giovedì 22 luglio 2010

Prodi e il caso Moro



http://www.stampalibera.com/?p=14090
http://www.stampalibera.com/?p=14090
“A trent’anni di distanza, il professore, ovvero l’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi ancora non ha fatto luce su uno degli episodi che hanno contraddistinto gli anni di piombo e che lo hanno visto protagonista negativo di quella vicenda: il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.
Sarebbe l’ora che Prodi alzasse una volta per tutte il sipario sulla tanto misteriosa quanto famigerata seduta spiritica dietro la quale a tutt’oggi ostinatamente continua a trincerarsi.

Veniamo ai fatti.

Tutto ruota attorno al covo dove le BR tenevano segregato l’onorevole Moro, che fu oggetto di strane e per certi versi assurde ricostruzioni.
Ebbene, fu Prodi, all’epoca professore alla turbolenta università di Bologna ad indicare il nome del luogo, “GRADOLI”.
Oggi come ieri, l’ex presidente dell’IRI, sostiene e sostenne davanti ai magistrati e ai parlamentari che successivamente formarono una commissione d’inchiesta, che quel nome gli fu rivelato il 2 aprile 1978, dagli spiriti di La Pira e don Sturzo durante una seduta spiritica.
Si! avete capito bene, una seduta spiritica; di quelle con le persone che si tengono le mani davanti ad un piattino poggiato su un tavolino a tre zampe.
Andiamo nei dettagli.
Il professor Prodi quindi, si reca a Roma due giorni dopo la seduta spiritica e trasmette l’indicazione ad Umberto Cavina, capo ufficio stampa dell’On. Benigno Zaccagnini.
Nel passaggio tra “fonte” e partecipante alla seduta, dev’esserci stata, però, qualche incomprensione, perché l’informazione fu travisata e così l’indicazione di via Gradoli, covo BR in Roma, successivamente scoperto, subì il mutamento in PAESE di Gradoli, deviando gravemente le indagini degli investigatori.
Sulla base di questa segnalazione, infatti, il 6 aprile venne organizzata una perlustrazione a Gradoli, un paesino in provincia di Viterbo. Il ministero dell’Interno, però aveva in precedenza ricevuto una segnalazione a riguardo, che parlava di VIA Gradoli, che nessuno ritenne attendibile.
In realtà fu proprio la moglie di Moro, Eleonora, ad ipotizzare potesse trattarsi di una via di Roma, ma nessuno, ancora una volta diede seguito a questa idea.
Via Gradoli, però esiste eccome: è una traversa di via Appia, con una sbarra automatica che ne chiude l’accesso alle automobili dei non residenti.

Aldo Moro fu assassinato il 9 maggio 1978, ma sono ancora oggi molti i punti interrogativi sulla vicenda.

A cui solo Prodi può dare risposta! Dobbiamo credere alla storia della seduta spiritica?

Approfondiamo anche questo aspetto. Dubbi ce ne furono e ne restano ancora troppi.

Sia i magistrati che le commissioni d’inchiesta sul caso Moro e sul dossier Mitrokhin continuano ad interrogarsi, presentando da sempre la stessa richiesta di chiarimenti al professor Prodi: Chi informò veramente Romano Prodi della presenza dei rapitori di Moro nel covo di via Gradoli e per quale motivo si dovette ricorrere all’espediente della seduta spiritica per giustificare l’origine della notizia?
Il 10 giugno 1981 Prodi è chiamato a dare le prime spiegazioni su quella seduta davanti alla commissione Moro.
Ancora nel 1998 in commissione stragi e terrorismo, ma stavolta il professore si rifiuta di presentarsi, cosa che invece fecero altri due partecipanti alla seduta, tali Mario Baldassarri e Alberto Clò, entrambi divenuti in seguito collaboratori del governo Prodi.
E ancora il 5 aprile 2004, quando Romano Prodi viene ascoltato come testimone dalla “Commissione parlamentare d’inchiesta concernente il dossier Mitrokhin e l’attività d’intelligence italiana”. Secondo il presidente della commissione, Paolo Guzzanti, Prodi “non ha avuto il coraggio di pronunciare le parole seduta spiritica, piattino o tazzina”e a avrebbe taciuto, pur sapendolo, sul covo nel quale il presidente della Dc fu tenuto segregato. Nel corso della seduta, l’On. Fragalà ha ricordato all’ex presidente dell’Iri un articolo del settimanale “Avvenimenti”, secondo il quale Giuliana Conforto, figlia di Giorgio Conforto, agente del Kgb con nome in codice Dario, aveva ospitato Valerio Morucci e Adriana Faranda, brigatisti contrari al sequestro di Moro. Un’amica di Conforto, Luciana Bozzi, aveva affittato la casa di via Gradoli al commando delle Br. Secondo questa tesi, non commentata da Prodi, fu il Kgb a far sapere del covo di via Gradoli e la messinscena della seduta spiritica fu organizzata per coprire la vera fonte.
Una seconda tesi, supportata tra l’altro dal senatore, presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che riguardo al caso Moro ha sempre rilasciato dichiarazioni quantomeno ambigue, e identifica l’informatore in “qualcuno appartenente all’area dell’eversione tra Autonomia Operaia e Potere Operaio. Dicono fosse un professore universitario”.

Queste le parole esatte di Cossiga rilasciate in un intervista su “il Velino”: “Sia io, che il dottor Zanda (consigliere di Prefettura e addetto al suo gabinetto), che il capo della Polizia che gli investigatori e successivamente gli inquirenti ritenemmo sempre che la seduta spiritica fosse stata una messa in scena organizzata per permettere a uno dei partecipanti di rendere nota, anche al fine di informarne a mezzo di altra persona, come infatti fu fatto da parte del professor Prodi, gli investigatori e senza dovere scoprire la fonte, un’informazione fornitagli da qualche militante dell’area eversiva ben presente nell’Università di Bologna, cui era evidentemente pervenuta da ben informati ambienti delle Br o strettamente contigui ad esse.”

Sarebbe bello adesso, poter mettere la parola fine a tutta la vicenda, ma presumo si dovrà aspettare ancora parecchio, sperando che non si dissolva tutto come una bolla di sapone.

Senza contare tutto il torbido capitolo sulla storia all’IRI.

mercoledì 21 luglio 2010

La compassione



(tratto da Osho.com)
La compassione: il rimedio universale

Solo la compassione è terapeutica, perché tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore. Tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d'amare oppure non è stato capace di ricevere amore. Non è riuscito a condividere il suo essere. Da qui la sofferenza che crea complessi d'ogni genere.

Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali – ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore. Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore. In realtà, senza amore l’anima non nasce neppure – non arrivi nemmeno al punto di pensare alla sopravvivenza.

Ecco perché sostengo che la compassione è terapeutica. Ma che cos’è la compassione? È la forma più pura d’amore. Il sesso è la forma più bassa dell’amore, la compassione la più alta. Nel sesso il contatto è soprattutto fisico, nella compassione è soprattutto spirituale. Nell’amore, sesso e compassione sono mescolati, fisico e spirituale sono mescolati. L’amore è a metà strada tra il sesso e la compassione.Puoi anche chiamare la compassione preghiera, oppure meditazione. È in ogni caso la forma più alta dell’energia. La parola compassione è molto bella: comprende in sé passione — la passione dev’essere raffinata al punto da non essere più passione ma diventare compassione.

Nella compassione dai solamente; nell’amore sei grato perché l’altro ti ha dato qualcosa. Nella compassione, sei grato che l’altro abbia accettato qualcosa da te; sei grato perché l’altro non ti ha rifiutato. Eri venuto con dell’energia da dare, con tanti fiori da condividere, e l’altro te l’ha permesso, è stato ricettivo. Sei grato perché l’altro è stato ricettivo.

La compassione è la forma più alta dell’amore.

L’angoscia più grande nella vita è quella di non riuscire a comunicare, a condividere. L’uomo più povero è colui che non ha nulla da condividere, o che, pur avendo qualcosa, ha perso la capacità, l’arte di condividerla – allora è veramente povero.

L’uomo sessuale è veramente povero; al confronto l’uomo che ama è più ricco. L’uomo di compassione è il più ricco di tutti: è in cima al mondo. Non ha né confini, né limiti. Dà, e poi va per la sua strada. Non aspetta neppure che tu gli dica grazie; condivide la sua energia con grandissimo amore.

Questo è ciò che chiamo terapeutico.

Se la compassione non ti è ancora accaduta, non pensare di aver vissuto bene o di aver vissuto affatto.

La compassione è la fioritura. E quando accade a una persona, milioni possono essere guariti. Chiunque si avvicini a quella persona verrà sanato. La compassione è terapeutica.

martedì 20 luglio 2010

Per le femmine israeliane la guerra è un videogioco


Da http://www.disinformazione.it/videogioco_israeliano_criminale.htm
20 luglio 2010 - tratto da http://saigon2k.altervista.org/?p=1758

NAZARETH — Si chiama “Spot and Shoot” (”Localizza e Spara”). Gli operatori siedono di fronte ad un monitor TV dal quale possono controllare l’azione grazie ad un joystick in stile Playstation.
L’obiettivo: uccidere.
Giocato da: giovani femmine dell’esercito Israeliano.

Spot and Shoot, come viene chiamato dall’esercito Israeliano, potrebbe sembrare un videogioco ma le sagome nello schermo sono persone reali – Palestinesi di Gaza – che possono venire uccise con la semplice pressione di un pulsante nel joystick.

Le femmine in divisa, situate ben lontane in delle stanze operative, sono responsabili nel mirare e sparare le mitragliatrici controllate a distanza che sono collocate in delle torrette posizionate a distanza di qualche centinaio di metri fra di loro lungo un recinto che circonda Gaza.

Il sistema è uno degli ultimi congegni per “l’uccisione a distanza” sviluppati dall’azienda per armamenti Israeliana Rafael, che precedentemente era una divisione di ricerca militare all’interno dell’esercito Israeliano e ora è un’azienda governativa separata.

Secondo Giora Katz, il vice presidente di Rafael, apparati militari di controllo a distanza come Spot and Shoot rappresentano il futuro. Katz ritiene che entro un decennio almeno un terzo dei mezzi utilizzati dall’esercito Israeliano per il controllo di terra, aria e mare saranno senza pilota.

La richiesta per simili sistemi, ammette l’esercito Israeliano, è la conseguenza della combinazione di bassi livelli di arruolamento e una popolazione meno propensa a rischiare la vita in battaglia.
Oren Berebbi, a capo della sezione tecnologia, recentemente ha dichiarato ad un giornale Statunitense: “Stiamo tentando di portare i mezzi senza pilota in ogni luogo del campo di battaglia … Possiamo fare molte più missioni senza mettere in pericolo la vita del soldato.”

Il veloce progresso della tecnologia ha sollevato la preoccupazione delle Nazioni Unite. Philip Alston, un relatore speciale sulle uccisioni extragiudiziali, lo scorso mese ha messo in guardia sul pericolo che potrebbe presto emergere una “mentalità Playstation d’uccidere”.
Secondo gli analisti, però, Israele difficilmente accantonerà i sistemi che sta sviluppando – utilizzando i territori Palestinesi occupati, e specialmente Gaza, come dei laboratori per testare le armi.

Le armi controllate a distanza sono molto richieste da regimi repressivi e dalle fiorenti industrie sulla sicurezza di tutto il mondo.
“Questi sistemi sono ancora nelle fasi iniziali di sviluppo, ma il mercato è ampio e sta crescendo per loro”, ha detto Shlomo Brom, un generale in pensione e analista della difesa presso l’Institute of National Security Studies della Tel Aviv University.

Il sistema Spot and Shoot – conosciuto ufficialmente come Sentry Tech – ha attirato l’attenzione principalmente perchè viene operato da femmine in divisa di 19 e 20 anni, rendendolo così l’unico sistema di guerra utilizzato esclusivamente da femmine.
Le femmine in divisa vengono preferite per operare sistemi per uccidere a distanza per via della carenza di reclute di sesso maschile nelle unità di combattimento Israeliane. Le giovani femmine possono compiere quindi missioni senza rompere il taboo sociale di rischiare la loro vita, ha detto Mr Brom.

Le femmine devono identificare ogni persona sospetta che si avvicina al recinto intorno a Gaza e, se autorizzate da un ufficiale, ucciderli usando i loro joystick.
L’esercito Israeliano, che intende introdurre la tecnologia assieme alle altre nel campo di battaglia, si rifiuta di dichiarare quanti Palestinesi sono stati uccisi da queste mitragliatrici controllate a distanza nella Striscia di Gaza. Secondo i media Israeliani, le vittime sarebbero svariate dozzine.
Il sistema venne preparato due anni fa per motivi di sorveglianza, ma solo recentemente gli operatori hanno avuto l’opportunità di usarlo anche per sparare. L’esercito ha ammesso di aver usato Sentry Tech a Dicembre per uccidere almeno due Palestinesi che erano molte centinaia di metri all’interno del recinto che circonda Gaza.

Il quotidiano Haaretz, a cui la scorsa settimana è stato dato un raro accesso alla stanza di controllo di Sentry Tech, ha citato una femmina, Bar Keren, di 20 anni, che ha detto: “E’ molto allettante essere una di quelle che fanno questo. Ma non tutti vogliono fare questo lavoro. Non è semplice prendere un joystick come quello di una Sony Playstation e uccidere, ma alla fine è per difesa“.
Sensori audio nelle torrette significano che le femmine sentono il colpo quando uccide il bersaglio. Nessuna femmina, ha dichiarato Haaretz, ha fallito l’obiettivo di sparare quel che l’esercito definisce un Palestinese “incriminato”.

L’esercito Israeliano, che impone il rispetto di una terra di nessuno senza confini definiti dentro il recinto che penetra fino a 300 metri dentro il piccolo territorio, è stato largamente criticato per aver aperto il fuoco contro civili che entravano nella zona chiusa.
Rafael sembra che stia sviluppando anche una versione di Sentry Tech che sparerà missili guidati a lunga gittata.
Un’altro pezzo di hardware prodotto recentemente dall’esercito Israeliano è il Guardium, una macchina robot corazzata che può pattugliare un territorio raggiungendo velocità fino a 80km all’ora, può procedere dentro le città, lanciare “imboscate” e sparare a bersagli. Attualmente pattuglia i confini Israeliani con Gaza e il Libano.

I suoi sviluppatori Israeliani, G-Nius, l’hanno chiamato il primo “soldato robot” del mondo.
Ma Israele è meglio conosciuto per il suo ruolo nello sviluppo di “veicoli aerei senza piloti” – o droni, come sono conosciuti oggi. Sviluppati inizialmente con scopi di spionaggio, e usati per la prima volta da Israele agli inizi degli anni ‘80 in Libano, oggi vengono sempre più usati per compiere esecuzioni extragiudiziali da migliaia di metri dal cielo.

Fonte: The National
Traduzione: Saigon2k.altervista.org

I MOTORI DI RICERCA SAPRANNO CIO' CHE VUOI PRIMA DI TE



Da http://www.vocidallastrada.com/2010/07/i-motori-di-ricerca-sapranno-cio-che.html
Google troverà prima di cercare. Sembra un indovinello ma è il nuovo obiettivo degli ingegneri del principale motore di ricerca, e anche dei suoi avversari. Con i dati che hanno nei loro server, più quello che sanno di ogni utente, in poco tempo potranno offrire informazioni importanti per l’internauta prima ancora che si apra la barra di ricerca. Il prezzo da pagare è alto: rinunciare alla privacy.
L’ingegnere capo di ricerche di Google, Amit Singhal, è stato l’altro giorno a Madrid per una chiacchierata sul passato, presente e futuro delle tecnologie dei motori di ricerca. Ha dedicato solo 15 minuti alle domande e al futuro, ma il panorama che ha disegnato sarà molto diverso dall’attuale. Oggi Google offre informazione passata, o al massimo, quella appena pubblicata da internet, grazie al nuovo sistema di ricerca in tempo reale che ha presentato ad aprile. Ma in due anni si possono anticipare le esigenze degli utenti.
“La privacy non deve frenare l’innovazione”, dice un ingegnere di Google.
Singhal ha proposto vari esempi. In uno, l’utente divide la sua agenda di attività con il motore di ricerca- In questo modo, conosce quando ha un po’ di tempo libero per, ad esempio, comprare qualcosa che aveva messo in lista. Grazie al cellulare, Google può localizzarlo ed offrire negozi nella zona in cui si trova. Il lavoro più duro, quello di mostrare le offerte sul suo web, lo fa il proprietario del negozio. In un altro esempio, di fronte ad una riunione in un punto concreto della città, Google News saprà che, minuti prima dell’appuntamento, si è verificato un grande incidente nella zona. Il motore di ricerca potrà avvisare l’utente mostrando l’accaduto nella mappa, fornendogli alternative per arrivare a destinazione.

La tecnologia già esiste

“La tecnologia necessaria per riuscirci è già disponibile”, ha assicurato Singhal. Ma crede che il servizio si metterà in moto tra i due e i cinque anni. Il ritardo non è essenzialmente tecnologico. “Prima abbiamo bisogno di analizzare di più il servizio in modo che rispetti la privacy”, ha spiegato. La chiave del successo di questo anticipo dei desideri è che il motore di ricerca sappia quanto più possibile sull’utente: dov' è in quel momento, il suo archivio storico di ricerche precedenti in internet o la sua agenda personale.
“Quello che uno cerca già molti altri lo hanno cercato prima” dice Yahoo.
Singhal ha ricordato che un servizio così può funzionare solo con il consenso espresso dell’internauta. Ma ha anche riconosciuto che senza quell’ ok la sua efficacia sarebbe molto ridotta. “Nella storia della tecnologia, con ogni novità nascevano dei problemi”, commenta. E ha dato come esempio l’apparizione della stampa, quando la chiesa lanciò avvertimenti che potevano nascere bibbie con contenuto corrotto. “Tutte le tecnologie possono essere usate in modo perverso; i motori di ricerca, come la medicina, hanno migliorato la vita, ma potrebbero essere usati per il male”, ha aggiunto.
L’ingegnere di Google sembra spingere l’utente a scegliere. “La chiave è nel fatto che la privacy sia una priorità ma, allo stesso tempo, non bisogna lasciare che freni l’innovazione tecnologica che migliora la nostra vita”.

Indovinare l’intenzione
“Internet saprà quello che tutti stanno facendo”, assicura Ballmer.
Per il responsabile del centro di ricerche che Yahoo ha in Barcellona, Ricardo Baeza-Yates, l’obiettivo è che l’utente smetta di lavorare. “Che la ricerca sia implicita, che te la dia prima di andarla a cercare”, spiega. Per questo bisogna immaginare i desideri dell’internauta. Ma non si tratta di giocare ad essere degli indovini. “Anticipare significa sapere cosa facevi prima per vedere cosa farai dopo”, chiarisce. Se qualcuno cerca su Yahoo un volo, ciò che è più probabile è che in seguito abbia bisogno di un hotel”, semplifica.
La base di questo ragionamento è nella biologia: siamo esseri d’abitudini. “Molte delle cose che facciamo sono prevedibili”, segnala Baeza-Yates. Inoltre, le persone non sono molto diverse le une dalle altre. Quello che uno ha cercato qualcun altro lo ha già cercato prima. “Se riesci a dedurre come ricercano i gruppi, il problema della privacy smette d’essere un problema”, assicura l’ingegnere di Google.
In una recente chiacchierata nell’Università di Sao Paolo, il presidente della Microsoft, Steve Ballmer, ha preso come esempio il modo in cui i motori di ricerca possono approfittare di questo fatto biologico. Quando la compagnia ha lanciato Bing ha incorporato un correttore ortografico simile a quello di Microsoft Word. Ma diversamente al processore di testi, questo correttore si appoggia nella sua connessione ad internet, che permette analizzare gli errori di molti. “E adesso abbiamo letteralmente milioni e milioni di persone che sbagliano con le stesse parole, lo sappiamo in tempo reale, e l'ortografia è meglio. La nube (in riferimento all’informatica in rete) impara e t’insegna ad imparare”, ha detto. Con questo esempio, Ballmer ha disegnato il futuro dei motori di ricerca: “Nel futuro Internet saprà sempre di più cosa stai facendo, con il tuo consenso, capirà cosa stai facendo e saprà come servirti meglio o vedrà quello che tutto il mondo sta facendo e userà questa conoscenza per servirti meglio”, ha dichiarato.

Intelligenza collettiva
I primi esempi di quest’intelligenza collettiva conservata nei motori di ricerca già possono vedersi. Google Suggest, ad esempio, ha bisogno solo che si inserisca la parola Spagna nella barra per mostrare suggerimenti che cercano d’indovinare quello che stai cercando. Prima di finire la frase, il sito offre per finire con "2010 World" o uno qualsiasi degli avversari con i quali ha incontrato il team spagnolo di calcio in Sud Africa.
In questo caso, Google si è appoggiata alle recenti ricerche che milioni di persone nei giorni passati hanno fatto, in modo da anticiparsi. Inoltre conta su altri strumenti. Così, approfitta della cronologia di navigazione, ad esempio, per conoscere quali pagine sono state visitate precedentemente. L’indirizzo IP (che identifica il PC in internet) aiuta a localizzare l’internauta in modo che l’informazione risulti vicina.
L’ultimo elemento chiave è l’informazione creata dagli stessi utenti in reti sociali e blog. Google, come Yahoo e Bing, non cercano solo nelle vecchie cronologie; adesso seguono l’informazione in tempo reale. Attraverso accordi con siti come Facebook, Twitter o i principali reti di blog, i motori di ricerca possono sapere cosa sta succedendo su Internet istantaneamente. Su Google, ad esempio, appaiono gli aggiornamenti di Twitter dopo due secondi in cui si produce. Il problema che crea quest’immediatezza è che è difficile sapere quale messaggio su Twitter o quale post in un blog è più importante.
Ma per adempiere alle profezie di Singhal, Baeza- Yates e Ballmer, i web devono anche capire cosa si cerca. “Indovinare quello che l’utente vuole solo con due parole è complicato”, ricorda Baeza- Yates. Il problema è che tutte e due le parti, persone e macchine, “devono accettare questo tipo di comunicazione minimalista”, aggiunge. Per lui, ciò che è importante è dare significato alle ricerche che oggi sono sintattiche.

Fonte: http://www.publico.es/ciencias/327919/buscadores/sabran/quieres

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da VANESA

N.d.E
Qualcuno ha detto che "bisogna rinunciare alla privacy in cambio della 'sicurezza'", è così anche per le nuove tecnologie e il progresso?
Ma cos'è il progresso?

Riporto anche questa notizia segnalata sempre dalla preziosa Vanesa, pubblicata su Cubadebate.

Schermi che scannerizzano i passanti.
In Giappone è stato messo in atto un progetto pilota, saranno posizionati degli schermi di pubblicità digitale nelle vicinanze della metro di Tokio. Questi schermi sono dotati di camere che possono determinare il genere e l' età approssimativa dei passanti, in modo da poter trasmettere la pubblicità adeguata.
A questa tecnologia del Digital Signage Consortium serve solo un secondo per prelevare quest' informazione.
La tecnologia usa un software di riconoscimento facciale e gli operatori hanno promesso di non registrare le immagini (si certo...ci crediamo, N.d.E), raccoglieranno solo i dati demografici.
E' qualcosa di simile al concetto di pubblicità mostrato nel film "Minority Report", solo che gli annunciatori non identificheranno le persone per il loro nome.

domenica 18 luglio 2010

Le analogie tra Gladio e Ergenekon



Da http://andreacarancini.blogspot.com/2010/07/le-analogie-tra-gladio-e-ergenekon.html
http://andreacarancini.blogspot.com/
LA STRATEGIA DI
GLADIO[1]

Di Peter Edel[2]

Ogni volta che in Turchia avviene un atto terroristico, sopraggiunge uno strano e oscuro senso di vuoto. Anche quando l’attacco viene rivendicato e i presunti colpevoli incarcerati, i fatti danno sempre adito ad interrogativi.

Non è certo illogico porre domande come: “Chi è stato davvero?”. Un esame analitico della storia contemporanea mostra che il terrorismo non sempre è ciò che sembra all’inizio. Un atto terroristico può certamente essere istigato da provocatori che dispongono di infiltrati. O può essere un’operazione “false flag”[3], e cioè un atto terroristico commesso in modo tale da farlo sembrare come se fosse stato commesso da altri. In uno scenario in cui entrano in gioco tali strategie, i confini tra le varie forme di estremismo possono diventare molto sfocati. E diventano anche più sfocati quando si tiene conto del fatto che gli estremisti, a qualunque versante appartengano, hanno tra di loro più cose in comune di quante non ne abbiano con i settori moderati della società. Questo dato può condurre alle alleanze più paradossali e spesso costituisce la ragione per cui, quando si tratta di terrorismo, niente è davvero ciò che sembra all’inizio.

Il terrorismo ha delle peculiari implicazioni psicologiche. Se la guerra tradizionale riguarda la conquista del territorio, il terrorista vuole invece conquistare l’opinione pubblica. Che abbiano motivazioni politiche o religiose, i terroristi mirano sempre all’opinione pubblica, in un modo o nell’altro. Un altro dato in comune tra loro è la voglia di creare il caos politico mediante la violenza. Queste motivazioni condivise possono condurre, fino a un certo punto – da parte di gruppi che nel “mondo normale” sono totalmente contrapposti - a dei contatti, e talvolta persino alla collaborazione e ad operazioni congiunte. Una somiglianza di strategia, da parte dei vari gruppi terroristici, è di solito la base per rapporti di questo tipo. Illustriamo questo punto esaminando le strategie dei gruppi terroristici di estrema sinistra e di estrema destra in Italia durante gli anni ’70. Naturalmente, i programmi di questi gruppi erano opposti. La violenza di sinistra viene dal desiderio che il caos politico smascheri il vero volto dello Stato, a cui dovrebbe seguire una sequela di sviluppi rivoluzionari sfrenati. Nell’approccio del terrorismo politico di estrema destra, il caos politico e l’instabilità indurranno l’opinione pubblica a chiedere misure drastiche, a beneficio dei partiti di destra durante le elezioni, o un colpo di stato militare come scopo prefissato. Differenze importanti. Il punto è che fino a quando non viene raggiunto il caos politico, le strategie sono quasi identiche, il che funge da lubrificante per infiltrazioni e operazioni di falsa bandiera. Questa combinazione è in grado di ammantare di incertezza ogni attacco terroristico. Questo è quanto accadde in Italia negli anni ’70. E questo è quanto sembra aver luogo in Turchia ai nostri giorni.

Un progetto dei primi anni della Guerra Fredda

Nell’Italia degli anni ’70, i terroristi neofascisti di solito piantavano bandiere rosse sui corpi delle loro vittime scelte a caso. Questa manipolazione dell’opinione pubblica era stata ideata da Gladio, un’organizzazione costituita nei primi anni della Guerra Fredda. Agli ordini di Washington e della CIA, ogni [Stato] membro della NATO doveva costituire una rete segreta “stay behind”. Il compito iniziale di questa struttura era di coordinare la resistenza all’eventuale occupazione dell’Europa da parte dell’Unione Sovietica. In previsione di tale situazione, le armi venivano nascoste in luoghi segreti e vennero costituiti canali segreti di intelligence. Ma Gladio era qualcosa di più.

Gli strateghi di Gladio consideravano il movimento socialista in Europa come un fattore di alto rischio. Nell’eventualità di un’occupazione da parte dei sovietici, si temeva che la sinistra si rivoltasse contro gli interessi occidentali e formasse una quinta colonna. Per scongiurare il pericolo vennero messe in atto diverse campagne contro la sinistra. L’alternativa più estrema mirava a distruggere la reputazione della sinistra associandola alla violenza politica. Tuttavia, all’epoca, gli attivisti di sinistra disposti alla violenza erano una piccola minoranza all’interno del movimento. Per risolvere il problema, Gladio pianificò delle operazioni sotto falsa bandiera, e gli elementi più radicali dei gruppi di estrema sinistra vennero indotti all’azione dagli infiltrati di estrema destra dello “stato profondo” italiano.

L’uso di tali metodi venne raccomandato in un documento conosciuto come “Field Manual 30-31” (FM 30-31)[4]. Scritto dagli strateghi del Pentagono e tradotto poi nelle lingue degli Stati membri della NATO, insegnava agli attivisti dell’estrema destra come manipolare la sinistra.

Ai governi europei considerati passivi verso il movimento socialista, il FM 30-31 prescriveva “operazioni speciali”, e cioè infiltrazioni e operazioni sotto falsa bandiera, per convincere l’opinione pubblica della “vera natura” del nemico rosso. In questo contesto, Aldo Moro trovò la morte nel 1978. Venne rapito e ucciso da una colonna delle Brigate Rosse. In seguito, emerse che quest’organizzazione era stata infiltrata da agenti di estrema destra collegati a Gladio. Prima della morte di Moro, l’Italia aveva già sperimentato molte violenze con i famigerati attentati dinamitardi di Piazza Fontana del 1969 e di Peteano[5] del 1972. L’apice giunse nel 1980 a Milano [recte: Bologna], quando il tetto della stazione centrale crollò a causa di una bomba, provocando 85 morti.

Uno dei nomi più famigerati collegati a Gladio è quello di Stefano Delle Chiaie. Questo membro dell’organizzazione nazionalista neofascista Ordine Nuovo fu uno dei più importanti strumenti di Gladio contro la sinistra. Per quanto riguarda i rapporti tra Gladio e lo “stato profondo” turco degli anni ’70, bisogna dire che Delle Chiaie venne visto in compagnia del terrorista ultranazionalista Abdullah Çatli, che morì durante un controverso incidente automobilistico a Susurluk nel 1996. Prima della sua morte, Çatli seguì Delle Chiaie in un viaggio in Sudamerica, dove entrambi contattarono i fascisti locali e i rappresentanti dei regimi militari.

All’inizio, c’era Gladio in Italia. Adesso è stato smascherato Ergenekon, il capitolo successivo dello “stato profondo” turco. Per molti versi, Ergenekon dà l’impressione di essere un residuo della struttura “stay behind” degli anni ’50, poiché un ramo di essa venne costituito anche in Turchia. Con la fine della Guerra Fredda, nelle organizzazioni che facevano parte della versione turca di Gladio, vi fu una rottura col passato. Le attenzioni si spostarono dalla sinistra al Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AK) e al movimento Gülen[6], gli ultimi bersagli dello “stato profondo” turco.

Ma sebbene i nemici siano nuovi, c’è una cosa che non è cambiata, perché le strategie odierne mostrano un’impressionante somiglianza con quelle del passato. Ergenekon utilizza ancora gli stessi metodi psicologici usati da Gladio in Italia negli anni ’70, come le operazioni sotto falsa bandiera e, molto probabilmente, infiltrazioni da parte di agenti provocatori, perché c’è più di un indizio che Ergenekon abbia istigato delle organizzazioni politiche e religiose radicali a commettere atti di violenza. A questo riguardo, sono stati fatti i nomi del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), del Partito Marxista/Leninista Ricoluzionario per la Liberazione del Popolo (DHKP/C) e dell’organizzazione islamica Hezbollah.

I pubblici ministeri descrivono Ergenekon come la mente dietro le azioni attribuite ai gruppi suddetti. Dagli omicidi di uomini d’affari e di attivisti politici da parte del DHKP/C e di Hezbollah all’odierna ondata di violenze scatenate dal PKK, dietro tutto ciò, secondo i pubblici ministeri, c’è Ergenekon. Nel quadro dipinto dagli inquirenti, Ergenekon è la Gladio del 21° secolo. Scatenare il terrorismo mediante il terrorismo e combattere una guerra segreta contro la nazione dall’interno dello Stato.

Le analogie con l’Italia degli anni ’70 sono abbondanti. Ma c’è una differenza importante tra allora e adesso: mentre Gladio venne abolita e smantellata dai paesi europei molto tempo fa, lo stesso non è avvenuto in Turchia. L’Italia ha affrontato il problema durante l’Operazione Mani Pulite, che è seguita allo smascheramento della struttura “stay behind” e delle sue attività illegali degli anni ’70. La Turchia non ha mai avuto una fase analoga. Ma la cosa importante è che vi sarà. Non solo perché sembra essenziale per la crescita futura della Turchia, ad esempio attraverso una piena membership nell’Unione Europea, ma anche per ragioni psicologiche, in modo che la Turchia possa guardarsi allo specchio senza riserve. Dopo i decenni di guerra psicologica dello “stato profondo”, può essere difficile. Ma questa è la fase in cui si trova la Turchia.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.todayszaman.com/tz-web/news-216053-109-the-gladio-strategy-by-peter-edel.html . Le note a piè di pagina sono del traduttore.
[2] Peter Edel è uno scrittore e fotografo indipendente che vive a Istanbul.
[3] Letteralmente: “falsa bandiera”.
[4] Manuale da Campo 30-31: http://it.wikipedia.org/wiki/False_flag#Il_Field_Manual_30-31
[5] In realtà, l’attentato di Peteano è l’unico dell’epoca non ascrivibile alla Strategia della Tensione, come ha più volte spiegato il suo autore, Vincenzo Vinciguerra, sul suo sito: http://www.marilenagrill.org/

sabato 17 luglio 2010

Passa la riforma finanziaria truffa di Obama


Da http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3180

Alla fine, Barack Hussein Obama, il maggiordomo di Wall Street, ha ottenuto la "sua" riforma del sistema finanziario che in buona sostanza crea nuovi organismi di vigilanza e di controllo che sono inevitabilmente destinati, quanto a competenze, a scontrarsi o sovrapporsi con quelli esistenti. Al di là dell’enfasi che la ha accompagnata, il risultato della nuova legge sarà quello di lasciare che gli speculatori possano continuare a fare i propri comodi e arricchirsi alle spalle di tutti i cittadini.
Dopo quello della Camera dei Rappresentanti del 30 giugno, l’altra notte è arrivato così anche il via libera del Senato, con 60 voti favorevoli e 39 contrari. Obama è riuscito infatti a ricevere anche 3 voti di senatori repubblicani indispensabili per raggiungere il quorum richiesto. Adesso, per ufficializzare il tutto, servirà la firma dello stesso presidente che verrà apposta la prossima settimana. Ma non sarà ancora finita. Infatti sarà necessario varare i regolamenti interpretativi e di attuazione della legge. Gli esperti hanno stimato che ci vorranno almeno altri 18 mesi per mettere nero su bianco a un testo sul quale lavoreranno i parlamentari di un’apposita commissione. Si finirà quindi nel 2012, l’anno delle prossime elezioni presidenziali e politiche. Un periodo di due anni nei quali Obama dovrà recuperare la fiducia dei cittadini che si è persa per strada e senatori e deputati, che si impegneranno per essere rieletti, dovranno fare un esame di coscienza e decidere se regolamenti restrittivi per le banche e le società finanziarie sono da preferire ai generosi emolumenti versati dalle stesse per la loro campagna elettorale.
La nuova legge modificherà l’architettura normativa che si è stratificata dal 1933 fino ai giorni nostri. Il Banking Act del 1933, la legge Glass-Steagall, venne varata dal Congresso su impulso del neo eletto Franklin Delano Roosevelt che aveva ereditato dal suo predecessore repubblicano
la maggiore crisi economica e finanziaria che mai si fosse vista, ossia la Grande Depressione scoppiata nel 1929. Allora, come oggi, il motivo reale della crisi finanziaria, fu la possibilità concessa a società finanziarie, banche e cittadini comuni, di investire in Borsa e speculare senza possedere minimamente i capitali necessari. Allora come oggi, tutti erano indebitati con tutti e il gioco durò finché la bolla finanziaria fu troppo grande per non esplodere e travolgere i mercati finanziari e poi abbattersi sull’economia reale.
Obama da parte sua ha molto enfatizzato la “sua” legge e la filosofia che lo sorregge tesa, in teoria, a tutelare i cittadini Usa lasciati in precedenza in balia degli squali e dei gangster di Wall Street. Ma se si pensa che la Casa Bianca ha versato una barca di miliardi di dollari in prestito per salvare i banditi della Goldman Sachs dalla situazione di bancarotta in cui l’avevano spinta le loro speculazioni, ci si rende conto che l’inquilino della Casa Bianca ha svolto in pieno il suo compito: quello di tenere la barca dritta a chi negli Usa detiene il potere reale. Gli aiuti non hanno infatti riguardato solo la Goldman Sachs, che ne ha rappresentato il caso più eclatante, ma anche altre banche, società di riassicurazione come Fannie Mae e Freddie Mac operanti nel settore dei mutui immobiliari, o giganti industriali come General Motors. A dimostrare che i presidenti, una volta eletti, devono far fruttare tutti i soldi che le lobby hanno investito su di loro.
La riforma prevede la nascita di un “Settlement Council” o “consiglio di regolamentazione” incaricato di tenere sotto controllo e valutare i rischi presenti nel sistema economico. Ci saranno nuove regole per i fondi di investimento speculativi (hedge fund) e per i titoli derivati scambiati nei mercati non regolamentati. Verrà istituito quindi un ufficio per la protezione dei consumatori che vigilerà sulle condizioni offerte dalla banche per i mutui, le carte di credito e gli altri prodotti creditizi. Verranno pure ampliati i poteri di controllo della Federal Reserve sugli investimenti finanziari delle banche con l’introduzione di forti limiti al livello degli investimenti (3%) rispetto al capitale proprio. Le banche potranno negoziare titoli derivati soltanto a copertura dei rischi ma non per scopi speculativi. E avranno 2 anni di tempo per spostare strumenti finanziari, come i Credit default swap, una sorta di assicurazione sugli investimenti in titoli di Stato, in una società controllata che dovrà essere gestita separatamente per tenere distinta la sua attività da quella della casa madre. E, almeno a parole, la legge prevede che non ci saranno più salvataggi bancari fatti con soldi pubblici.

Afghanistan, censura di guerra



Da http://it.peacereporter.net/articolo/23074/Afghanistan%2C+censura+di+guerra
http://it.peacereporter.net/
Preoccupazione tra i corrispondenti di guerra per le nuove restrizioni imposte dal Pentagono nei rapporti tra militari e media

Parlare della guerra in Afghanistan sarà ancora piu' difficile. Dopo l'articolo del Rolling Stones sul Generale McChrystal e l'uscita di scena di quest'ultimo, il Segretario alla Difesa americano Robert Gates ha posto nuove restrizioni ai militari che parleranno con i media.

In un memorandum di tre pagine rilasciato la scorsa settimana da Gates ha ordinato che i vertici del Pentagono e i leader militari contattino il Servizio degli Affari Pubblici del Dipartimento della Difesa Usa "prima di rilasciare qualsiasi intervista o dichiarazione che abbia conseguenze dal punto di vista nazionale e internazionale". Fonti accreditate sostengono che l'ordine fosse già in cantiere molto prima che Michael Hastings, giornalista freelance del Rolling Stones, intervistasse il Generale. Nondimeno però, la nuova politica di accesso limitato alle infomazioni tracciata dal Pentagono è stata intepretata dai giornalisti e dai soldati presenti nel teatro di guerra come conseguenza dell'affaire McChrystal.

Anche la tempistica non è delle migliori. Il conflitto afgano si fa sempre più violento e i giornalisti vogliono avere gli strumenti che permettano di poter raccontare la guerra in prima linea. "Mi preoccupa. Mi preoccupano queste direttive", spiega Martha Raddatz, corrispondente di Abc News. Parlando da Kabul sottolinea che "quando aggiungi uno strato come questo è faticoso lavorare. Sei sul campo e devi ottenere il permesso da qualcun altro, non dalle persone con cui parli direttamente. Così è molto più difficile".
E' probabile che i corrispondenti più anziani non subiranno le conseguenze di queste direttive. Ma quelli più giovani, con meno esperienza, che non hanno mai avuto contatti con l'ambiente dei militari, avranno certamente delle difficoltà. "Senza contare poi i militari non abituati ad un confronto con i media", aggiunge Raddatz.

Sembra comunque che un cambiamento di atteggiamento da parte dei militari ci sia stato già prima dell'ordine di Gates. Il corrispondente di Nbc Richard Engel parla di un 'media blackout' subito dopo la pubblicazione dell'articolo del Rolling Stones. E spiega che tra le nuove restrizioni c'era anche quella di proibire ai soldati di commentare l'articolo.
"Potevamo intervistare le truppe su altre questioni - ci spiegavano gli ufficiali - tranne su McCrystal o l'articolo del Rolling Stones", racconta Engel. "Si sono un pò calmati ora - continua Engel - ma i militari più alti in grado sono ancora riluttanti a discutere di quell'articolo controverso".

Engel, che ha speso gli ultimi anni a coprire il fronte afgano e iracheno, afferma di non avere mai visto i portavoce dei militari chiudersi a riccio come questa volta. Concorda anche sul fatto che i giornalisti con meno esperienza vivranno tempi duri con queste nuove regole. "I militari saranno riluttanti ad esprimere apertamente le loro opinioni se il Pentagono passa ai raggi X ogni singola intervista".

L'episodio McChrystal non è il primo che induce i militari ad abbottonarsi con i media. Una risposta simile avvenne dopo che il giornalista di Foreign Policy Thomas Ricks - allora con il Wall Street Journal - aveva riportato alcune osservazioni poco diplomatiche sui militari da parte di un colonnello durante la crisi nei Balcani (l'ex corrispondente dal Pentagono della Cnn Jamie McIntyre recentemente ha fatto un parallelo tra le due storie, quella di Ricks nel 1995 e quella attuale, nel suo blog dedicato al settore della difesa).

Ma cosa pensa di tutto questo il giornalista che ha provocato l'uscita di scena di McChrystal? "Penso che sia i militari sia i giornalisti abbiano beneficiato dell'accesso alle notizie che è stato fornito per anni", afferma Hastings. "Penso comunque che l'accessibilità alle notizie vada un pò a periodi, a volte è molto alta, altre no".

Mariangela Pira

venerdì 16 luglio 2010

La maggioranza degli italiani non vuole gli OGM


Da http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/World_in_Progress/Tre-italiani-su-quattro-sono-contrari-agli-alimenti-geneticamente-modificati_688802106.html
http://www.adnkronos.com/

E' quanto emerge da una recente indagine della Coldiretti-Swg
Tre italiani su quattro sono contrari agli alimenti geneticamente modificati
"Il drastico crollo nei terreni seminati con Ogm in Europa nel 2009 conferma che nel coltivare prodotti transgenici, oltre ai rischi per la salute e per l'ambiente, non c'è neanche convenienza economica" Roma, 15 lug. (Adnkronos) - Quasi tre italiani su quattro, il 72% ritengono che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (Ogm) sono meno salutari rispetto a quelli tradizionali. E' quanto emerge da una recente indagine della Coldiretti-Swg "Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione, divulgata in occasione del blitz di un migliaio di coltivatori della Coldiretti a Fanna in provincia di Pordenone in Friuli dove sono state seminate illegalmente piante di mais Ogm. Una vicenda venuta alla luce da lettere anonime recapitate anche all'assessore all'Agricoltura del Friuli Venezia Giulia Claudio Violino e contenenti sementi transgeniche e accompagnate da una mappa che indicava un terreno in provincia di Pordenone, dove i semi sarebbero stati utilizzati e in merito alla quale sono stati chiamati ad indagare i Carabinieri del Noe."La scelta di vietare la coltivazione di Ogm in Italia è coerente con la stragrande maggioranza dei cittadini che - sottolinea la Coldiretti - è contraria al biotech nei campi e nel piatti. Una scelta in linea con le crescenti perplessità sugli ogm in Europa dove, dopo il divieto posto anche in Germania, si sono ridotti a soli sei, su ventisette, i Paesi che coltivano organismi geneticamente modificati con peraltro un drastico crollo del 12 per cento delle semine nel 2009 che ha coinvolto tutti i paesi interessati (Spagna, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia), tranne la Polonia che ha mantenuto la stessa superficie coltivata, mentre solo per il Portogallo è aumentata, secondo una analisi della Coldiretti sul rapporto annuale 2009 dell'''International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications'' (Isaaa)".

Il drastico crollo nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa nel 2009 conferma che nel coltivare prodotti transgenici, oltre ai rischi per la salute e per l'ambiente, non c'è neanche convenienza economica. Secondo i dati - precisa la Coldiretti - la coltivazione ogm in Europa riguarda solo il mais, la cui la superficie coltivata nel 2009 si è drasticamente ridotta da 107.719 ettari a 94.750 ettari, pari a molto meno dello 0,001 per cento della superficie totale di 160 milioni di ettari coltivati in Europa.

giovedì 15 luglio 2010

Mangiare sano ora è un disturbo mentale


Da http://www.nopsych.it/558-mangiare-sano-disturbo-mentale



L'industria psichiatrica, nel suo sforzo infinito di trasformare artificiosamente ogni attività umana in "disordini mentali", sta ora propagandando il disordine più ridicolo che abbia mai inventato: il Disturbo del Mangiare Sano.

Non è uno scherzo: se ti focalizzi sul mangiare cibi naturali sei "mentalmente malato" e probabilmente hai bisogno di qualche tipo di cura chimica che includa potenti farmaci psicotropi. Scrive il quotidiano The Guardian: «La fissazione di mangiare sano può essere il sintomo di un grave disordine psicologico» e continua affermando che questo "disordine" è chiamato ortoressia nervosa, una locuzione Latineggiante che significa "preoccupati riguardo il mangiare correttamente".

Ma non potevano chiamarlo semplicemente "disordine da preoccupazione sul mangiare sano", poiché sarebbe sembrato come se non sapessero di cosa stanno parlando. Per cui l'hanno traslato in Latino, così sembra intelligente (anche se non lo è). Ecco da dove proviene la maggior parte dei nomi delle malattie: i dottori descrivono i sintomi che vedono con un nome tipo osteoporosi (che significa "ossa con dei buchi").

Tornando a questa malattia inventata, "ortoressia", il Guardian continua: «Gli ortoressici hanno delle regole rigide sul cibo. Il rifiuto di toccare zucchero, sale, caffeina, alcol, grano, glutine, lievito, soia, cereali e latticini non è altro che l'inizio delle restrizioni dietetiche. Ogni cibo entrato in contatto con pesticidi, diserbanti o che contiene additivi artificiali è inammissibile».

Aspetta un secondo. Allora cercare di evitare le sostanze chimiche, i latticini, la soia e lo zucchero ora fa di voi un paziente della salute mentale? Sì, secondo questi esperti. Se prestate effettivamente attenzione all'evitare pesticidi, diserbanti e ingredienti modificati geneticamente come soia e zucchero, c'è qualcosa in voi che non va.

Vi siete accorti che mangiare cibo spazzatura viene considerato "normale"? Se mangiate cibi spazzatura trattati con prodotti chimici sintetici secondo loro va bene. Apparentemente i malati mentali sono quelli che scelgono cibi organici e naturali.
Cos'è "normale" allora per quanto riguarda il cibo?

Vi avevo detto che sarebbe successo. Anni fa avevo avvertito i lettori di NaturalNews che presto ci sarebbe stato un tentativo di bandire i broccoli poiché contengono fito-nutrimenti anticancro. Questo assalto da parte della salute mentale contro i consumatori attenti alla propria salute fa parte di quel programma. È un tentativo di emarginare i consumatori di cibi sani dichiarandoli mentalmente instabili e, perciò, giustificare il loro ricovero coatto nei manicomi dove gli verranno iniettati farmaci psichiatrici e cibo istituzionale completamente trattato, morto e pieno di sostanze chimiche tossiche.

Il Guardian si spinge perfino al ridicolo dicendo che «L'ossessione su quali sono i cibi "buoni" e quali i "cattivi" può condurre gli ortoressici ad essere malnutriti».

Segui l'illogicità di ciò, se ci riesci: mangiare "buon" cibo causa malnutrizione! Suppongo che si ritenga che mangiando cibo cattivo vengano forniti tutti i nutrimenti di cui avete bisogno. Questa è la dichiarazione sulla nutrizione più pazza che abbia letto. Non c'è da stupirsi che la gente oggi sia così malata: gli viene detto dai media tradizionali che mangiare cibo sano è un disturbo mentale che causerà malnutrizione!
Zitti e ingoiate la galletta verde (Soylent Green)

È proprio come ho riferito anni fa: non avete il permesso di contestare il vostro cibo, gente. Seduti, zitti, avventatevi sul cibo e divoratelo. Smettetela di pensare a cosa state mangiando e fate quello che vi viene detto dai principali mass media e dai loro inserzionisti di cibo trattato. Non sapevate che mettere in dubbio le proprietà salutistiche del vostro cibo spazzatura è un disturbo mentale? E se siete "ossessionati" riguardo al cibo (facendo cose come leggere l'etichetta degli ingredienti, per esempio), allora siete strani. Magari perfino malati.

Questo è il messaggio che stanno divulgando ora. I consumatori di cibo spazzatura sono "normali", "sani" e "ben nutriti". I consumatori di cibo sano, invece, sono malati, anormali e malnutriti.

Ma perché, chiedete voi, dovrebbero attaccare quelli che mangiano sano? Persone come il dottor Gabriel Cousens possono spiegarvelo: perché una maggiore consapevolezza mentale e spirituale è possibile solo con una dieta composta da cibo vivo e naturale.

Mangiare cibo spazzatura abbassa il vostro livello intellettivo rendendovi più facili da controllare. Questo cibo scompiglia letteralmente la vostra mente, intorpidendo i vostri sensi con il glutammato monosodico (MSG), l'aspartame ed estratti di lievito. Le persone che vivono di cibo spazzatura sono docili e perdono velocemente l'abilità di pensare con la propria testa. Seguono qualsiasi cosa gli venga detta dalla TV o da quelli che sono in una posizione di apparente autorità, senza mai porsi delle domande sulle loro azioni o su quanto sta realmente succedendo nel mondo intorno a loro.

Al contrario, le persone che mangiano cibi sani e naturali - con tutte le sostanze nutrienti curative ancora intatte - cominciano a risvegliare la loro mente e il loro spirito. Col tempo, cominciano a mettere in discussione la realtà che li circonda e perseguono delle esplorazioni più illuminate di temi come comunità, natura, etica, filosofia e del grande quadro delle cose che stanno succedendo nel mondo. Diventano "consapevoli" e possono iniziare a vedere l'esatta struttura di Matrix, per così dire.

Questo, ovviamente, è un pericolo enorme per quelli che gestiscono la nostra società basata sul consumo, dato che il consumo dipende dall'ignoranza unita alla suggestionabilità. Per fare in modo che la gente continui ciecamente ad acquistare cibi, medicinali, polizze sulla salute e beni di consumo, è necessario spegnere le loro funzioni cerebrali superiori. Il cibo spazzatura trattato, a cui vengono aggiunge sostanze chimiche tossiche, raggiunge questo risultato piuttosto bene. Come mai, secondo voi, il cibo morto e trattato è il pasto predefinito nelle scuole pubbliche, negli ospedali e nelle prigioni? Perché il cibo morto spegne i livelli superiori della coscienza, e tiene le persone focalizzate su qualsiasi distrazione con cui sia possibile nutrire il loro cervello: televisione, violenza, paura, sport, sesso e così via.

In ogni caso vivere come uno zombie è "normale" nella società odierna, poiché moltissime persone lo stanno facendo. Ma non sono normali nel mio libro: il vero "normale" è una persona energica, in salute e sveglia, nutrita con cibo vivo, che agisce da cittadino sovrano in un mondo libero. Mangiare cibo vivo è come prendere la pillola rossa, perché col tempo si apre una nuova ampia prospettiva sulla struttura della realtà. Rende liberi di pensare con la propria testa.

Mangiare cibo spazzatura trattato è come prendere la pillola blu, poiché vi tiene intrappolati in una realtà inventata, dove le esperienze di vita sono architettate dalle aziende di prodotti di consumo, le quali dirottano i vostri sensi con sostanze chimiche (come glutammato monosodico) progettate per ingannare il cervello facendogli credere che state mangiando cibo vero.

Se volete essere vivi, consapevoli e in controllo della vostra vita, mangiate cibo sano e vivo. Ma non aspettatevi di diventare famosi presso gli "esperti" tradizionali della salute mentale o i dietologi: sono tutti programmati per considerarvi "pazzi" per il fatto che non seguite le loro diete ortodosse a base di cibo morto a cui vengono aggiunte sostanze chimiche sintetiche.

Ma voi e io conosciamo la verità: noi siamo quelli normali. I consumatori di cibo spazzatura sono i veri malati mentali, e l'unica via per fare in modo che aprano gli occhi sul mondo reale è iniziare a nutrirli con cibo vivo.

Alcune persone sono pronte a prendere la pillola rossa, mentre altre non lo sono. Tutto quello che si può fare è mostrare loro la porta. Devono aprirla da soli.

Nel frattempo provate ad evitare gl i funzionare della salute mentale che stanno cercando di etichettarvi come persone affette da disturbi mentali solo perché fate attenzione a cosa introducete nel vostro corpo. Non c'è niente di male nell'evitare zucchero, soia, glutammato monosodico, aspartame, sciroppo di glucosio-fruttosio (HFCS) e altre sostanze chimiche tossiche nel cibo. A dire il vero, la vostra vita dipende da questo.

di Mike Adams, the Health Ranger, NaturalNews Editor

Fonte: The Guardian

Traduzione a cura di NSOE www.nsoe.info

mercoledì 14 luglio 2010

L’Europa liberalizza la produzione di Ogm



Da http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3108


La Commissione europea è stata ancora una volta fedele al compito che le è stato assegnato. Fare gli interessi delle multinazionali che mischiano allegramente la chimica con i prodotti alimentari. In tale ottica si pone il via libera dato dall’organismo di Bruxelles alla coltivazione degli Ogm, gli organismi geneticamente modificati. In ogni caso è stata fatta una grande concessione stabilendo che ogni Paese sarà libero di decidere se permettere o vietare la coltivazione sul proprio territorio.
Una proposta in merito era stata presentata dal maltese John Dalli, commissario europeo per Ambiente, sanità pubblica, sicurezza alimentare e protezione dei consumatori (Envi). Si deve ricordare a tale proposito che la nomina di Dalli da parte del presidente della Commissione, Josè Barroso, venne molto contestata soprattutto perché all’ufficio del neo commissario venne affidata la competenza dell’unità prodotti farmaceutici e cosmetica in precedenza affidata alla Commissione Impresa. Di conseguenza Dalli, che vanta un passato lavorativo in diverse società industriali, avrà anche il controllo della Agenzia europea per i medicinali e della Agenzia per la sicurezza alimentare. Apparentemente sembra una svolta fatta per tutelare i consumatori e la loro salute. In realtà viene ufficializzata una commistione tra chimica e cibo che avrà in futuro non poche ricadute che andranno a tutto vantaggio di multinazionali come la sempre verde Monsanto.
Dalli, per rassicurare i cittadini, aveva ribadito il suo impegno per la certificazione della filiera alimentare, l’informazione dei consumatori, il consumo sostenibile e la lotta alle contraffazioni e alle truffe alimentari. Ma resta significativo che Dalli prese subito posizione sugli Ogm sostenendo che prima di prendere una decisione in materia avrebbe aspettato che emergessero nuovi dati scientifici che sconfessassero le convinzioni diffuse in materia. Quelle insomma presenti a Bruxelles sul fatto che gli Ogm siano innocui. In buona sostanza sono le stesse tesi interessate suggerite dalle multinazionali contro le quali si leva invece l’opinione contraria della maggioranza dei cittadini.
Soddisfatta, ma dovrebbe esserlo solo in parte, Lega Ambiente che si è compiaciuta che la Commissione abbia preso atto finalmente e definitivamente che non si può imporre la coltivazione degli Ogm sulla testa dei cittadini. Per Francesco Ferrante, in Italia e in Europa i consumatori dicono chiaramente no agli Ogm nei piatti e gli agricoltori hanno scelto la strada della qualità perché sono consapevoli che solo la tutela della salute, della tipicità dei prodotti e dei territori può garantire all'agricoltura italiana ed europea la forza per competere nel mondo globalizzato. E' importante che la revisione della normativa in materia preveda che le Regioni possano stabilire regole per la coesistenza che impediscano ogni contaminazione seppur accidentale delle coltivazioni convenzionali e di quelle biologiche. Il Governo italiano, da parte sua, deve scegliere la strada della qualità, della ricerca e dell'innovazione ma con un chiaro no agli Ogm. E allora, finché non entrerà in vigore la nuova normativa, va garantita in Italia e in Europa la moratoria per la coltivazione delle varietà transgeniche. Il caso della patata geneticamente modifica Amflora, autorizzata a marzo scorso, deve rimanere un caso isolato.
Da parte sua la Coldiretti ha parlato di “svolta storica” visto che la Commissione Europea ha preso atto della forte opposizione dei cittadini. La Coldiretti sottolinea che tecnicamente il provvedimento della Commissione si compone di tre documenti. Il primo è una comunicazione di carattere generale e di orientamento sul futuro degli Ogm in Europa incentrato sul tema della libertà per i Paesi membri di decidere sulla loro coltivazione. Il secondo è una raccomandazione, destinata a sostituire quella esistente in materia di coesistenza tra coltura tradizionali, biologiche e Ogm, che contiene regole maggiormente restrittive per garantire ai Paesi membri la possibilità di adottare misure atte ad evitare la presenza involontaria di Ogm. Il terzo è un regolamento di modifica della direttiva in vigore che sancisce la possibilità per i Paesi
membri di adottare misure volte a restringere o proibire la coltivazione di tutte o di una sola varietà di Ogm purché tali misure siano giustificate dalla valutazione di effetti negativi sulla salute e sull'ambiente o dalla necessità di impedire una presenza indesiderata di Ogm in altri prodotti.
La Coldiretti ha pure ricordato che sono ormai soltanto sei su ventisette i Paesi membri della Ue che permettono la produzione di Ogm dopo il recente divieto stabilito dalla Germania e che nel 2009 c’è stato un drastico crollo del 12% delle semine. Per il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, è quindi positivo che ci sia un vasto schieramento contrario agli Ogm nei campi e nel piatto. La linea della Coldiretti è chiara. Si deve prendere coscienza che la salvaguardia dell'integrità del patrimonio agroalimentare nazionale è un bene comune. Si deve quindi salvaguardare le produzioni tipiche e di qualità delle singole Regioni dalla contaminazione di eventuali coltivazioni transgeniche e tutelare la biodiversità naturale e agricola.

lunedì 5 luglio 2010

Kosovo: attentato alla nazione serba


Da http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=2980


Un gruppo di serbi protesta nella zona nord di Kosovska Mitrovica, in Kosovo, qualcuno passa e lancia una granata: un morto e 11 feriti. È successo ieri mattina intorno alle 10.00. Ufficialmente non è chiaro chi ci sia dietro il delitto, ma sembra evidente che si tratta dell’ennesima violenza di matrice albanese sulla minoranza serba.
Mitrovica è il luogo dove quasi quotidianamente si confrontano o scontrano gli albanesi e i serbi, che non rinunciano al Kosovo come parte integrante della Serbia: Belgrado ha fatto richiesta formale alla Corte dell’Aja, chiedendo di invalidare la proclamazione unilaterale di indipendenza da parte della “dirigenza” kosovara albanese. Mosca sostiene questa causa, da sempre. L’anno scorso il capo del Cremlino Dmitrij Medvedev è stato nella capitale serba, è intervenuto in parlamento e ha confermato la vicinanza della Russia alle istanze dei “fratelli slavi” d’Occidente.
La città dove è avvenuta la violenza è divisa in due dal fiume Ibar: a sud vivono gli albanesi, a nord i serbi. Proprio là dove come in un ghetto vive la minoranza serba, il governo di Priština, da quest’ultima non ritenuto legittimo, aveva deciso di aprire un proprio ufficio di rappresentanza: un migliaio di serbi sono scesi in strada ad esprimere dissenso nei confronti dell’ennesima prepotenza, qualcuno ha pensato bene di intimidire e disperdere la folla lanciandole una bomba.
Metodi di dissuasione deplorevoli, terroristici. Del resto come ci si può stupire? I kosovari albanesi traggono la loro ispirazione dallo stesso governo centrale, dal quale evidentemente si sentono legittimati ad agire così. Il premier Hashim Thaçi ha dei trascorsi poco lodevoli. Basta fare qualche ricerca in internet per accorgersi che il signor Thaçi non è proprio quella che si direbbe una persona per bene. Varie fonti, anche autorevoli, lo descrivono come un criminale: è stato a capo dell’Uçk, considerato uno dei gruppi terroristici più pericolosi al mondo. Secondo il Washington Times l’Uçk, con Thaçi al comando, si finanziava grazie al controllo del traffico di droga nell’Europa occidentale.
La fortuna di questo personaggio deriverebbe dalla necessità degli Stati Uniti di avere in loco un uomo di fiducia, determinato, per portare a termine lo smembramento della Serbia, considerato un avamposto della Russia, e per tenere sotto controllo quello che si sarebbe venuto a creare dopo: l’attuale repubblica del Kosovo.
Viene spontaneamente una considerazione. Viene in mente il bombardamento di Belgrado e quello di Novi Sad: cittadina di provincia con un’innocua cittadinanza, in buona parte di nazionalità ungherese, vittima della strategia bellica, intelligente, atlantica. Un ricordo a Slobodan Milošević, morto gravemente malato nella sua cella del carcere dell’Aja. Inutili sono stati gli appelli per un giusto trattamento medico: Milošević doveva morire. Essere cancellato, dimenticato, tolto di mezzo.
Dietro queste piccole grandi tragedie ci sono, con un ruolo di protagonisti, gli Stati Uniti, la stessa grande potenza democratica che ha determinato i successi di un ex criminale, ora rispettato statista, che si intrattiene allegramente con i colleghi d’Europa e d’oltre oceano.
Torniamo all’attentato. L’Eulex, la missione europea in loco, non sa niente, non ha visto da dove sia stata lanciata la bomba sui manifestanti. Chissà se si troverà mai un colpevole, da processare e punire. In questa come nelle precedenti occasioni, funzionari e comuni cittadini serbi del Kosovo accusano l’Eulex di non essere neutrale, anzi di essere schierata con la parte albanese.
Il presidente serbo Boris Tadić è stato prudente: Belgrado non reagirà a questo attentato, “una provocazione alla pace e alla Serbia”, in fila, disciplinata e paziente, davanti ai cancelli dell’Ue. Ha però chiesto alle istituzioni internazionali di far sentire con forza la loro voce, di condannare il delitto. Se si accontenta di qualche vaga dichiarazione di circostanza, avrà pure la sua piccola soddisfazione.

giovedì 1 luglio 2010

UN ALTRO 11/9 PER IL NUOVO ORDINE MONDIALE?




Da una false flag all'amero.

Richard Russell, che ha pubblicato le Dow Theory Letters per oltre 50 anni, ha rilasciato di recente una dichiarazione agghiacciante:
"Entro fine 2010 gli Stati Uniti saranno un paese irriconoscibile."

Ha anche consigliato ai suoi clienti di uscire completamente dal mercato azionario e sedersi in panchina con i contanti in mano. Quando gli è stato domandato quale sia la differenza tra l'oro rispetto ai contanti, Russell ha affermato: "L'oro sarà la nuova "valuta" di scambio."

E di oro vi sarà certamente bisogno per sopravvivere finanziariamente durante i giorni terribili che i poteri forti hanno predisposto dopo che un' operazione di false flag ci proietterà a capofitto nell'amero.

La sessione di chiusura.

Per arrivare ad una comprensione più completa della dichiarazione scioccante di Russell, dobbiamo prendere in considerazione un evento poco conosciuto che ha avuto luogo il 13 marzo 2008 in una sessione a porte chiuse del Congresso. In tutta la storia dello stato americano è successo solo quattro volte, che si tenesse una simile sessione. L'ordine del giorno di discutere "Nuove disposizioni di vigilanza", fu solo una sorta di depistaggio. L'effettivo ordine del giorno, secondo quanto riportato dai mezzi di informazione alternativi, concerneva i seguenti problemi:

1. L'imminente collasso dell'economia degli Stati Uniti entro settembre 2008.

2. L'imminente collasso delle finanze del governo federale entro febbraio 2009.

3. La possibilità di guerra civile a causa dei crolli economici.

4. Operazioni di retata preventive allo scopo di assicurare dissidenti e ribelli in campi di concentramento.

5. Il volo di funzionari governativi in "posti sicuri" (città sotterranee negli USA)

6. Formazione del superstato Unione Nord Americana (NAU) formato da Messico, Stati Uniti e Canada.

7. L'emissione della nuova moneta, amero, per sostituire il dollaro.


Anche se non c'è modo di dimostrare che questi siano stati i temi discussi nel corso della riunione, tutto ciò che dobbiamo fare è esaminare la cronologia degli eventi accaduti da allora. L' intento del governo appare evidente: mettere in allerta il proprio popolo riguardo ciò che sta arrivando, e assicurarsi una via di fuga quando giungeranno disordini e distruzione, lasciandoci tutti in balia degli eventi.

Cronologia degli eventi.

Il primo problema discusso è stato il collasso dell'economia USA nel settembre 2008, evento verificatosi esattamente come da programma. All'inizio di settembre 2008, il governo ha dovuto sostenere con 5.600 miliardi di dollari i mutui Fannie Mae e Freddie Mac, e ora non ci è rimasta alcuna economia.
La seconda questione è stata il crollo del sistema bancario americano entro il febbraio 2009. Che non è accaduto perché il governo e Wall Street hanno sostenuto tutte le banche "troppo grandi per fallire." Il fatto che la maggior parte delle 8.000 banche in questo paese siano insolventi è ormai un dato accertato. Il crollo ufficiale del sistema bancario giungerà entro breve.

Quando infine le banche giungeranno al collasso si scateneranno disordini e guerre civili; sarà introdotta la legge marziale, i rivoltosi saranno confinati nei campi di concentramento, i funzionari di governo ed i potenti si rifugeranno in ricoveri di emergenza sotterranei, mentre il resto di noi sarà intrappolato in superficie nel bel mezzo di questo spargimento di sangue.

Stanno pensando di prendere i vostri soldi.

Allora, qual è il futuro? Per tutti coloro i quali non abbiano letto i miei scritti o seguito il mio programma radiofonico, cercherò di evidenziare alcuni eventi. Per circa due anni ho parlato con un uomo dalla costa occidentale, appartenente all'ambiente della elite globale. Si tratta di un pilota di voli aziendali che ha accompagnato molti pezzi grossi ed ha avuto modo di ascoltare gli spifferi venuti fuori da alcune delle loro riunioni.

Circa un anno e mezzo fa mi ha detto che il governo aveva intenzione di dichiarare una "interruzione" dei servizi bancari entro il dicembre 2009. All'epoca stavano progettando di svalutare il dollaro del 50%. Da un punto di vista logistico, stavano progettando di introdurre questa svalutazione semplicemente aumentando i prezzi di vendita al dettaglio di merci, prodotti e servizi del 100%, a far capo dal giorno successivo alla "interruzione." In parole povere, qualsiasi cosa fosse costata un dollaro il giorno precedente l'interruzione, sarebbe costata due dollari il giorno successivo.

A febbraio 2010, visto che la svalutazione non si è poi verificata, ho chiamato l'"insider" e gli ho chiesto come mai non fosse accaduto. Mi ha spiegato che il loro piano non è mutato ma che "gli schiavi sono ancora addormentati", nel senso che la gente non ha ancora realizzato dove stia andando a parare l'operato del governo. Poi, il 25 febbraio 2010, ho sentito una intervista di Alex Jones con Lindsey Williams, ministro battista che agli inizi degli anni '70 partecipò ad una spedizione in Alaska per conto della elite allo scopo di valutare i giacimenti petroliferi del luogo.

Williams è stato in contatto con uno di questi oligarchi, che oggi è ottasettenne e con gravi problemi di salute. Una delle cose che costui ha confidato a Williams è che nel 2010 l'elite mondiale attraverso il nostro governo, ha in progetto di sequestrare tutti i conti bancari e di investimento e prelevarne il 50%.
E non dimenticate, è piuttosto semplice che il governo riesca ad impossessarsi dei vostri fondi in Borsa perché il denaro è in Depository Trust e Clearing Corporation (DTCC), montepremi che la Fed già possiede legalmente. A differenza della svalutazione del dollaro a cui si accennava pochi paragrafi sopra, è sufficiente prendere il 50% dei risparmi per raggiungere lo stesso scopo in maniera molto più semplice.

In arrivo un attacco di false flag.

Circa una settimana fa, 13 giugno 2010, ho chiamato l'uomo della costa occidentale e gli ho chiesto che cosa sapeva riguardo gli avvenimenti di là da venire. Mi ha detto che i poteri starebbero progettando un'altro attacco di false flag simile all'11 Settembre 2001, e che la data prevista sarebbe l'8 luglio 2010 o comunque un qualsiasi momento durante la corrente estate. Ha aggiunto che l'attacco risulterebbe di uguale portata - se non maggiore - rispetto a quello del 2001, e che potrebbero essere uccisi migliaia di americani. Ha poi concluso che l'evento sarebbe poi utilizzato come pretesto per chiudere definitivamente un gran numero di banche. Questo evento dovrebbe porre le basi per il crollo del dollaro ed il passaggio all' amero, nel novembre di quest'anno.

Dal dollaro, all'amero all' Unione del Nord America

Gli ho posto numerose domande in merito alla transazione dal dollaro all'amero. Mi ha detto che il governo avrebbe bisogno di scambiare denaro corrente per ameri. Ho ribattuto che una cosa del genere non è praticabile in quanto in questo periodo circola poco denaro nelle mani di molta gente, e le banche non sono in possesso di molta cassa. Ha risposto che il punto in effetti è proprio questo. Vorrebbero effettuare il passaggio di valuta nel modo più drastico possibile. Il loro intento è quello di decimare il popolo, non aiutarli finanziariamente. Se il governo avesse voluto agire con democraticità sarebbe bastato sostituire al dollaro lo amero nei conti bancari e gli investimenti, e sarebbe stato un processo regolare.

Non è così. Questi individui del New World Order (io li chiamo i demoni) vogliono eliminare l'85% di noi "mangiatori inutili", e solo dopo il collasso della valuta effettuare la transazione alla nuova moneta. L'uomo ha poi aggiunto che il tasso di cambio amero - dollaro sarebbe iniziato da un rapporto uno a uno in un primo momento, ma che non sarebbe durato a lungo. Poi sarebbe andato a 2-1, 5-1, 10-1, e così via. Così più si attenderà ad effettuare la conversione, meno si otterrà.

Ovviamente, non appena si scatenerà il panico, si avranno massicce ripercussioni sulle banche e su Wall Street, con persone in preda alla disperazione che tenteranno di liquidare i propri investimenti. E, naturalmente, la forte reazione del governo sarà quella di chiudere le valvole degli istituiti di creditola legge marziale. e finanziari con la scusa di non potere fornire tutta la liquidità che il pubblico richiederà. Tutto ciò comporterà una forte reazione da parte della cittadinanza, che probabilmente sfocerà in una rivolta, succeduta da un intervento del governo che istituirà la legge marziale.

Non ho la possibilità di provare le informazioni comunicatemi da costui negli ultimi due anni. Tuttavia, egli non è il solo a parlare in questi termini. Molte altre persone vanno paventando sostanzialmente le stesse possibilità: Gerald Celente, Peter Schiff, Richard Russell, solo per citarne alcuni. Non si tratta di pigre scempiaggini da ciarlatani.

Altri due elementi sono rilevanti nella formula del caos imminente: la catastrofe del Golfo e le visite del presidente messicano e del primo ministro canadese presso Obama, avvenute nel mese scorso.

Procedure di evacuazione veloce pronte ad operare.

Come ho già detto, secondo un articolo di Shepard Ambellas intitolato "Mezzi USA Northcom in guardia per un potenziale attacco agli Stati Uniti", nel mese di maggio 2010, la USA Northcom ha eseguito una esercitazione di evacuazione veloce (ORI) nell'area del Golfo con tre unità di US Air Force.

Secondo l'articolo, il colonnello Dan Dagher dell'unità del Texas ha affermato che "la sopravvivenza stessa di migliaia di americani si basa sulla nostra ormai collaudata capacità di agire prontamente nell'eseguire evcuazioni di massa dopo eventuali attacchi chimici. Migliaia di furgoni dell'ONU sono attualmente in attesa presso una base aeronautica in Florida, pronte alla mobilitazione non appena sarà il momento."

Non permettere mai che una crisi vada sprecata.

Non è una coincidenza che la Northcom abbia effettuato la ORI proprio nell'area del Golfo, dove il pozzo petrolifero della BP è ormai fuori controllo. Scienziati veri e insider BP hanno rivelato che la situazione non può essere risolta. La pressione esercitata dal getto va dalle 20.000 alle 70.000 libbre per pollice quadrato, secondo Lindsey Williams che ha parlato con due addetti BP. Il vero pericolo non è il petrolio esplulso dal pozzo ma l'enorme volume di gas letali biotici. E' solo una questione di tempo prima che questi gas esplodano, con il serio pericolo di vita per migliaia o milioni di persone lungo la costa.

Attualmente vi è un enorme blocco mediatico sulle informazioni provenienti dal Golfo; tutta questa storia si presterebbe comodamente alla creazione di un evento di false flag. Come disse una volta Rahm Emmanuel, "Mai lasciare che una buona crisi vada sprecata." Non mi è difficile immaginare un bel pò di aerei che sorvolano alcune grandi città lungo la costa del Golfo, spargendo antrace o qualche altro prodotto chimico letale, la stessa Air Force che dovrebbe svolgere evacuazioni di massa ed evitare stragi di massa. Non è grande vivere in America?

Prepara la tua uscita.

Gli Stati Uniti si trovano nel bel mezzo di una gravissima depressione, con una massiccia disoccupazione, pignoramenti, fallimenti, 40 milioni di buoni pasto, e questa sembra essere solo la punta dell'iceberg. A mio parere presto giungerà il crollo totale del dollaro, e poi negli Stati Uniti privi di una moneta sarà inaugurata la società senza contanti, con il marchio della bestia. Suona apocalittico. Spero di sbagliarmi.

Ma c'è ancora speranza per gli individui se finché sarà ancora possibile agiranno per fare qualcosa al riguardo. In uno dei miei ultimi articoli ho parlato di uscire dalla trappola finanziaria. Ecco alcuni suggerimenti su cosa fare per riuscire in tale intento.

Rifornirsi con almeno sei mesi o un anno di cibo per voi e la vostra famiglia. Ritirare tutti i vostri soldi elettronici dalle banche e liquidare gli investimenti nei mercati. Basta ottenere tutto il più presto possibile, anche a costo di pagare qualche penale. Per preservare la vostra ricchezza comprate monete d'oro ed argento. Tenete a mente il vecchio adagio: se non lo hai materialmente in mano, non è del tutto tuo.

Da Voci dalla Strada
http://dadietroilsipario.blogspot.com/2010/07/un-altro-119-per-il-nuovo-ordine.html#more

giovedì 24 giugno 2010

Stati Uniti: esonerato McChrystal, comando passa a generale inglese in attesa di Petraus


Da http://italian.irib.ir/notizie/politica/item/82585-stati-uniti-esonerato-mcchrystal-comando-passa-a-generale-inglese-in-attesa-di-petraus



WASHINGTON - Alla fine quella intervista con Rolling Stone è costata l’incarico al generale McChrystal. Dopo la convocazione alla Casabianca Obama ha deciso di esonerare dall’incarico il generale scegliendo come suo sostituto il generale David Petraus, già comandante delle forze in Iraq. In attesa che Petraus possa prendere a tutti gli effetti il posto di McChrystal il comando ad interim delle forze Nato in Afghanistan è nelle mani dell’inglese Nick Parker. La vicenda dell’intervista di McChrystal con il magazine Rolling Stone, secondo gli analisti è solo la punta dell’iceberg delle divergenze tra politici e militari negli Stati Uniti.

mercoledì 23 giugno 2010

Fonti turche: fallito un piano per l'assassinio di Erdoğan



Da http://www.infopal.it/leggi.php?id=15111

Amman - Pal-Info. Un rapporto giordano ha rivelato che gli apparati della sicurezza turca (Mit) hanno sventato un tentativo di assassinare il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan. I fili dell'operazione condurrebbero ai servizi di sicurezza israeliani del Mossad.

Il rapporto, pubblicato sull'ultimo numero della rivista settimanale "al-Majd", fa riferimento a "fonti attendibili" di Ankara, le quali sostengono che, in base alle indagini svolte, l'esecuzione dell'operazione sarebbe toccata ad alcune cellule di provenienza turca e curda.

La leadership turca finora non ha commentato tali rivelazioni, che giungono in contemporanea con l'annuncio dell'imminente visita del vice primo ministro israeliano Ayub Kara (Likud) ad Ankara, dove incontrerà gli oppositori di Erdoğan.

Secondo le fonti citate da "al-Majd", la recente nomina di Hakan Fidan a capo dell'intelligence turca è stata decisa proprio per rafforzare e concretizzare il ruolo dei servizi segreti nella protezione della sicurezza nazionale e delle alte cariche dello Stato responsabili delle politiche turche, ovvero il presidente Abdullah Gül, il ministro degli Esteri Ahmet Davutoğlu e lo stesso Erdoğan.

La scelta di Fidan - spiegano le fonti - è stata fatta dopo che ai tre leader "sono state confermate le informazioni che rivelavano come il Mossad stesse progettando degli assassinii utilizzando il Partito dei lavoratori curdo (Pkk), o cellule turche ad esso collegate, per attentare alla vita delle più importanti personalità nazionali. L'obiettivo era quello di creare scompiglio nel Paese e di dissuadere Erdoğan dalla sua politica di avvicinamento nei confronti degli arabi e dei palestinesi.

L'arrivo di Fidan ha così creato grandi angosce presso la leadership israeliana, che lo ha anche dichiarato espressamente. Il motivo delle preoccupazioni sioniste sta nel precedente ruolo ricoperto dal neoeletto capo del Mit (ex consigliere di Erdoğan), ottenuto anche grazie alla sua appartenenza all'Akp, il partito di maggioranza.

Fidan è stato inoltre preferito al suo predecessore, Emre Taner, del quale erano stati svelati i solidi rapporti con Israele: da quest'ultimo era stato infatti elogiato più volte, e il suo nome veniva fatto spesso dalla stampa israeliana negli ultimi tempi.

A questo proposito, il Mit sta anche cercando eventuali relazioni tra lo sventato attentato e il recente assalto alla Mavi Marmara, lanciato da Israele il mese scorso nelle acque del Mar Mediterraneo.

Il coinvolgimento dello Stato israeliano in questo nuovo crimine, tra le altre cose, suggerisce che la rivendicazione del gesto da parte del Pkk "non significa necessariamente che esso sia l'esecutore reale; forse, il suo nome viene usato per coprire il vero responsabile dell'operazione, e cioè lo Stato sionista".

Il blocco di Gaza e Caprettonia La Grande




Da http://informazionescorretta.blogspot.com/2010/06/il-blocco-di-gaza-e-caprettonia-la.html
http://www.altrainformazione.it/wp/2010/06/23/il-blocco-di-gaza-e-caprettonia-la-grande/
Giocattoli, cancelleria, utensili da cucina, materassi, asciugamani, maionese, ketchup, lacci da scarpe, bottoni, aghi, spille da balia, e filo per cucire.

Articoli, questi, che da oggi possono di nuovo entrare a Gaza.

Questa non è una buona notizia.

Perchè il blocco resta, e continua ad esserci ed ad essere dipendente dalla mano israeliana sul bottone rosso o verde.

E' una cattiva notizia perchè ci sono voluti:

l'assalto a navi indipendenti in acque internazionali in aperto spregio delle convenzioni internazionali
il dirottamento delle suddette navi in terriorio israeliano
il saccheggio del loro carico navale ad opera dell'esercito israeliano
la perdita di 13 vite umane

e tutto questo non è servito all'emanazione di una risoluzione del consiglio di sicurezza dell'ONU che stabilisca sanzioni economiche punitive contro lo stato colpevole di questa aggressione.

Nè è servito all'espulsione di quello stato dal consesso internazionale.

Niente di tutto questo.

E' servito solo ad far arrivare un po' di cotone e matite e quaderni a Gaza.

E la cosa ancora più grave è che prima tutti quegli articoli non potevano entrare. Così come non entravano, secondo un documento rivelato da BBC: cioccolato, marmellata, succhi di frutta e legname, scarpe, spazzole. Che, come è noto, esplodono.

Il blocco, o meglio, la punizione collettiva imposta ai palestinesi di Gaza (che costituisce per sua stessa natura crimine di guerra), è fatto anche di questo: beni di prima necessità semplicemente scomparsi. Come la marmellata, che, come è noto, esplode.

Le merci potranno entrare solo via terra: il blocco navale persiste.

Blocco che sarà di nuovo forzato, o almeno, tentato di forzare, da un gruppo di donne cristiane e musulmane, oltre ad una trentina di pacifisti europei e circa 20 giornalisti. Il porto di partenza sarà probabilmente libanese. Il ministro della guerra israeliano Ehud Barak ha dichiarato che il Libano sarà considerato responsabile di qualsiasi partenza dai suoi porti di navi destinate a Gaza.

Che strano: lo stesso trattamento non è stato riservato a Cipro, da cui sono partite le navi della Freedom Flotilla. Ma tant'e': a Cipro non scorrono i fiumi che interessano ad Israele e a Cipro non viveva alcuna delle 12 tribu' di Israele 4000 e passa anni fa.

In Libano invece si, e com'e' noto, esplode.

Ehi, 4000 anni fa il mio trisavolo viveva sui verdi prati di Baviera.
Quasi quasi mi invento la cattura di un mio parente sul confine da parte dei bavaresi e mi diverto ad assaltare la Baviera a colpi di carri armati.

Avanti, per Caprettonia La Grande!

Tornando al delirio israeliano, il viceministro degli esteri Ayalon ha dichiarato che i prossimi che tenteranno di forzare il blocco potranno essere messi in prigione anzichè espulsi.

Potenza del diritto divino israeliano, che si comporta come se tutto il mondo fosse già sotto il suo tallone.

Già.

Avanti, per il nostro popolo ed il nostro Dio, saremo la guida delle nazioni, per Caprettonia La Grande!

Che, com'è noto, esplode.

Saluti felici

Felice Capretta

ps: completa l'allegro scenario l'annuncio che Teheran invierà un carico di aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza. La nave, chiamata “Bambini di Gaza”, salperà domenica 27 giugno dal porto di Bandar Abbas e raggiungerà le coste plaestinesi in due settimane, ragionevolmente domenica 11 luglio. Noi saremo probabilmente in ferie quel giorno in una imprecisata località del mediterraneo (molto lontana dalle coste di Gaza)...che, com'e' noto, è un posto dove c'e' un mare straordinario, un ottimo clima, si mangia bene e soprattutto non esplode :-)

martedì 22 giugno 2010

I Rothschild non controllano tutto il mondo attraverso la Banca Centrale(almeno per ora)


La Famiglia Rothschild non controlla tutto il Mondo attraverso la Banca Centrale.
Prima del 9/11 l'Afghanistan era una tra le sole 7 nazioni al mondo che i Rothschild non controllavano attraverso la Banca Centrale. Nel 2003 l'Iraq era una delle sei nazioni al mondo che non avevano una banca centrale controllata dai Rothschild. Ora ci sono solo 5 le Nazioni nel Mondo senza una Banca Centrale controllata dai Rothschild : Iran, Corea del Nord, Sudan, Cuba e la Libia.

La Banca Cinese emette denaro di proprietà del portatore ma prevede che si verifichi la grande truffa della riserva frazionaria (o obbligatoria).
Il Venezuela ha liquidato il FMI e la Banca Mondiale e ha appena fondato il BancoBicentenario di proprietà dei cittadini Venezuelani.
Ci sono stati molti altri precedenti come l'isola di Guernsey (http://informatieliberi.blogspot.com/2008/06/una-felice-realtisola-di-guernsey.html), la Germania nazista ( che in pochi anni divenne la superpotenza grazie all'eliminazione del signoraggio [tengo a precisare che non voto e non sono un "ista"] http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5965 ), le 500 lire italiane ( che riportavano la dicitura "Repubblica Italiana", volute da Aldo Moro, prima di essere assasinato, le quali smisero di essere stampate perchè il giorno della strage di Piazza Fontana esplosero 3 bombe nelle 3 sole banche che che avevano i macchinari per poter stampare tali banconote http://www.meetup.com/gruppo280/messages/boards/thread/7751310/0#30777401), le banconote volute da J. Kennedy e A.Lincoln, e tanti altri casi..
Ne avrei da scrivere al riguardo.

Fonte: http://renzominari.blogspot.com/2010/06/la-famiglia-rothschild-non-controlla.html

I Rothschild non controllano tutto il mondo attraverso la Banca Centrale(almeno per ora)

La Famiglia Rothschild non controlla tutto il Mondo attraverso la Banca Centrale.
Prima del 9/11 l'Afghanistan era una tra le sole 7 nazioni al mondo che i Rothschild non controllavano attraverso la Banca Centrale. Nel 2003 l'Iraq era una delle sei nazioni al mondo che non avevano una banca centrale controllata dai Rothschild. Ora ci sono solo 5 le Nazioni nel Mondo senza una Banca Centrale controllata dai Rothschild : Iran, Corea del Nord, Sudan, Cuba e la Libia.

La Banca Cinese emette denaro di proprietà del portatore ma prevede che si verifichi la grande truffa della riserva frazionaria (o obbligatoria).
Il Venezuela ha liquidato il FMI e la Banca Mondiale e ha appena fondato il BancoBicentenario di proprietà dei cittadini Venezuelani.
Ci sono stati molti altri precedenti come l'isola di Guernsey (http://informatieliberi.blogspot.com/2008/06/una-felice-realtisola-di-guernsey.html), la Germania nazista ( che in pochi anni divenne la superpotenza grazie all'eliminazione del signoraggio [tengo a precisare che non voto e non sono un "ista"] http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5965 ), le 500 lire italiane ( che riportavano la dicitura "Repubblica Italiana", volute da Aldo Moro, prima di essere assasinato, le quali smisero di essere stampate perchè il giorno della strage di Piazza Fontana esplosero 3 bombe nelle 3 sole banche che che avevano i macchinari per poter stampare tali banconote http://www.meetup.com/gruppo280/messages/boards/thread/7751310/0#30777401), le banconote volute da J. Kennedy e A.Lincoln, e tanti altri casi..
Ne avrei da scrivere al riguardo.

Fonte: http://renzominari.blogspot.com/2010/06/la-famiglia-rothschild-non-controlla.html
http://www.informarmy.com/2010/06/la-famiglia-rothschild-non-controlla.html

venerdì 18 giugno 2010

La Rai, il Cav. e la P2


Da http://www.informarmy.com/2010/06/la-rai-il-cav-e-la-p2.html

Se il ministro Calderoli sulla tv pubblica la pensa come Licio Gelli

La P2 di Licio Gelli e del Maestro Silvio Berlusconi (tessera 1816) ha un nuovo aderente, almeno ai principi, il ministro Roberto Calderoli, che in un'intervista alla Stampa ha dichiarato: "Se la Rai deve fare il servizio pubblico lo può fare con un canale, gli altri due andrebbero privatizzati". Le stesse parole pronunciate dal Venerabile in un'intervista in cui ricorda gli obiettivi della P2: "Due dei tre canali della Rai dovevano passare ai privati, che avrebbero garantito più offerta". Strana coincidenza, come quella raccontata da Travaglio sul Fatto Quotidiano a proposito della legge Bavaglio e del divieto di pubblicare i nomi dei magistrati. Il 6 marzo 2000 Berlusconi, ospite di Telelombardia, dichiara: "Essere stato piduista non è un titolo di demerito, lo dice la magistratura. Nella P2 c'erano numerosi esponenti della vita pubblica, nessuno è stato condannato." (Tra gli iscritti alla loggia anche l'attuale presidente dei parlamentari del Pdl, Fabrizio Cicchitto).

L'iniziazione del premier avviene nel 1977, nella sede di via Condotti, presenti: il giornalista Roberto Gervaso, il medico Fabrizio Trecca, capo della sezione mass media. Finita la cerimonia a mister B. vengono consegnati: i guanti, il grembiule e erroneamente la tessera di Apprendista. Gelli: "Berlusconi ce la mandò indietro e noi gliela cambiammo con quella di Maestro, allegando una lettera di scuse". Chi ha fatto parte della P2 ha tradito la storia dell'Italia ed ha infangato i principi che l'hanno ispirata. Per ben quattro volte il Cavaliere ha giurato fedeltà alla Costituzione.

Nel momento del giuramento avrà incrociato l'indice e il medio della mano sinistra, come si faceva da ragazzi per non far risultare il falso un peccato. La stessa cosa l'avrà fatta il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, durante la lettura, molto incerta, dell'editoriale in occasione della presentazione della nuova scenografia. Sentirlo parlare di "orgoglio nazionale", lui che sta seduto nella poltrona che fu di Vittorio Veltroni, Enzo Biagi, Willy De Luca, Emilio Rossi, Albino Longhi, Gad Lerner, solo per volere del padrone di Mediaset e null'altro, è imbarazzante.

Da quando è direttore il Tg1 non è mai stato protagonista per un'inchiesta fatta, ma per gli ascolti persi e le notizie non date. Non si dovrebbero dimenticare le parole di Tina Anselmi che fu presidente della Commissione parlamentare sulla P2: "Quando un paese non vive nella trasparenza delle istituzioni è un paese che rischia la condanna di non essere democratico".

Da il Fatto Quotidiano del 15 giugno



Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2499460&yy=2010&mm=06&dd=15&title=la_rai_il_cav_e

mercoledì 16 giugno 2010

Israele e il Mossad contro la Turchia




Da http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=15901:pulsa-denura-contro-erdogan&catid=83:free&Itemid=100021



Pulsa Denura contro Erdogan







Maurizio Blondet
15 Giugno 2010
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Israele ha già mobilitato i suoi assassini professionali per un «cambio di regime» ad Ankara. Esiterei a fare questa affermazione se non la trovassi, nero su bianco, non su un’agenzia di fanatici islamici, bensì sul Giornale berlusconiano. Ecco le frasi dove si plaude, e si dà per scontato, il coinvolgimento del Mossad in sanguinisi atti eversivi all’interno della Turchia:

«... la Turchia rischia di ritrovarsi al centro di un conflitto politico e militare devastante senza aver avuto il tempo di mettere a segno la mossa principale della propria strategia, ovvero il controllo di Hamas (sic). E anche sul fronte interno lo scontro con il Mossad - sempre vicinissimo ai guerriglieri curdi - rischia di rivelarsi devastante. Molti in Turchia hanno già notato come l’assalto alla flotta pacifista sia stato accompagnato dall’inattesa esplosione di un bomba curda costata la vita a sette militari di una base di Iskenderun. Quell’attentato sospetto potrebbe, secondo alcune voci, portare allo sfratto degli uomini del Mossad da un’importante base segreta al confine con l’Iran considerata strategica per monitorare le mosse del nemico». (Gli 007 turchi dietro la provocazione dei «pacifisti»)

Il Mossad dunque, per deliziata ammissione del Giornale, manovra i terroristi curdi. L’attentato del PKK cui si fa riferimento è avvenuto nella notte del 31 maggio a Iskenderun (Alessandretta), dove ha stanza la Marina Militare turca: ignoti hanno lanciato sette razzi che hanno ucciso sette militari, appena due ore prima che i commandos israeliani arrembassero la Mavi Marmara in acque internazionali facendo strage dei passaggeri.

La successione degli eventi porta a credere che il primo attentato «curdo» sia stato messo a segno per ostacolare o impedire un possibile intervento della Marina turca a difesa della sua nave mercantile assaltata.
Gian Micalessin


Naturalmente, questo collegamento verrà bollato dalla Frankenstein come «complottismo antisemita»: il fatto è che lo dice il Giornale dove delira la Frankenstein, e l’articolo è firmato quel tal Micalessin – uno che quando lo conobbi era neofascista, ed ha trovato la sua strada, facendo il fascista per un’altra patria. Una volta, tali neofascisti vedevano il conflitto in Medio Oriente come la lotta del «sangue contro oro»: adesso sappiamo che Micalessin sta dalla parte dell’oro.

Infatti, il Micalessin praticamente ha copiato un comunicato-stampa (evidentemente diffuso anche al Foglio e a Libero) degli uffici di sovversione isareliani. Vi si legge infatti il rabbioso sospetto con cui l’intelligence sionista ha accolto la nomina di Hakan Fidan a capo del servizi segreti turchi MIT (Milli Istihbarat Teskilati).

Chi è mai costui?, si domanderanno i lettori del Gironale, visto che di Hakan Fidan il loro foglio non ha mai parlato. Micalessin, leggendo dal dossier del Mossad, li informa che Fidan è «il 42 enne fedelissimo di Erdogan», e che è «oggi l’uomo più controllato dal Mossad» da quando «un anno fa, ha assunto la carica di vicedirettore dell’ufficio del premier. Da allora Fidan è stato l’indiscusso protagonista delle aperture all’Iran culminate nella mediazione condotta con il Brasile per evitare a Teheran nuove sanzioni e consentirgli di arricchire il suo uranio sul territorio turco».

Ecco la colpa di Fidan: aver tentato, col governo brasiliano, di risolvere la questione del nucleare iraniano, che ovviamente Israele non vuol risolvere perchè vuole aggredire l’Iran.
Hakan Fidan


Ma le rivelazioni del Micalessin non finiscono qui. Sempre fedele al testo datogli dal Mossad, ci spiega che «la nomina di Fidan ha innanzitutto una valenza interna. Affidandogli la macchina di un intelligence nazionale che in Turchia concentra le funzioni di Difesa interna ed esterna Erdogan strappa alla nomenclatura laica un assetto strategico per il controllo del Paese e toglie ai generali meno fedeli un canale di collegamento diretto con Israele e con i servizi segreti della NATO».

Si può essere più chiari? Quando si parla di «nomenklatura laica»e di generali turchi «in diretto collegamento con Israele», manca solo la parola che li definisce in Turchia: dunmeh, i cripto-giudei che dalla «rivoluzione di Ataturk» in poi, hanno compiuto quattro colpi di Stato, applauditissimi dai media europei e americani in quanto «garantivano la laicità della nazione» – un plauso che purtroppo è mancato quando il colpo di Stato l’ha fatto in Cile il generale Pinochet. Ma Pinochet, contrariamente a Mustafà Kemal detto «Padre dei Turchi», non pregava intonando lo «Shemà Ysrael».

Da mesi il governo Erdogan sta smantellando questa storica quinta colonna «laica» nell’esercito, dimostrando che stava tramando il quinto golpe attraverso l’organizzazione segreta Ergenekon, la Gladio turca, che era collegata alla NATO come Gladio in Italia. Ad ogni arresto di gallonati dunmeh, la rabbia del regime sionista dev’essere salita agli occhi. Adesso, con la nomina di Fidan, Erdogan ha accecato gli israeliani del loro apparato di spionaggio infiltrato in Turchia.

E’ la rabbia totale, e infatti Micalessin ci dice che Fidan «è l’uomo più controllato dal Mossad»: ossia che sono già stati sguinzagliati i kidonim, gli assassini di Stato, per eliminarlo.

Da ventriloquo del regime sionista, Micalessin ci dice che Erdogan, nominando Fidan, ha commesso «un azzardo forse sottovalutato». I motivi esposti nel pezzo sono pura propaganda e disinformazione sionista. Secondo il mossadiano italiota, Fidan, «rilanciando la politica di aiuti a Gaza e la protesta contro l’embargo il capo dell’intelligence, puntava – d’intesa con Erdogan e il ministro degli Esteri Ahmed Davutoglu – a restituire alla Turchia l’antico ruolo di potenza regionale e strappare Hamas dall’abbraccio con Teheran».

L’abbraccio di Teheran ad Hamas è una menzogna di cui non c’è alcuna prova, inverosimile fattualmente – se Israele non lascia entrare a Gaza nemmeno i quaderni di scuola come potrebbero entrare emissari di Teheran e i loro fantomatici «armamenti ad Hamas», non si spiega – e tuttavia sinistramente ripetuta ai livelli ufficiali: il nostro ministro degli Esteri Frattini (o per meglio dire, il loro) ha dichiarato senza vergogna che «Gaza è l’avamposto dell’Iran». Il che non è solo servilismo spudorato, visto che a Gaza un milione e mezzo di persone messe alla fame dai giudei sono accampate sulle macerie dei bombardamenti giudaici; mancano di tutto, sono private di contatti col mondo e di soccorsi, e proprio la mancata resistenza all’operazione genocida Piombo Fuso ha dimostrato che Hamas non ha un armamento di qualche significato.

C’è qualcosa di peggio nella frase di Frattinistein: quando si comincia a dire a livello governativo che Gaza è l’avamposto dell’Iran, si auspica e si giustifica preventivamente il prossimo genocidio ebraico contro i palestinesi prigionieri del lager.

Ma riprendiamo il discorso del Micalessin: dunque, il governo turco non ha cercato di rompere l’assedio della fame a Gaza per motivi umanitari e a difesa dei diritti umani sanciti dall’ONU, bensì per «regalare ad Erdogan l’indiscusso ruolo di Gran Vizir regionale» e soprattutto «strappare Hamas dall’abbraccio con Teheran»: qui la disinformazione rivela il suo scopo, in fondo ingenuo nella sua rozzezza: il tentativo di rappresentare una specie di rivalità tra Teheran e Ankara, che sarebbero sì «alleati», ma in concorrenza reale per il controllo dei «terroristi nel Mediterraneo» (e Micalessin non parla degli israeliani). Ma, dice il Micalessin neofascista per conto terzi, «il regime di Teheran, spregiudicato e spietato come nessun altro quando è in ballo il controllo del Medio Oriente, risponde alle mosse turche con un’iniziativa che rischia di trascinare la regione sull’orlo di una nuova guerra. Una guerra in cui l’Iran sarebbe – grazie agli alleati libanesi di Hezbollah – la vera potenza egemone».

La mossa spietata dell’Iran sarebbe l’annuncio di Ahmadinejad di voler partecipare alla prossima flottiglia della pace per rompere l’assedio a Gaza, magari con navi da guerra iraniane: asserzione di nessuna consistenza, visto che è difficile anche solo immaginare che Teheran possa inviare un gommone militare nel Mediteraneo, dove regna la Sesta Flotta USA e fa la guardia il picolo ma armatissimo padrone degli americani. Non c’è, e non ci sarà mai, una flotta militare iraniana nel Mediterraneo; tanto meno in competizione con Ankara, che controlla l’entrata, ossia il Bosforo. Questo è puro delirio, stile Nirenstein e Ferrara (o Frattini).

Ma è un delirio molto lucido, dietro al quale c’è una minaccia diretta ad Erdogan: la frase di Ahmadinejad è «un’iniziativa che rischia di trascinare la regione sull’orlo di una nuova guerra. Una guerra in cui l’Iran sarebbe – grazie agli alleati libanesi di Hezbollah – la vera potenza egemone. Una guerra in cui il governo di Erdogan dovrebbe invece far i conti con l’aperta avversione di molti generali ancora fedeli alla NATO e a una visione laica dello Stato».

Insomma, Micalessin recapita il messaggio di Netanyahu come un buon postino: Attento Erdogan, Israele è pronta alla guerra contro di te. E non è solo armata con 2-300 testate nucleari, non solo è protetta da Washington, ma ha anche il controllo dei tuoi generali, quei generali turchi che rifiuteranno l’obbedienza al governo, e che ti sostituiranno con il loro quinto colpo di Stato.




Israelis demonstrate in support of Israel waves flags and hold a picture of Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan as Hitler in front of the Turkish embassy in Tel Aviv, Israel, Thursday, June 3, 2010


Ovvia minaccia per il Quarto Reich giudaico che – come il Terzo – è convinto che la sola diplomazia efficace consista nell’aggressione bellica. Ma è un’ingenuità sanguinaria ed un errore, che in politica è peggio del delitto. Perchè tutto il passato di Erdogan (che fu incarcerato dai laici militari turchi) testimonia la sua abilità e accortezza politica: certamente non si farà trascinare in una guerra, ed ha dalla sua un’arma che Israele non sa usare e che ha schifato per troppo tempo.

L’arma di Erdogan è, anzitutto, il diritto, l’adesione ai trattati che Israele ha patentemente violato. In base al tratatto fondativo della NATO, articolo 5, i membri dell’alleanza sono obbligati a considerare l’attacco armato ad uno come diretto a tutti loro. Ankara, dopo l’aggressione giudaica al mercantile turco, poteva apertamente esigere l’applicazione dell’articolo 5, mettendo in grande imbarazzo Washington, le capitali europee e i ministri israeliani lì insediati, a cominciare da Frattini.

Anders Fogh Rasmussen

Erdogan non l’ha fatto. Non apertamente, almeno. Ma è vero che alla NATO è stata indetta una lunga e probabilmente penosa seduta a porte chiuse, al termine della quale il segretario generale Anders Fogh Rasmussen è uscito leggendo un brevissimo e secchissimo comunicato, distillato nella riunione: «Esigo la liberazione immediata dei civili e delle navi trattenuti da Israele», insomma dei 700 pacifisti che i giudei stavano torturando e rapinando con gran gusto.

Tempo 24 ore, Israele ha dovuto liberare i detenuti di 60 nazioni: obbedendo alle pressioni riservate ma allarmatissime di Washington, anche perchè Erdogan aveva fatto sapere ad Obama che sulla prossima flottiglia della pace si sarebbe imbarcato lui di persona, naturalmente con la scorta della marina da guerra nazionale.

A questo punto, gli USA hanno dovuto far ciò che non vogliono (premere sui giudei che controllano il Congresso) per salvare la NATO. Erdogan è riuscito a giocare l’Alleanza Atlantica e le sue regole scritte contro gli interessi USA-Israeliani, è la prima volta in mezzo secolo. Non è certo un caso se Obama e il suo governo col piede nella fossa abbiano ritrovato il coraggio di dire ad alta voce che Israele deve togliere l’assedio della fame a Gaza. Erdogan ha fatto toccare con mano all’Amministrazione quel che sostenevano Walt e Mearsheimer: che la posizione di totale appoggio ad Israele contrasta con gli interessi strategici profondi degli Stati Uniti, e li danneggia.

Frattanto il tribunale di Istanbul-Bakirkoi hanno aperto un’inchiesta sul massacro della Mavi Marmara, ordinando le autopsie delle vittime; e la violazione del diritto da parte israeliana è così evidente, che la giustizia turca non farà fatica ad elevare l’accusa di pluri-omicidio, pirateria, sequestro arbitrario di navi in acque internazionali contro Netanyahu, il suo ministro della Guerra Ehud Barak e il capo dei militari Gabi Askenazi. Una volta comprovate le accuse – non è certo difficile – i tre compari sionisti dovranno evitare di sbarcare in Turchia o in altro Paesi che ne accetteranno le risultanze giudiziarie, e per di più – con la sentenza di un tribunale nazionale – i tre compari sono stati messi sullo scivolo che può farli finire incriminati da un tribunale internazionale.

Non avverrà, perchè USA, Gran Bretagna e i vari governi Frattini si opporranno: ma saranno loro a dover fare i salti mortali per negare l’evidenza della violazione del diritto da parte di Israele, con ciò dimostrando la loro bassezza morale: davanti al vasto mondo «non-occidentale», che guarda con giustificata irritazione alla politica dei due pesi-due misure per cui l’Occidente fa le prediche morali, e obbliga a sanzionare l’Iran, mentre assolve Israele per delitti peggiori e ben reali.

Ora, questo vasto mondo non-occidentale è un’entità che sta assumendo dimensioni alquanto preoccupanti per Usraele. Non c’è solo la Turchia, Paese musulmano ma avanzato, col secondo esercito della NATO (dopo gli USA), un’economia prospera e un prestigio internazionale che cresce di ora in ora, e mette nell’ombra i satelliti islamici di Usraele (a cominciare dall’Egitto e dall’Arabia Saudita).

Alla Conferenza di Ankara partecipano Cina, India, Iran, Giordania, Kazakhstan, Kyrgizistan, Mongolia, Uzbekistan, Pakistan, i palestinesi, la Tailandia, la Russia, la Corea, il Tagikistan: di fatto è una nuova configurazione dei «non allineati». Per di più, al vertice è comparso Vladimir Putin, che non era atteso, ed ha avuto colloqui a parte con il siriano Assad e con Ahmadinejad: probabilmente anche lui cerca una sponda contro la sezione filo-giudaica rappresentata dal presidente Medvedev, proprio mentre Mosca, come membro permanente del Consiglio di Sicurezza ONU, ha votato a favore di nuove sanzioni all’Iran. (Putin joins Erdoğan, voices condemnation of Israeli ship raid)




Russian Prime Minister Vladimir Putin, left. shakes hands with Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan, right, after a press conference in Istanbul, Turkey, Tuesday, June 8, 2010


Gli israeliani invece erano attesi e non si sono visti: timore di essere arrestati.

Insomma, come cominciano a notare alcuni analisti americani, la Turchia di Erdogan sta diventando il punto di riferimento per una quantità di Paesi ben oltre il Medio Oriente, verso il Caucaso, l’Asia centrale e la Russia: ma anche in America Latina dove non più solo il Venezuela, ma il gigantesco Brasile ha tratto le conclusioni dall’arrogante silenzio americano ed europeo con cui è stata accolta l’iniziativa diplomatica di Brasilia ed Ankara verso l’Iran, un successo che la volontà israeliana ha voluto lasciar cadere nel disprezzo.

Sono Paesi che hanno buoni motivi per sentirsi perseguitati, danneggiati, strumentalizzati o spregiato dall’«ordine americano» e dalla sua doppia morale.

«Agli occidentali sfugge che il loro comportamento di dominatori, visto da Istanbul, da Brasilia e non solo, ha indotto alla seguente conclusione: l’Occidente non è più la condizione necessaria per la risoluzione del problema internazionale, ma parte del problema», ha scritto su Hurriyet l’analista Sehmi Idiz. E Michael Vlahos, docente di strategia all’US Naval War College, teme che Erdogan riesca là dove hanno fallito i sauditi, gli egiziani e gli altri aspiranti più ridicoli (tipo Gheddafi): nel diventare la «Guida ben Diretta» che restituirà «un’identità collettiva e uno scopo» al fratturato mondo islamico; cosa a cui del resto lo candida la rivendicata eredità ottomana. La quale significò non già una dittatura islamista accentratrice, ma un Commonwealth di nazioni e Stati governati con esperienza e larghe vedute: ed Erdogan ha ristabilito buoni rapporti con l’Armenia, e l’aggressione israeliana alla flottiglia della pace ha avvicinato alle posizioni turche la Grecia, un altro nemico storico dell’ottomanismo, ma che oggi ha ragione di situarsi tra i danneggiati e gli spregiati del Nuovo Ordine Unilaterale.

Sta nascendo insomma, dice Vlahos, una vasta realtà politica che «USA e Israele ostinatamente rifiutano di vedere».

Già questo solo fatto rende la vittoria diplomatica di Hillary Clinton – l’aver comprato con aperture commerciali il voto di Mosca (oltre a quello della Cina) per sanzioni più dure contro l’Iran – alquanto vuota di contenuto. Ahmadinejad non è apparso affatto isolato, ad Ankara. Tant’è vero che Washington punta ad ottenere sanzioni unilaterli più dure, «spontaneamente» messe in atto dagli europei contro Teheran. Questi eseguono infatti, come ci si attendeva da camerieri. Ma il ministro degli Esteri russo Lavrov ha personalmente avvertito la Clinton che la Russia si opporrà categoricamente a sanzioni aggiuntive oltre il quadro deciso all’ONU. Sono le basi per un antagonismo ed un rovesciamento di posizioni nel seno delle «potenze autorizzate» al Consiglio di Sicurezza.

Peggio se, come fa capire Micalessin, Israele vuol far sapere che ha guidato i militanti del PKK nell’eccidio dei marinai turchi a Iskenderun. La cosa era ben nota ad Ankara, perchè il capo storico del PKK, Ocalan, ha fatto sapere che non è lui a guidare il PKK dal carcere. E chi allora, se non lo Stato-canaglia specialista in sovversioni ed assassini all’estero?

Il vicepresidente dell’AKP, il partito di Erdogan al governo, Celik, ha dichiarato che non credeva che l’attacco dei curdi alla Marina da guerra turca fosse in relazione con l’aggressione alla Mavi Matmara; subito seguito da altri esponenti politici turchi.

«Esistono le prove», ha detto Sedat Laciner, capo del International Strategic Research Organization (un think tank del governo turco) «che dimostrano che Israele addestra ed arma il gruppo terroristico anti-turco ed anti-iraniano del PKK nelle zone del nord dell’Iraq».

Sicchè il risultato delle violenze israeliane, e delle minacce al nuovo capo dell’intelligence turca, sarà proprio quel che teme – a nome dei giudei – il Micalessin: «Quell’attentato sospetto potrebbe, secondo alcune voci, portare allo sfratto degli uomini del Mossad da un’importante base segreta al confine con l’Iran considerata strategica per monitorare le mosse del nemico».

Non più basi giudaiche in Turchia, e ben presto non più la NATO.

Un’aggiunta: non è stata sicuramente una coincidenza nemmeno l’assassinio in Turchia di monsignor Padovese per mano del suo autista. L’autista del prelato era stato scelto ed imposto dai militari, ossia dai dunmeh. Lo strazio di un prete cattolico al grido di «Allah!» è venuto troppo a puntino per accusare la ferocia islamica, in concomitanza con il clamore internazionale per lo sterminio israeliano.

In questo senso, tento una risposta a un lettore che mi scrive:

«Carissimo Maurizio Blondet,
spero che tu segua attentamente cosa c’è dietro l’uccisione di monsignor Padovese... Il Vaticano sbrigativamente ha allontanato pista politica o religiosa. Ma era chiaro che non si trattava dell’azione del ‘solito’ folle. A Cipro il Papa, ancora una volta ha cercato di ‘fraternizzare’ con i musulmani. Risposta: per ben due volte è stato preso in giro. Prima hanno mandato un vecchietto a rappresentare il muftì. Prima di lasciare l’isola, il muftì è arrivato in ritardo, ‘puntualmente’ in ritardo per... evitare il Papa. Sveglia!!!
Tuo Patavinus»

Se Patavinus cerca di «svegliarmi» sull’ostilità islamica verso il Papa e i cattolici, la risposta è facile: il muftì ha fatto bene ad evitare di incontrare il Papa. Agli occhi dei musulmani, con il discorso di Ratisbona, Benedetto XVI si è schierato dalla parte di questo «Occidente» che condona ad Israele le violazioni dei principii morali che proprio l’Occidente non si stanca di proclamare per gli altri.

Perchè un muftì dovrebbe incontrare il Papa? Per sentirsi ricordare ancora una volta che «la fede non deve consentire nè condonare la violenza», come se fosse la macchia originale solo dell’Islam?

Lo dica ai religiosissimi giudei, che sguinzagliano in ogni parte del mondo i loro sicarii, e che non minacciano che guerre e coprono di sangue le navi mercantili ed affamano i palestinesi, riconoscibile strumento scatenato di Satana per qualunque vero credente.

Identificandosi con l’Occidente che assolve la strage dei pacifisti, si schiera con il violatore massimo dei diritti universali, il Pontefice – e la Chiesa – hanno perso ogni pretesa di superiorità morale nei riguardi di tutte le altre religioni, che in qualche modo il Papato di Woytila s’era guadagnato. Era una sorta di voce pontificale di «tutti i credenti», adesso non più, e non ha alcun diritto di fare la lezione di etica proprio alle vittime del sopruso e della violenza.

Maurizio Blondet