domenica 16 maggio 2010

Balcani. Ora è la volta della miccia magiara


Da Rinascita
Venerdì 28 maggio il Fidesz, i liberalpopulisti sostenuti da Soros, di Viktor Orban prenderanno le redini del governo di Budapest che comincerà una doppia battaglia. Da una parte “l’adeguamento alle direttive Ue” (per ottenere prestiti-salvagente alla greca), tagli al lavoro pubblico, lotta alla corruzione. Dall’altra avanzerà un aut-aut ai Paesi vicini perché riconoscano la doppia cittadinanza delle minoranze magiare in Slovacchia, Serbia e Romania: su questo fronte Orban è pressato dall’altro partito vincitore delle elezioni, i nazionalisti radicali dello Jobbik di Gabor Vona. In vista dell’evento, che sarà traumatico per il cuore dei Balcani, Bratislava ha già richiamato in patria l’ambasciatore slovacco a Budapest.
Ecco quindi la nuova miccia magiara.
Hanno forzato mezzo pianeta ad aderire alle clausole vessatorie dell’Organizzazione mondiale del commercio. Hanno costretto alla svalutazione e all’indebitamento tutti gli Stati nazionali, dall’Argentina alla Malesia, dall’Italia all’Islanda. Hanno riacquisito totalmente il governo della moneta, rinvigorendo Fmi, Banca Mondiale, Transparency International e imponendo alla ex Comunità europea i vergognosi parametri Maastricht, le liberalizzazioni, le privatizzazioni, il lavoro precario e la flessibilità: la globalizzazione. Hanno inventato un ectoplasma chiamato “Unione europea” privato di ogni sovranità economica e finanziaria, oltre che politica e militare. Hanno inventato una falsa moneta, l’euro, per speculare meglio. Hanno utilizzato il nazionalismo del XIX secolo per spezzettare l’Europa dell’est. Hanno dato l’assalto agli Stati più deboli, ai “pigs”. E hanno in programma di spezzettare anche l’Italia per completare il quadro programmato negli Anni Settanta dalle Fondazioni Rockefeller e Agnelli: un nord inserito nelle “regioni liberiste virtuose”, con epicentro la Ruhr, il sud nell’area dei pigs, dei “maiali” mediterranei. Il fione è stato di asservire meglio soprattutto la “ricca” colonia Europa alle direttive dell’usura globale atlantica.
I Signori del denaro hanno accompagnato questa strategia del “divide et impera” con due campagne parallele di acquisto del consenso. L’una, mediatica. Hanno infatti convinto tutti i cittadini più deboli di questa non libera Europa che avrebbero visto realizzata una “idea straordinaria”, e cioè la costruzione di un’Europa politica attraverso un’economia comune e una moneta unica. L’altra, militare. Hanno convinto i governi-camerieri e i loro seguaci che la “felicità”, il “global american dream”, dovevano essere difesi con le armi dal terrorismo internazionale, dagli Stati Canaglia che non volevano cedere la loro libertà in cambio di dollari o di succedanei euro.
Ma hanno fatto un errore. Sollecitando, complici il Vaticano e la Germania degli Anni ‘80, le guerre di secessione nazionali hanno risvegliato dal torpore della sconfitta nella guerra mondiale, un loro antico nemico, il nazionalismo. Quello vero, quello dei popoli che desiderano la libertà.
Una riesumazione faustiana del loro nemico ancestrale. In primis, nella Russia appena assoggettata; poi, in tutti gli angoli del mondo.

AnnoZero. Attacco ai servizi segreti(da parte di Veltroni)



Da PaoloFranceschetti.blogspot.com/
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/05/anno-zero-puntata-su-servizi-segreti-e.html



Con una breve lettera aperta all'onorevole Veltroni.

Nella puntata di Annozero vengono dette molte delle cose che diciamo in questo blog. Veltroni, in pratica, conferma ciò che diciamo da tempo. Questi i passi salienti del discorso ad Annozero:

1) Esiste un'entità, che ha guidato i principali eventi stragisti italiani, dal delitto Moro ad Ustica.

2) Prendendo ad esempio la sola vicenda di Ustica, colpisce la infinita catena di morti che ha fatto strage di testimoni: suicidi, incidenti, omicidi, ecc..., Veltroni ha anche citato Ramstein (la tragedia aerea in cui si schiantarono due aerei delle Frecce tricolori, i cui piloti guarda caso erano testimoni al processo di Ustica); questa dichiarazione su Ramstein mi ha particolarmente colpito perché anche il giudice Rosario Priore aveva archiviato la questione di Ramstein come un incidente. Quindi Veltroni si è posto in netto contrasto con le fonti ufficiali.

In altre parole il nostro onorevole, in contrasto con la versione ufficiale secondo cui Ramstein sarebbe stato un incidente, ci vede un delitto.


Ora alcune considerazioni sono d'obbligo, perché le parole di Veltroni sono di una gravità senza precedenti.

Punto primo. Veltroni afferma che esiste un'entità unica, dietro ai delitti da Moro, ad Ustica, a Capaci.

Questa affermazione è assolutamente identica alle tesi complottiste sostenute da noi nel blog; e sostenute da personaggi e autori che non trovano spazio, in genere, nei media ufficiali, ma che molti ben conoscono; Pamio, Cosco, Carlizzi, Randazzo, Lissoni...

E' inoltre assolutamente identica alle dichiarazioni del pentito Calcara, nel famoso memoriale Calcara pubblicato da Salvatore Borsellino nel suo sito 19luglio1992. Secondo questo pentito, c'è un'unica forza che manovra Chiesa, Servizi segreti, Mafia, 'ndrangheta e istituzioni.

Insomma: Veltroni conferma le dichiarazioni del pentito Calcara. Ed entrambi confermano ciò che i complottisti dicono da una vita.

Punto due. La vicenda di Veltroni non è grave perché conferma in realtà una cosa nota a tutti i "complottisti"; è invece grave, anzi gravissima, per un altro fatto che nessuno ha considerato.

La dichiarazione viene infatti da un uomo che è stato - ed è - ai più alti vertici istituzionali dello Stato; ed è tuttora uno dei politici di maggior rilievo. Attenzione allora! Se un politico di questo calibro ammette che queste stragi sono state guidate da un'entità, diversa dallo Stato ovviamente, e anzi, ad esso contrapposta, sta dicendo un'altra cosa. Sta dicendo: signori, lo Stato non conta nulla, perché esiste un potere più forte, in grado di condizionare lo Stato. Noi politici non contiamo nulla, e siamo impotenti di fronte a questa entità. Anzi, siamo ad essa assoggettati.

E' quindi una dichiarazione di assoluta ed inaudita gravità.

Una dichiarazione che nessun anticomplottista prenderà mai in considerazione.

Una dichiarazione che i politici si guarderanno bene dal criticare, confermare e/o smentire, e sulle quali calerà il silenzio.

Punto terzo. Le dichiarazioni di Veltroni sono gravissime per un altro ordine di motivi. Infatti ci sarebbe da domandare all'onorevole in quale momento della sua vita, esattamente, ha avuto questa intuizione geniale secondo cui i politici non contano un cazzo, e sono assoggettati a questa "entità".

Lettera aperta all'onorevole Veltroni.

A questo punto, se potessi scrivere una lettera all'onorevole Veltroni, sapendo che la prenderà in considerazione, ci sarebbero da fare queste altre domande:

1) Caro Veltroni, se se ne era accorto prima dell'esistenza di questa ENTITA', questo filo rosso che lega il delitto Moro con Ustica e Capaci, ma che lega in realtà tutte le stragi italiane, e insieme a lei se ne saranno accorti altri, come mai non avete mai detto queste cose prima?

2) Come mai avete lasciato che uomini dello Stato e delle istituzioni, politici, magistrati, poliziotti, carabinieri, agenti dei servizi segreti, giornalisti, avvocati, funzionari pubblici, semplici cittadini, fossero fatti morire di malori improvvisi, infarti, suicidi, impiccati, in incidenti, ecc., nella vostra indifferenza?

3) Se vi siete accorti da tempo che esiste un'entità al di sopra della politica e delle leggi, perché non ci spiegate cos'è quest'entità? Perché, vede onorevole, noi complottisti lo diciamo da tempo, ma a noi non crede quasi nessuno. Se magari lo spiega lei, la cosa avrebbe un'altra autorevolezza.

4) Lei è un politico, no? Come mai in campagna elettorale non avete mai accennato a queste vicende? Come mai in parlamento non discutete mai di questa Entità? Non le sembra assurdo discutere del crocifisso nelle aule, dell'opportunità di costruire o meno una moschea, e poi lasciare insoluto il problema delle migliaia di morti impiccati, in incidenti, in malori, che i "VOSTRI" servizi segreti si lasciano dietro da una vita? Lo sa onorevole, che una volta ho fatto un rapido conto e sono migliaia le vittime di suicidi in ginocchio, incidenti in auto e aerei, infarto, gente che si spara alla testa oppure al cuore come il carabiniere di Viterbo che è morto a Santa Barbara pochi giorni fa (suicidio ovviamente... e chi ne dubiterebbe)?

Se fossi stato alla trasmissione, onorevole, le avrei fatto una semplice domanda: Onorevole Veltroni... quando pensa che finirà questa scia di sangue che fa, da decenni, più morti di quanti ne fa la mafia? Quanti morti ancora farete?

Conclusioni.

La realtà è comunque diversa da come sembra. L'onorevole Veltroni, probabilmente non ha detto questo per amore della verità, né la trasmissione di Santoro aveva il fine di "informare" e approfondire.

La trasmissione, probabilmente, è un attacco ai servizi segreti. Un attacco frontale che prelude ad una guerra prossima ventura.

E il discorso di Veltroni era probabilmente un messaggio.

Resta da capire a chi è destinato questo messaggio e perché è stato dato. Noi complottisti, infatti, non crediamo più alla buona volontà dei politici di far venire fuori la verità. Anzi, personalmente, considerando Veltroni una delle persone maggiormente implicate con questa Entità di cui egli stesso ha parlato, credo che questa trasmissione di Santoro abbia dei destinatari, e sia un messaggio ben preciso.

Forse, ipotizzo, un messaggio trasversale ad alcune persone dei servizi, per fargli sapere che hanno mal operato.

Forse una ritorsione della Cia perché a seguito del sequestro Abu Omar, nel processo, sono state condannate solo persone della Cia e nessuno del Sismi.

Forse altro, chissà...

Una cosa invece è sicura: nei prossimi mesi, assisteremo ad altri incidenti, suicidi, morti di infarto, impiccati in ginocchio. Questa volta però saranno uomini dei servizi, dei carabinieri, della polizia, a cadere, perché sono i servizi segreti stessi ad essere sotto attacco. La particolarità è inoltre che a cadere non saranno solo semplici agenti dei servizi, quelli che sono morti credendo comunque di fare un servizio per uno Stato che pensavano di servire; saranno probabilmente anche personaggi di spicco, vertici dei servizi che in qualcosa devono aver sbagliato per meritarsi un simile attacco frontale dalla trasmissione di Santoro.

In una guerra, che questa volta non è, come in passato, tra massonerie, tra mafie, né dell' ENTITA' contro lo Stato, ma dei servizi segreti contro altri settori dei servizi, o forse, della Cia contro i nostri servizi segreti.

Stralci delle dichiarazioni del memoriale Calcara.

“…Una nobile Idea Madre…che racchiude al suo interno le cinque idee corrispondenti alle cinque entità…”. Le cinque entità a cui fa riferimento Calcara, sarebbero la già citata Cosa Nostra, la ‘Ndrangheta, e pezzi deviati di Istituzioni, Massoneria e Vaticano, quantificabili gli ultimi, in un dieci per cento dell’organico.
“Queste cinque Entità…”, prosegue il pentito, “… sono intimamente legate le une alle altre, come se fossero gli organi vitali di uno stesso corpo. Hanno gli stessi interessi. Prima di tutto, la loro sopravvivenza. E per sopravvivere e restare sempre potenti si aiutano l’una con l’altra usando qualsiasi mezzo, anche il più crudele… …Sono state e rappresentano tuttora una potenza economica incredibile, capace di condizionare in alcuni casi il potere politico italiano, anche quello rappresentato da persone pulite. Purtroppo si sono create delle situazioni tali che il potere politico italiano non può fare a meno di questi poteri occulti. Queste cinque Entità occulte si fondono soprattutto quando ci sono in gioco interessi finanziari ed economici condizionando così l’Italia a livello di politica e istituzioni…”


La porzione dei servizi deviati delle Istituzioni sarebbe radicata in tutto il territorio italiano e “…composta da uomini politici, servizi segreti, magistrati, giudici e sottufficiali dei carabinieri, polizia ed esercito. Le idee di Cosa Nostra e dei pezzi deviati delle Istituzioni sono da sempre collegate… Questa Entità ha in seno uomini di grandissima qualità, preparati, addestrati e pronti a causare danni enormi a chiunque. Questi uomini non sono secondi ai Soldati di Cosa Nostra e vengono chiamati Gladiatori.

Sono uomini riservatissimi e di grandissima importanza, in quanto hanno giurato di servire fedelmente lo Stato, ma in realtà il loro giuramento è assolutamente falso. Agli occhi dei loro colleghi puliti, che per fortuna sono in maggioranza, appaiono anche loro puliti e, con inganno, dimostrano lealtà verso le Istituzioni…Sono a tutti gli effetti uno Stato dentro lo Stato.”

La Massoneria viene definita “…anch'essa strettamente collegata all'Entità dei pezzi deviati delle Istituzioni… Questa Entità della Massoneria deviata, all'interno della Massoneria pulita, ha un grande potere ed enormi ricchezze e, per forza di cose, chi gestisce il potere in Italia deve venire a patti con la Massoneria…”

Bangkok, scontri e spari: un morto I rossi: sì a negoziati, anche con l'Onu


Da http://www.ilgiornale.it/
http://www.ilgiornale.it/esteri/bangkok_scontri_e_spari_morto_ultimatum_rossi_via_entro_domani/16-05-2010/articolo-id=445902-page=0-comments=1
di Redazione

In 48 ore di scontri 24 morti e 187 feriti. L’esercito assedia i manifestanti per porre fine all’occupazione che da due mesi paralizza il centro città. L'ultimatum ai manifestanti: sgomberare il presidio entro lunedì mattina. Il corrispondente della Bbc: "Spari sui dimostranti disarmati". Nuovi scontri, un civile morto. Offerta di evacuare donne e bambini dall'accampamento. I militari: "Il coprifuoco non serve". Le "camicie rosse" continuano a chiedere le dimissioni del primo ministro Abhisit Vejjajiva e lanciano un appello al re perché fermi la repressione: "Pronti a trattare ma l'esercito si ritiri"



Bangkok: ultimatum dell'esercito




Bangkok - Ultimatum dell'esercito ai "rossi" e nuovi scontri nella capitale della Thailandia con il governo pronto a imporre il coprifuoco in alcuni quartieri di Bangkok dove in tre giorni sono morte 24 persone e decine sono rimaste ferite, anche se poi i militari hanno detto che per ora "il coprifuoco non serve". C'è già una nuova vittima civile: la vittima si chiamava Somchai Prasupan, 43 anni. E' stata identificata dal centro di emergenza di Erawan, che non ha fornito ulteriori dettagli sulla dinamica del decesso. Lo riferisce il quotidiano The Nation.

Nessun coprifuoco verrà per ora imposto a Bangkok : lo annunciano i militari thailandesi, che giudicano la misura al momento "non necessaria". "Temiamo che l'impatto negativo sul pubblico possa annullare i benefici", ha dichiarato il generale Aksara Kerdphon della task force emergenze (Cres). Il governo aveva preannunciatol'imposizione del coprifuoco nelle aree "calde" della capitale dalle 23 alle 5 del mattino.

Evacuazione di donne e bambini Le autorità thailandesi hanno predisposto un servizio di evacuazione per donne, bambini e anziani dall'accampamento delle "camicie rosse" nel centro di Bangkok. Lo ha annunciato Sanserm Keawkamnerd, portavoce delle forze armate. Il blocco dell'esercito attorno al presidio dei rossi ha fatto diventare scarse le riserve di cibo a disposizione delle circa seimila persone ancora all'interno dell'accampamento eretto lo scorso 3 aprile. Chi lascerà la "città nella città" delle camicie rosse, ha aggiunto Samsern, non verrà perseguito

I "rossi": pronti a negoziare anche con l'Onu Leader della protesta dei "rossi" hanno detto di essere pronti al negoziato se le truppe del governo smetteranno di sparare e di volere l'Onu come mediatore dei colloqui. Nattawut Saikua, uno dei leader della protesta dei 'rossi' ha precisato che il suo movimento è pronto a intavolare negoziati per porre fine alla sanguinosa crisi, ma solo se i militari si ritireranno immediatamente dalle strade della capitale. La fonte ha aggiunto che la sola altra condizione posta dalle 'camicie rosse' per avviare il negoziato è quella che rappresentanti delle Nazioni Unite fungano da moderatori ai colloqui. "Non poniamo altre condizioni...Non vogliamo altri morti...Vogliamo che l'Onu moderi perché non crediamo più a nessuno...Non c'é gruppo in Thailandia che sia abbastanza neutrale", ha detto Nattawut Saikua parlando nel sito principale della protesta.

Appello al re: unica speranza Uno dei leader della protesta delle "camicie rosse" ha detto che il re resta "l'unica speranza" per una soluzione pacifica della crisi. Jatuporn Prompan ha spiegato: "Non possiamo considerare altra possibilità che fare appello alla bontà di re Bhumibol Adulyadej. Credo che numerosi thailandesi ritengano ugualmente che nostra maestà è l'unica speranza". Jatuporn Prompan ha ricordato che il re, considerato come un semidio da molti thailandesi, era intervenuto in passato in crisi politiche gravi. Il sovrano, che ha 82 anni, è in ospedale dal settembre scorso e finora non si è espresso sulla crisi scoppiata con le proteste delle "camicie rosse". Il re è apparso in tv alla fine di aprile esortando i magistrati recentemente nominati a fare il loro dovere ma non ha fatto diretto riferimento alla crisi attuale. Bhumibol, che regna dal 1946 non ha alcuna prerogativa costituzionale, ma esercita una forte influenza psicologica e una autorità morale che lo fa ritenere l'unica persona in grado di risolvere la crisi e

ricompattare i thailandesi.
"Spari sui dimostranti" Il corrispondente della Bbc Alastair Leithead, riferisce via Twitter che l'esercito spara sui dimostranti nell'area di Rama IV, la strada a sudest del presidio delle camicie rosse. "Sto filmando l'esercito che spara con gli M16 sui dimostranti disarmati che stavano dando fuoco ai pneumatici a Rama IV", ha scritto Leithead. Sul posto sono arrivate delle ambulanze: ci sarebbe almeno un ferito, colpito al torace. Una densa nube di fumo nero, originata dai pneumatici dati alle fiamme dai dimostranti, avvolge l'area intorno a Din Daeng, a nord del presidio: i dimostranti lanciano razzi e petardi contro i cecchini appostati sugli edifici accanto al Century Park hotel. Lo riferisce via Twitter un cronista dell'ANSA sul posto. Sempre tramite il servizio di micro-messaggi, il giornalista free-lance Andrew Marshall riferisce del ferimento di uno straniero a Rama IV, a sud del presidio. L'uomo, di cui non si conosce la nazionalità, sarebbe stato colpito alle gambe.

Nuovo ultimatum dell'esercito alle camicie rosse: i dimostranti hanno tempo fino alle 15 (le 10 in Italia) di lunedì per lasciare il presidio nel quartiere finanziario della capitale. Lo ha annunciato il colonnello Sunsern Kaewkamnerd del centro di emergenze thailandese (Cres), citato dalla Cnn, precisando che gli uomini che lasceranno il presidio dovranno essere identificati, mentre donne e bambini no. La misura rientra nell'ambito del coprifuoco, dalle 23 alle 5 del mattino, che le autorità dovrebbero annunciare.

L’esercito thailandese ha inviato rinforzi attorno al quartiere commerciale di Bangkok per isolare l’area e accrescere la pressione sulle camicie rosse che da sei settimane occupano la zona degli uffici e degli hotel di lusso. Lo ha riferito il portavoce militare Sansern Kaewkamnerd, che ha anche avvertito che i militari sono pronti a intervenire se i manifestanti continueranno a rifiutarsi di mettere fine alla loro protesta. Il portavoce non ha fissato tuttavia alcuna scadenza.

Giornata di sangue Ieri sono proseguiti gli scontri fra soldati e manifestanti che nelle ultime 48 ore hanno già fatto più 24 morti e quasi duecento feriti. Ci sono testimonianze di nuove vittime (almeno tre morti), tra cui un infermiere colpito da un proiettile e un manifestante che stava dando fuoco a un copertone.

Camicie rosse circondate L’accampamento delle camicie rosse fedeli all’ex premier Thaksin Shinawatra è stato circondato da militari e poliziotti in tenuta anti-sommossa. Ogni tanto ci sono spari dai soldati e lancio di bottiglie molotov dalle camicie rosse. L’opposizione però non molla, nonostante l’esercito abbia tagliato luce e rifornimenti e i manifestanti si siano ridotti a 6mila, dopo che molti anziani e bambini se ne sono andati. I capi della rivolta hanno assicurato di avere ancora viveri per "alcuni giorni" e hanno chiesto ai sostenitori di rafforzare il presidio. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha espresso preoccupazione per "le crescenti tensioni e violenze". Intanto è stato dichiarato fuori pericolo il cameraman canadese di France 24 raggiunto da tre proiettili durante gli scontri. Un portavoce dell’ospedale in cui è ricoverato. Ha spiegato che Nelson Rand, colpito alla gamba, a un fianco e all’addome, è cosciente e respira da solo.

Il capo del governo: andiamo avanti Il primo ministro thailandese, Abhisit Vejjajiva, ha dichiarato in tv che la repressione della protesta delle "camicie rosse" non si fermerà nonostante il già pesante bilancio di vittime. "Il governo deve andare avanti - ha affermato il premier - Non ci possiamo ritirare. Quello che stiamo facendo è per il bene del paese. Non possiamo lasciare la Thailandia nelle mani di gruppi armati".

La proposta Liberiamoci dallo strapotere insostenibile dei banchieri




Da http://www.ilgiornale.it/
http://www.ilgiornale.it/interni/la_proposta_liberiamoci_strapotere_insostenibile_banchieri/10-05-2010/articolo-id=444198-page=1-comments=1

O adesso o mai più. Che cosa aspettiamo a liberarci della sovranità dei banchieri, della rete fittissima dei loro interessi con i quali ci hanno avvolto stritolandoci? Perfino Angela Merkel ha perso il controllo, di fronte alla catastrofe finanziaria di questi giorni, e ha denunciato ad alta voce quello che qualcuno si azzardava appena a pensare dentro di sé: «I mercati stanno avviando una battaglia contro i politici». Nessuno, però, ha osato commentare quest’affermazione, di per sé esplosiva e destabilizzante; ma soprattutto incomprensibile per la maggioranza dei cittadini. Incomprensibile perché ci hanno sempre lasciato credere che fossero i politici a detenere il massimo potere. Invece sono i banchieri, giacché fabbricano la moneta, mentre i politici sono loro soci negli interessi, ossia nel prezzo, fissato dai banchieri stessi, che paghiamo per farci «prestare» il denaro (il famoso «debito pubblico»). A questo si riferisce dunque la Merkel: è scoppiato un conflitto fra soci, una battaglia fra banchieri e politici, battaglia che è stata combattuta distruggendo in poche ore i nostri risparmi (le Borse europee hanno perso 260 miliardi in tre sedute) e della quale sicuramente abbiamo visto soltanto il primo atto, ma che deve indurci a togliere immediatamente le armi, ossia i nostri soldi, dalle mani dei combattenti.
Come dicevamo, perciò, è giunto il momento per i popoli di ribellarsi a una situazione che, se non fosse così drammatica, si potrebbe definire surreale. È, infatti, talmente assurdo che siano i banchieri a creare la moneta e a «prestarcela», che non c’è nessuna spiegazione logica, e tanto meno storica o economica, che possa giustificare una dipendenza del genere. La Costituzione italiana parla chiaro: la «sovranità» appartiene al popolo, ed è potere esclusivo del sovrano battere moneta. È ovvio, poi, che siamo noi a dare valore al denaro nel momento stesso in cui lo accettiamo e lo mettiamo in circolazione. Se fino ad oggi i politici si sono associati ai banchieri, delegando loro il potere di creare il denaro e di «prestarlo» allo Stato, riducendoci così tutti quanti a «debitori», è giunta l’ora di smetterla. È chiaro a tutti che la libertà, l’indipendenza di cui ci vantiamo e che i nostri politici esaltano ogni giorno come nostra massima conquista, sono e rimarranno sempre un’illusione fino a quando saranno i banchieri, i veri padroni degli Stati.
Naturalmente è stato l’eccesso d’ingordigia di banchieri ed economisti (trasformatisi in leader politici com’è successo in Italia con i vari Prodi, Ciampi, Amato) a inventare e a imporre, con l’unificazione europea, quella tanto celebrata moneta unica che oggi ha fatto deflagrare il sistema. La maggior parte delle valute dei singoli Stati erano più deboli del marco tedesco, preso come punto di riferimento per l’euro, e il meccanismo dei vasi comunicanti ha fatto il resto. Ci hanno predicato per anni che l’ingresso nell’euro era l’unica salvezza dal possibile «default», che l’appartenenza all’eurozona sarebbe stata un sicuro paracadute, ma non esiste nessun caso in letteratura che dimostri come legarsi a una valuta forte che protegga gli Stati dall’insolvenza. Per giunta avevamo sotto gli occhi il disastro dell’Argentina, provocato proprio dall’essersi legata alla forza del dollaro. Fatto sta che lo spettro dell’insolvenza aleggia su molti paesi dell’euro proprio perché sono entrati nell’euro. A questo proposito, anzi, sarà bene che nessuno si faccia illusioni: né la Grecia né nessun altro dei Paesi che fossero costretti a ricorrere a un esoso prestito dell’Ue, sarà mai in grado di restituirlo, per cui sarà sottoposto

È questo uno dei motivi più pressanti che devono indurci a cambiare del tutto il modello economico e il sistema finanziario sul quale siamo fondati. Riappropriarsi della sovranità monetaria significa alleggerire di gran parte del suo peso il debito pubblico che oggi ci impedisce qualsiasi volo e non comporta l’uscita dall’Unione Europea, ma soltanto la liberazione dagli assurdi vincoli del trattato di Maastricht
in eterno ai «brutali» sacrifici richiesti per concederlo.

CHE COS' E' IL CAPITALISMO?



Da http://www.ildirittodisapere.com/
http://www.ildirittodisapere.com/2010/05/che-cos-e-il-capitalismo.html

Il capitalismo ha moltitudini di lobbisti, molti lo fanno in buona fede come conseguenza della loro ignoranza e per il fatto, come diceva Marx, che il sistema è opaco e la sua natura sfruttatrice e predatoria non è evidente agli occhi di uomini e donne.
Altri lo difendono perche sono semplicemente quelli che si beneficiano di esso, e accumulano enormi fortune grazie alle ingiustizie e iniquità del sistema stesso. Inoltre ci sono (i gurù finanziari, opinionisti, giornalisti specializzati, accademici, premi nobel, e diversi esponenti del pensiero unico) che conoscono molto bene i costi sociali in termini di degradazione umana ed ecosistema che impone il sistema. Ma sono ben pagati per ingannare la gente e fanno il loro lavoro tempestivamente.

Loro sanno molto bene che la battaglia de idee alla quale ci ha convocato Fidel Castro è assolutamente strategica per preservare il sistema.
Per contrastare la proliferazione di versioni idilliche sul capitalismo e la sua capacità di promuovere il benessere generale, vediamo alcuni dati ufficiali del sistema elaborati dall’ONU. Questo è sommamente didattico quando si legge, soprattutto nella crisi attuale. Dove i problemi del capitalismo, si risolvono con più capitalismo o con il G20, la banca mondiale, il FMI, o il wto, che pentiti dei suoi errori passati, ora vogliono risolvere i problemi che opprimono l’umanità.
Tutte queste istituzioni sono incorreggibili e irrevocabili, e qualsiasi speranza di cambiamento è solo un’illusione. Continuano a proporre lo stesso con discorsi diversi attraverso dei mass media per nascondere le loro vere intenzioni. Se qualcuno ancora ha dei dubbi, che guardi quello che hanno proposto per risolvere la crisi in Grecia, le stesse ricette imposte in America Latina e Africa dagli anni 80.

Per continuare, alcuni dati (con le rispettive fonti) recentemente sistematizzati dalla CROP, il Programma Internazionale di Studi di Confronto sulla Povertà radicato nell’Università di Bergen, Norvegia. CROP sto facendo un grande sforzo per, da una prospettiva critica, combattere il discorso ufficiale sulla povertà elaborato da più di trenta anni dalla Banca Mondiale e riprodotto instancabilmente dai grandi mass-media, autorità del Governo, accademici ed “esperti” vari.

Popolazione mondiale: 6800 milioni dei quali

- 1020 milioni sono denutriti cronici (FAO, 2009)

- 2000 milioni non hanno accesso a medicine (www.fic.nih.gov)

- -884 milioni non hanno accesso ad acqua potabile (OMS/UNICEF 2008)

- 924 milioni senzatetto o in abitazioni precarie (UN Habitat 2003)

- 1600 milioni non hanno elettricità (UN Habitat, Urban Energy)

- 2500 milioni senza sistemi di drenaggio o acquedotti (OMS/UNICEF 2008)

- 774 milioni di adulti sono analfabeti (www.uis.unesco.org)

- 18 milioni di morti all’anno dovute alla povertà, la maggior parte bimbi minori di 5 anni (OMS)

- 218 milioni di bambini, tra i 5 ed i 17 anni, lavorano in condizioni di schiavitù con compiti pericolosi o umilianti come soldati, prostitute, servi, nell’agricoltura, l’edilizia o nelle industrie tessili (OIT: l’eliminazione del lavoro infantile: un obiettivo alla nostra portata, 2006)

- Tra il 1988 ed il 2002, il 25% più povero della popolazione mondiale ha ridotto la partecipazione nelle entrate mondiali dal 1.16% al 0.29%, mentre il 10% più ricco ha accresciuto la propria fortuna passando dal disporre del 64,7 al 71,1% della ricchezza mondiale. L’incremento di pochi ha i suoi riversamenti nell’impoverimento di tanti.

- Quell’unico 6,4% di aumento della ricchezza dei più ricchi sarebbe sufficiente per duplicare le entrate del 70% della popolazione mondiale, salvando innumerevoli vite e riducendo le pene e le sofferenze dei più poveri. Si capisce: tale cosa si potrebbe raggiungere se solo si potesse ridistribuire l’arricchimento addizionale prodotto tra il 1988 ed il 2002 del 10% più ricco della popolazione mondiale, lasciando assolutamente intatte le loro esorbitanti fortune. Ma neanche qualcosa di così elementare come questo è accettabile per le classi dominanti del capitalismo mondiale.

Conclusione: se non si combatte la povertà (guai a parlare di estirparla, sotto il capitalismo!) è perché il sistema obbedisce ad una logica implacabile, centralizzata in azioni di lucro, che concentra la ricchezza ed aumenta incessantemente la povertà e la disuguaglianza economico-sociale.
Dopo cinque secoli di esistenza questo è quanto il capitalismo ci offre. Che stiamo aspettando per cambiare il sistema? Se l’umanità ha futuro, sarà chiaramente socialista. Con il capitalismo, invece, non ci sarà futuro per nessuno. Né per i ricchi, né per i poveri. La sentenza di Friedrich Engles, e anche di Rosa Luxemburgo: “socialismo o barbarie”, è oggi più attuale che mai. Nessuna società sopravvive se il suo impulso vitale è a fine di lucro, ed il suo motore è il guadagno. Più presto che tardi provoca la disintegrazione della vita sociale, la distruzione del medio ambiente, la decadenza politica ed una crisi morale. Siamo ancora in tempo, ma già non ne resta molto.

COME OTTENERE L'OBBEDIENZA - L'INDOTTRINAMENTO SCOLASTICO


DI CORRADO PENNA
Scienza Marcia

Immaginiamo una ristretta cerchia di persone, un’oligarchia, che voglia mantenere il proprio potere politico/economico sopra una nazione sfruttandone il popolo: quali sono i metodi migliori per consolidare tale potere e renderlo inattaccabile?

I metodi sono diversi, anche perché ci sono due strategie di fondo per mantenersi al potere:

1) Quella di esercitare il potere in maniera ferrea e dittatoriale, mostrando palesemente che chi si oppone rischia di venire incarcerato, torturato, ucciso
2) Quella di fingere di fare tutto il possibile per il popolo, peccato che ci siano i nemici esterni, i nemici interni, le calamità naturali, le crisi ricorrenti del sistema economico, le recessioni, fattori difficilmente controllabili che vanificano gli sforzi che il potere fa “per il bene del popolo”.

Ovviamente questi sono due schemi di massima, che in realtà non si realizzano mai in maniera “pura”.

Anche le dittature esplicite nel corso della storia hanno cercato di presentarsi di volta in volta come “necessarie per il bene del popolo, della repubblica, del regno, della nazione” ed hanno cercato di fingere di fare del bene per i propri sudditi.

Anche le dittature implicite (come le odierne “democrazie”) pur fingendo di agire per il bene dei sudditi utilizzando il pungo duro con gli avversari più irriducibili, quelli che hanno capito l’ipocrisia del sistema politico e la denunciano, la combattono. Anche nelle nostre finte democrazie che si oppone radicalmente al sistema di potere smascherandone le menzogne rischia di essere incarcerato, torturato, ucciso.

In tutti i casi però ci sono degli strumenti che vengono utilizzati da quasi tutte le oligarchie/dittature (esplicita o implicita) per mantenersi saldamente al potere:
- la creazione di finti nemici
- la divisione del popolo in due o più fazioni che si contrappongono su tematiche di poca importanza (come dicevano i romani “divide et impera” ossia “dividi e governa”)
- il grande risalto dato a manifestazioni di nessun valore, giochi, sport, intrattenimenti futili (ai tempi dei romani c’erano i “circenses”, ossia i giochi del circo)
- la garanzia della sopravvivenza alimentare, senza la quale si rischia una seria rivolta (per governare i romani distribuivano “panem et circenses”, “pane e giochi circensi)
- l’infiltrazione nei movimenti di opposizione di massa per manovrarli a loro insaputa
- l’utilizzo di tecniche di controllo di massa (tramite l’applicazione delle più raffinate tecniche derivate dallo studio della psicologia di massa, della sociologia)
- il controllo dell’emissione della moneta
- il controllo sulla formazione della cultura
- il controllo della scuola
- il controllo dell’informazione (il cui utilizzo distorto serve anche a nascondere agli occhi della gente la maniera in cui si utilizzano tutti gli altri strumenti di controllo)

Quando avrò più temo forse mi metterò a dimostrare che le nostre “democrazie” sono oligarchie mascherate, che i veri poteri forti che stanno dietro ai burattini che siedono in parlamento non hanno scrupolo ad usare le peggiori forme di violenza e di coercizione contro chi si oppone ad essi.

Basterebbe ricordare il clima di violenza e di repressione totalitaria che si è respirato a Genova nel 2001 (governo di destra), e a Napoli pochi anni prima (governo di sinistra) in occasione di due manifestazioni dei no-global per rendersi conto che il potere che comanda le nostre “democrazie” è violento per natura (detto questo non mi confondete con un aderente ai movimenti no-global per carità, non rientro né in quella né in altre etichette).

Quando avrò più tempo mi impegnerò a dimostrare come i governi utilizzino tutte le strategie sopra elencate. Per adesso mi limito ad una sola affermazione: sarebbero stupidi se non le utilizzassero. Volete che governi che utilizzano le migliori e più raffinate tecnologie scientifiche (ad esempio per spiare e controllare tutto e tutti) e non usino le più sottili e raffinate strategie di controllo sociale, pensate davvero che si astengano dall’infiltrarsi nei gruppi di opposizione per pilotarli nascostamente ed utilizzarli per i propri fini?

Non vi rendete conto che il leader della cosiddetta “opposizione no-global” è un medico che porta acqua al mulino del Nuovo Ordine Mondiale diffondendo il

Non vi ricordate di quando il TG della RAI disse che “i servizi segreti italiani erano a conoscenza del piano per il rapimento di Aldo Moro due settimane prima che avvenisse la strage di Via Fani?”. Non vi ricordate di come in quei giorni arrivò una soffiata sul posto in cui era nascosto Moro e di come la polizia evitò di controllare l’informazione? Lo so, l’informazione dei mass-media non aiuta certo a ricordare certi “dettagli” di fondamentale importanza.

Se riuscirò un giorno parlerò di come vengono utilizzate tutte queste tecniche di manipolazione/controllo/dominio, ma oggi voglio parlarvi di una di esse in particolare, perché ci lavoro: la scuola.

Cosa c’è di meglio della scuola per indottrinare le persone? Se n’era accorta subito la chiesa quando lo Stato Italiano ha deciso di istituire una scuola elementare pubblica.

“Orrore! Orrore! - hanno gridato il papa e tutti i preti in coro - sacrilegio! L’istruzione l’abbiamo sempre gestita noi fino ad ora, guai a chi la sottrae al nostro controllo”.
Con questo non voglio certo affermare che lo stato abbia inaugurato una scuola pubblica incentrata sulla libertà, perché se l’educazione gestita dai preti era sicuramente di parte, anche la scuola pubblica serviva ad inculcare nei futuri cittadini tutta una serie di idee preconcette: “lo stato è buono”, “il potere è buono”, “il re è buono”, “il re è bello”, “il papa è santo”, “è giusto morire per la patria”, “non ribellarti al potere”.

Un tipico esempio è quello della Germania/Prussia ai tempi di Bismarck , il quale affermò senza giri di parola che voleva utilizzare la scuola per infondere uno spirito militaresco nei allievi. A giudicare dai risultati che si sono ottenuti nel giro di 50 anni (Hitler, il nazismo, la seconda guerra mondiale) bisogna dire che quell’indottrinamento militare è stato decisamente “proficuo”.

Cosa pensate che sia cambiato da quei lontani termini? La forma sì, certamente la forma è cambiata, ma la sostanza?

Nel 2001 ad esempio è stato decretato dal ministro dell’istruzione Moratti l’osservanza di tre minuti di silenzio per commemorare i morti delle torri gemelle a New York, squallida manovra per indurre un’approvazione della guerra USA contro l’Afghanistan e della partecipazione Italiana al conflitto (sebbene in una maniera minore e molto subdola, inviando un contingente al comando degli USA solo dopo l’occupazione militare di quella Nazione e la caduta del vecchio governo).

Forse qualcuno pensa che la scuola, almeno quella pubblica, garantisca un confronto fra diversi modi di pensare, diverse opinioni politiche, idee contrapposte.
In realtà questo succede limitatamente al fatto che i professori e i maestri hanno diversi orientamenti politici, votano per partiti differenti, e quindi si lasciano sfuggire discorsi e battute contro questo o quell'uomo politico.

Per il resto l'omologazione all'interno della classe docente é fortissima, soprattutto quando entrano in gioco la storiografia e la scienza ufficiale, oppure il "sentimento religioso" ed il cosiddetto "amor patrio" (che raramente coincide con il vero amore per la propria terra e per i propri connazionali, mentre troppo spesso é bieco nazionalismo). In tutti questi casi non solo vi é un quasi totale allineamento dei docenti sulle stesse posizioni, ma chi tenta di esprimere il suo dissenso viene spesso trattato come un folle o come un fastidioso rompiscatole.

Nei primi anni del 2000 nella scuola italiana (a partire dal già menzionato episodio relativo ai morti dell’11 settembre 2001) si é preso il brutto vizio di indire dei minuti di silenzio per commemorare la morte di alcune persone, facendo così una ben curiosa distinzione fra morti da commemorare e su cui riflettere, e morti su cui é meglio non soffermarsi col pensiero. A quanto pare qualcuno vuole inculcare nelle menti delle persone, e dei alunni in particolare, l'idea che le vite degli esseri umani non abbiano tutte uguale dignità e valore. Per due volte l'iniziativa é stata imposta direttamente dal governo, ma le altre volte sono stati i singoli dirigenti scolastici a decidere "autonomamente" (le virgolette sono dovute al fatto che lo hanno fatto praticamente tutti adeguandosi ad un andazzo nazionale).

Di conseguenza l'istituzione scolastica ha cercato di imporre una particolare visione politica della realtà secondo la quale, ad esempio, i 3000 morti delle torri gemelle sono da ricordare e commemorare e sono più importanti sia del milione di iracheni uccisi dalla guerra e dall'embargo negli anni '90, sia dei 3000 bambini che muoiono di fame ogni giorno.

Alla stessa maniera i militari italiani (superpagati e volontari) morti a Nassirya sono da ricordare e commemorare per il loro "sacrificio per la pace" a differenza degli operai (sottopagati e sfruttati) che muoiono quotidianamente negli incidenti sul lavoro.

In quell'occasione una mia timida espressione di dissenso é stata stigmatizzata dal preside (che era persino contrario alla guerra in Iraq). Non credo che abbia capito che, per quanto mi dispiacesse per la morte di quelle persone, non ritenevo opportuno che la scuola venisse utilizzata per imporre simili commemorazioni dal fine prettamente politico.

Avete mai visto una simile commemorazione quando sono morti 10 operai di una fabbrica? A quanto pare per i mass media e per le istituzioni, scuola compresa, la vita di un operaio é meno importante di quella di un militare. Per altro molti militari inviati in Iraq facevano sfoggio nei loro alloggi di simboli fascisti, ed é quindi più che legittimo dubitare del fatto che fossero lì a rischiare la vita per la pace; forse molti di loro si sono ritrovati in Iraq perché attratti dall'alta paga e dalla voglia di un'avventura esotica.

Ma la scuola con le sue commemorazioni calate dall'alto impone implicitamente un punto di vista, ed invece che organizzare una riflessione sul conflitto iracheno, una discussione sull'opportunità di quella missione militare all'estero, fa semplicemente da grancassa al trambusto mediatico, e contribuisce al risorgere di quel discutibile "sentimento della patria" che nasconde il rilancio della funzione offensiva dell'esercito; un esercito che, in barba alla costituzione, è stato impiegato in 15 anni per ben 4 volte in operazioni militari al seguito delle guerre statunitensi.

Anche quando c'è stata la strage dei bambini in una scuola della Cecenia si è ripetuta a scuola la commemorazione silenziosa; curiosamente questa volta non é stata imposta direttamente dal governo, ma organizzata dal solito trambusto dei mass-media. Ma il copione non è per questo cambiato di molto: siccome i terroristi Ceceni venivano presentati come islamici e siccome gli USA ed i loro alleati erano impegnati in una serie di guerre contro il “terrorismo islamico” qualcuno deve avere deciso di utilizzare anche questo triste avvenimento per orientare la coscienza delle masse, e degli alunni in particolare.

E che dire del Papa commemorato col solito minuto di silenzio e ricordato come "uomo di pace"? Proprio lui che col riconoscimento precipitoso delle repubbliche secessioniste della ex-jugoslavia aveva accelerato un processo che avrebbe portato alla guerra fratricida? Proprio lui che dei preti uccisi nella guerra civile spagnola, aveva beatificato solo quelli fedeli al fascista Franco? E non parliamo delle sue discutibili scelte in ambito religioso per evitare di scrivere un trattato sull'argomento.
Intendiamoci, non mi interessa in questa sede discutere sulla bontà o sulla presunta santità del defunto Papa Giovanni Paolo II, quello che intendo rilevare é che la scuola rendendo omaggio alla memoria di alcune persone e dimenticandosi invece di altre, fa una scelta che ha dei significati politici ben precisi, e che puzza tanto di indottrinamento.


"La scuola dell'indottrinamento scientifico"

Quanto al resto, o meglio, per quanto riguarda tutti gli aspetti controversi della cultura ufficiale che vengono esaminati in questo sito, di confronto e di contrapposizione ce n'é ben poca, ma quello che é peggio è che il confronto o viene vietato o viene ostracizzato in ogni maniera.

Se é comprensibile il fatto che i docenti siano stati ingannati da un certo sistema di gestione del potere e della cultura e che quindi non discutano quasi mai argomenti che mettano in dubbio certe presunte verità (in particolare sull'affidabilità della medicina ufficiale, sugli espianti, sull'aids, sulla psichiatria, sulla preistoria), ben diverso é il fatto che quando ci si prova a prospettare un confronto su questi tempi si scatenino i peggiori isterismi che portano perfino a vietare l'approfondimento di certe tematiche controverse.

La mia pluriennale esperienza di docente nella scuola superiore mi ha permesso purtroppo di verificare che su certe questioni l'atteggiamento di rifiuto del dissenso e di condanna di chi esprime opinioni difformi é del tutto generalizzato. Ecco un primo esempio


Espianti e trapianti

Liceo scientifico di Caravaggio, agli inizi del 2000, su proposta di una professoressa la scuola approva una visita ad un ospedale per andare ad assistere in diretta ad un'operazione di trapianto.
Al di là del fatto che una simile iniziativa si potrebbe subito giudicare di cattivo gusto, la cosa peggiore è stata la maniera in cui la scuoa ha reagito alle proteste contro tale iniziativa.

In seguito ad un volantinaggio di protesta della "Lega nazionale contro la predazione degli organi" che cosa ha pensare di fare l'istituzione scolastica per garantire una serena discussione di approfondimento su questo tema controverso? Semplice, ha chiamato un medico favorevole ai trapianti per tenere una conferenza rivolta soprattutto agli alunni delle ultime classi, senza pensare minimamente a prevedere alcun contraddittorio.

Come lo volete chiamare questo? … "orientamento guidato"? ...

Il caso ha voluto che il giorno stesso in cui era prevista quelle conferenza a favore dei trapianti io fossi stato invitato nella stessa scuola a tenere una relazione sull'embargo in Iraq. Si trattava di iniziative all'interno di quella che viene (spesso impropriamente) chiamata "autogestione", uno spazio di alcuni giorni dedicato a dibattiti, discussioni, approfondimenti su tematiche sociali e politiche di attualità.

Finita la mia relazione sull'Iraq sono venuto a sapere che subito dopo iniziava la conferenza sui trapianti. Allora ho chiesto ad alcuni alunni responsabili dello svolgimento di quella "autogestione" se potevo partecipare alla conferenza per esprimere pareri opposti a quelli del conferenziere e permettere un contraddittorio. Per essere corretto non sono entrato nella sala in cui si svolgeva la conferenza prima di chiedere ed ottenere un permesso.

Risultato: dopo 10 minuti in cui ho contestato alcune affermazioni del relatore ufficiale arriva il vicepreside ha "espellermi". Ma come, non era un'autogestione? No, risponde il vicepreside, in realtà si trattava di una "co-gestione", ossia un'iniziativa gestita dalla direzione scolastica in collaborazione con gli studenti, ed il mio intervento non era previsto. L'idea di approfittare della presenza di un esperto che potesse ravvivare il dibattito e creare un contraddittorio é ovviamente fuori dalla portata di certe persone.

Dopo qualche anno è successo il bis in una scuola in cui insegnavo, quando con una collega di Italiano abbiamo affrontato il tema dei trapianti, facendo leggere articoli pro e contro la donazione degli organi (da notare che la mia collega è moglie di un medico che ha lavorato in rianimazione e certificato alcune “morti cerebrali”), ed a fine anno abbiamo pure organizzato una presentazione ai genitori ed alla scuola il lavoro da noi svolto.

In questo “happening di fine anno” sono stati anche presentati i dati:

fra gli alunni di quella classe (primo liceo) che hanno approfondito l’argomento, nonché fra i genitori che erano stati coinvolti nella discussione, l’80% era contrario alla “donazione degli organi”

fra gli alunni di un’altra classe (sempre una prima liceo), che non aveva mai approfondito la tematica, nonché fra i loro genitori, l’80% era favorevole alla “donazione degli organi”

In quell’occasione io ho anche espresso (cercando persino di moderarmi a causa della mia “veste istituzionale”) alcune mie perplessità sulla donazione degli organi, mentre un dottore (il marito della mia collega) ha espresso la sua convinzione sulla correttezza della dichiarazione di “morte cerebrale” pur facendo alcuni distinguo sulle modalità con cui avveniva la “donazione”.

Risultato: il preside mi ha additato al pubblico disprezzo come indottrinatore durante una riunione collegiale dei docenti della scuola (lo ringrazio per avermi considerato così bravo da indottrinare e convincere non solo i miei alunni ma persino i loro genitori che hanno solo ricevuto dei materiali di opposte tendenze sul trapianto e la donazione degli organi).

Come se non bastasse durante un colloquio personale mi ha precisato che i docenti che avevano fatto propaganda esplicita alla donazione degli organi hanno agito bene, mentre io che ho provato (con tutti i miei limiti) ad informare sul pro e sul contro della questione ho agito male ed ho indottrinato gli studenti !!!

Ah dimenticavo, il mio preside si vantava di “essere di sinistra” (e che vuol dire)?

Ah dimenticavo, due anni dopo hanno fatto in un’altra classe un lavoro di ricerca sui trapianti, avendolo saputo mi sono offerto come collaboratore per contribuire ad una informazione non settaria. Non solo mi hanno escluso, ma nei lavori dei ragazzi non ho visto traccia del dubbio, nemmeno del dubbio, che trapianti/espianti potessero essere poco utili e poco etici.

Avete capito come funziona la scuola?


e poi c'è ancora un'altra storia


"Raccogliamo soldi contro il cancro"

Sempre nella stessa scuola mi sono opposto alla raccolta di fondi per un’associazione che “lotta contro la leucemia”, che sostiene i trapiantati di midollo (e che quindi propaganda, sebbene indirettamente, il trapianto di midollo).

Ho provato per 4 anni a chiedere su quali basi scientifiche si potesse affermare che il trapianto di midollo fosse utile nella cura della leucemia, e devo dire che a volte ho litigato ferocemente con alcuni docenti (povero me, com’ero ingenuo a quei tempi!).

Per 4 anni mi hanno detto che “le prove ci sono”, “te le porteremo prima o poi”.

Poi ho chiesto per telefono all’associazione “contro la leucemia” e avessero tali dati.
“Non ne abbiamo - è stata la risposta - si rivolga ai medici dell’Ospedale”.

Poi finalmente mi sono rivolto a Internet (perché non ci ho pensato prima?) e ho scoperto che la mortalità per leucemia è del 67%, quella per trapianto di midollo … indovinate! Intorno al 66% (con la maggior parte dei decessi nei primi due anni dal trapianto). Un’ottima cura quella del trapianto non c’è che dire, tanto è vero che in quella scuola si usava raccogliere fondi per “la lotta alla leucemia” in memoria di una ragazza leucemica che era stata trapiantata ben due volte ed era morta. Due insuccessi non sono bastati per aprire gli occhi.

E adesso cosa credete che sia successo quando ho stampato quei dati (presi dal sito del ministero della sanità e dal sito dell’Istituto nazionale dei tumori) e li ho mostrati ai miei colleghi?

Niente, niente di niente, tutto come prima. E si continuano a raccogliere fondi

Avete capito come funziona la scuola?


No, no, non è finita, perchè è la volta del'AIDS!


AIDS: Vietato dissentire

Sempre la solita scuola, propongo di realizzare in alcune classi un lavoro di confronto pro e contro l'ipotesi che l'HIV causi l'AIDS, mi riesco persino a procurare due medici relatori di opposte tendenze.

Inizio ad approntare il materiale di studio, pro e contro, presento il progetto in presidenza (anche per i finanziamenti, per quanto piccoli, del caso), e per correttezza lascio (con grande anticipo) una copia del progetto ai colleghi di scienze per stimolare il dibattito e per verificare se da parte loro ci fossero eventuali perplessità.

Risultato: i colleghi di scienze non dicono niente fino allla riunione del collegio docenti in cui si discutono i vari progetti ... poi d'imporovviso in quell'occasione esplodono tuonando contro di me e dicendo che il mio progetto è pericoloso.

E d'altronde come dargli torto? Sì, è pericoloso, i ragazzi potrebbe iniziare a pensare con la loro testa.

Ma di cosa avevano paura? Se l'AIDS fosse sicuramente una malattia virale ci vorrebbe poco a smontare le tesi di chi pensa che siano altri i fattori che scatenano tale mortale sindrome. Se fosse tutto così vero, così sicuro, un approfondimento tematico da parte degli studenti, persino un confronto coi fautori di teorie differenti li rassicurerebbe sul fatto che l'AIDS è una malattia infettiva e che bisogna difendersi con ogni mezzo dal contagio dell'HIV.

Eppure ... vietato, sissignori, vietato! I dogmi sull'AIDS non si possono discutere. Ovviamente tutti i colleghi intimoriti dalla levata di scudi del team di scienze cosa pensate che abbiano votato? Vietato, vietato, proposta da bocciare!

Però questa volta c'è il lieto fine. Uno dei colleghi di scienze ha avuto il coraggio di approfondire la questione, leggere i libri dei "dissidenti" e degli "eretici", confrontare le loro tesi con quelle ufficiali, e poi alla fine dell'anno dichiarare di fronte ai docenti tutti che si era convinto che l'AIDS non fosse una malattia infettiva. Un'altra collega a fine anno mi ha confessato che aveva più dubbi che certezze sull'argomento.

Due docenti di scienze su 5 non è poco, specie se sono gli unici che si mettono in discussione, perchè in tal caso la percentuale sale al 100%. Poi ho scopeto che una docente di scienze era particolarmente contraria al mio progetto: aveva lavorato come volontaria in Africa per "curare i malati di AIDS"! Penso proprio che non avrebbe mai accettato di mettere discussione il proprio operato.

Ooops, non è finita! Che ne dite di Telethon?

Soldi per la ricerca genetica

A me non piace per niente (a dire poco) perchè finanzia la vivisezione, perchè la ricerca genetica credo abbia finalità ben diverse da quelle dichiarate, perchè i geni sono solo una parte del problema ma è fondamentale l'interazione con l'ambiente: ci sono diversi casi di malattie "genetiche" che non si manifestano se si segue una certa alimentazione. Ma la lista sarebbe è lunga.

Per farla breve, in un'altra scuola (tanto il problema è sempre lo stesso) l'anno scorso si sono raccolti fondi per Telethon, io ero contrario, ho comunicato la mia contrarietà ai docenti che hanno sostenuto l'inziativa (tali iniziative ovviamente non vengono discusse in nessuna sede, vengono approvate tout court!) e al preside.

Dietro mia richiesta e insistenza l'unica motivazine che sono riusciti a produrre per una tale raccolta di fondi è che "si spera che queste ricerche alla fine producano qualche risultato positivo". Qualcuno mi ha detto che però "i ragazzi sono stati informati", non hanno donato soldi a scatola chiusa.

"Informati come?" chiedo io.

"Con gli opuscoli Telethon!" è l'ingenua risposta.

A quanto pare quando si parla di medicina la par condicio non esiste, la scienza ufficiale non si tocca.

Avete capito come funziona la scuola?

Corrado Penna
Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/
Link: http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/01/come-ottenere-lobbedienza-parte-1-la.html
19.01.2008

Distruggi McDonald’s





http://www.ladestra.info/
http://www.ladestra.info/?p=25487