimo orrore dell’altra notte è giunto il momento di voltare il capo e guardarli fissi negli occhi, per mettere fine a questo orrore prima che sia troppo tardi.

Marco Cedolin
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3553

mercoledì 2 giugno 2010

BILDERBERG: LA COSPIRAZIONE PUBBLICA


DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet

Adesso l’agenda per un governo globale è pubblica. L'importanza del Gruppo Bilderberg si basa sui politici controllati.

Adesso che l’agenda di un governo globale e di un sistema economico centralizzato è riconosciuta pubblicamente ed apertamente, quello che rende importante la riunione annuale del Gruppo Bilderberg è quali siano le personalità politiche che si stanno coltivando per appoggiare tali sviluppi. La maggioranza degli argomenti della riunione annuale sono stati resi pubblici nelle scorse settimane: la possibilità di un attacco militare contro l'Iran e il futuro crollo dell’euro.

I membri della Commissione Trilaterale, partecipanti abituali a tali riunioni, hanno fatto sapere che si parlerà seriamente di una Guerra contro l'Iran da tenersi mentre l’elite approfitta delle conseguenze della crisi economica per centralizzare e rendere più stretti i regolamenti riguardanti le operazioni finanziarie.

Nella foto: Ben Bernanke si reca a una riunione del gruppo Bilderberg

Le conseguenze di una eventuale guerra contro l'Iran provocheranno una spaccatura tra i membri del Gruppo Bilderberg come è già successo nel caso della guerra all'Iraq.

Durante il recente incontro avvenuto a Dublino, i membri della Commissione Trilaterale, in cui solitamente si discutono gli stessi argomenti che verrano poi trattati negli incontri Bilderberg, Mikhail Slobodovsici (principale consigliere del gruppo Russo) parlando con un membro di We Are Change, che aveva scambiato per un collega, si è lasciato sfuggire: “Stiamo cambiando il mondo…Abbiamo bisogno di un governo mondiale” e, parlando poi di Iran “dobbiamo liberarci di loro”.

Il presidente del Fondo Monetario Internazionale, e membro del Gruppo Bilderberger, Dominique Strauss Kahn in un recente discorso fatto ad una riunione elitista a Zurigo ha riconfermato la tendenza a presentare l'opzione del governo mondiale come unica soluzione per risolvere la crisi economica quando ha detto che i globalisti devono vedere la crisi ‘come una opportunità’ per arrivare ad ‘una nuova moneta emessa da un banca centrale mondiale’.

Le nostri fonti presso il Bilderberger indicano che esiste una grande frattura nei gruppi globalisti elitisti.

Gli elitisti piu giovani ed i nouveaux riche sono preoccupati perché l'economia globale sta affondando troppo presto e troppo velocemente, cosa che potrebbe provocare sul lungo termine conseguenze drastiche anche sulla propria influenza e ricchezza.

Zbigniew Brzezinski, cofondatore e importante membro della Commissione Trilaterale, ha recentemente parlato di tali fratture all’interno del movimento globalista elitista in un contesto geopolitico aggiungendo che ‘un risveglio politico globale’ congiuntamente agli scontri intestini tra la elite sta minacciando di bloccare la spinta verso un governo mondiale.

Nelle scorse settimane i globalisti hanno anche discusso pubblicamente i tempi tecnici a proposito se e quando l'euro come moneta unica collasserà e se tale collasso dell’euro sarà seguito dal collasso del dollaro americano.

David Blanchflower, ex stratega della Banca di Inghilterra, ha indicato a Bloomberg News che la regione monetaria che utilizza l’euro come moneta comune potrebbe disitntegrarsi come risultato della crisi causata dal debito Greco che minaccia di coinvolgere altri Paesi in Europa.

Jim Tucker, veterano conoscitore dei Bilderberg, fa notare nel suo ultimo articolo che, già da varie settimane, i mezzi di comunicazione di massa stanno preparando la gente ad accettare l’agenda dei globalisti elitisti del Gruppo Bilderberg.

“I mezzi di informazione in Europa e nell’Emisfero Occidentale controllati dai Bilderbeger stanno condizionando il pubblico ad accettare due degli obiettivi piu importanti della elite super segreta ancora prima del meeting che si terrà a Sitges, in Spagna, dal 4 al 7 giugno: un attacco militare americano contro l'Iran ed il salvataggio finanziario della Grecia e altri Paesi della Unione Europea”, scrive Tucker.

Adesso che l'agenda di un governo globale e di un sistema economico centralizzato è riconosciuta pubblicamente ed apertamente, la funzione principale del Gruppo Bilderberg è di sviluppare i contatti con le personalità politiche che terranno in un prossimo futuro importanti posizioni nella gerarchia politica del nuovo mondo.

Una delle cose più interessanti da sapere a proposito della riunione del Bilderberg che si terrà a Sitges, in Spagna, è chi saranno i partecipanti. In Inghilterra il nuovo governo di coalizione Inglese di David Cameron si è opposto a parole al progetto dei Bilderberger per l’Europa, però si è dato da fare per nominare politici pro-Europeisti per posti importanti. E' interessante osservare la presenza eventuale di Cameron e del suo compare Clegg, così come sarà interessante vedere se verranno invitati alla riunione membri del Partito Laburista adesso all'opposizione.

Dopo le dimissioni del servo dei Bilderberger Gordon Brown è certo che i Bilderberger pongano il veto a potenziali candidati a Primo Ministro come David Milliband.

Titolo originale: "Bilderberg: The Open Conspiracy"

Fonte: http://www.prisonplanet.com
Link
28.05.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARCO CRESPI